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"Collabora toscana", dai processi partecipativi alla sperimentazione di modelli di "pooling economy"

16 dicembre 2016 | 18:44
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - La partecipazione diventa collaborazione nell'organizzare risposte ai bisogni dei cittadini. La Regione Toscana, che nel 2007 è stata la  prima Regione in Italia a dotarsi di una legge, poi rinnovata nel 2013, per aiutare cittadini e associazioni a partecipare alle scelte delle istituzioni, da alcuni mesi ha volto lo sguardo alla sharing economy, o meglio si potrebbe dire alla pooling economy: ovvero a forme di economia e governance basate sulla cogestione dei servizi e sulla coproduzione.

E' la strada aperta con "Collabora Toscana". Ed oggi pomeriggio, venerdì 16 dicembre, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo a Firenze, sede della presidenza della Regione, alcuni di queste esperienze di 'collaborazione' (ma anche di partecipazione) nate nei territori e sostenute con le risorse della legge regionale sulla partecipazione si racconteranno. L'iniziativa, che è una giornata di riflessione ma anche di confronto, è stata promossa dall'Autorità regionale per la partecipazione.

"E' evidente – sottolinea l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, che ha concluso i lavori – che la discussione con i cittadini e la collaborazione nell'organizzare determinati servizi sono temi legati fra loro. Il percorso che abbiamo intrapreso nei mesi scorsi e che ci ha permesso, nel corso di quattro workshop, di individuare dodici misure che diventeranno altrettanti prototipi di sperimentazione su varie politiche, dalle infrastrutture e la mobilità alla governance pubblica, dai beni ai servizi, è un modo infatti che aiuta a mettere a sistema lo spontaneismo di tante pezzi attivi (ma diversi tra loro e a volte lontani ) della comunità".

Tra le dodici possibili sperimentazioni selezionate dalla Regione ci sono modelli di car pooling di comunità, dove accanto ai cittadini che mettono in condivisione il proprio mezzo per andare a lavoro sono protagoniste le associazioni di trasporto sociale. Peraltro proprio il progetto di questo tipo "Muoversi in Comune", finanziato dal Comune di San Casciano e cofinanziato dalla Autorità regionale per la partecipazione, nel cui ambito è stata attivata, sulla base di un processo partecipativo, anche una navetta a disposizione gratuita degli abitanti delle frazioni, è tra i finalisti del premio Comuni Virtuosi 2016 (che verrà assegnato domani, sabato 17 dicembre).

Altre sperimentazioni sono modelli di imprese e cooperative per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; si lavora per creare reti capaci di far rivivere e magari gestire beni e spazi urbani dismessi, ma ancora capaci di creare occupazione e coesione. Si discute, guardando anche ad esempi oltre i confini regionali,  di laboratori aperti e spazi ibridi dove imprese tradizionali, start up, innovatori, università, pubblica amministrazione e terzo settore possano trovare occasione di contaminazione. E poi ancora, per citare qualche altro filone, la promozione del territorio e le economie agricole di filiera, la casa e il welfare. Il tutto, appunto, in chiave collaborativa.

I progetti presentati a Firenze
Nella giornata in particolare di oggi sono state presentate, oltre al progetto di car-pooling di comunità, con le auto condivise dai pendolari, di San Casciano e una navetta gratuita già attivata, esperienze e percorsi partecipativi di 'coordinamento' che riguardano ad esempio strategie e strumenti da mettere in campo, pubblico e privato assieme, nel caso allagamenti nella frazione di Stazione a Montale, per stimolare progetti di recupero e la gestione del patrimonio di tredici poderi e case coloniche dell'ex Opera Pia delle Cerbaie a Fucecchio: c'è anche un progetto per coinvolgere attivamente i cittadini nella cura e gestione degli spazi pubblici (a Capannori) ed un altro, simile, che sui beni comuni vuol responsabilizzare i residenti a Vicopisano.

Si è a parlato del regolamento sui beni comuni scritto con i cittadini a Camaiore, della Riserva La Bufalina di Vecchiano da riqualificare e valorizzare, delle pinete e dei custodi del territorio di Scarlino. Sull'animazione e progettazione di spazi urbani sono stati raccontati i casi di San Salvi e Le Murate a Firenze, di Campi Bisenzio - dove per dare nuova vita ad un centro storico che si sta svuotando la proposta è mettere a disposizione di chi ha un'idea interessante, temporaneamente, i tanti fondi chiusi - oppure di Massa, con un percorso che ha riguardato il verde pubblico per decidere insieme le priorità di spesa e forme di gestione dal basso, e di Pontedera, con il coinvolgimento dei residente nella rivitalizzazione del quartiere "Fuori dal Ponte".

Montespertoli era presente con una riflessione aperta ai cittadini che riguarda l'urbanistica, il futuro di duemila edifici potenzialmente deruralizzabili e nuovi modelli abitativi individuati dal piano strutturale come il co-housing. Vaiano in provincia di Prato ha partecipato con la sua idea di eco-quartiere alla Briglia. Tutti i progetti presentati, assieme ad ltri, sono disponibili on line nelle stanze della partecipazione (http://open.toscana.it/web/partecipa/elenco-stanze) sulla piattaforma della Regione Open Toscana.


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