Salta al contenuto

"Per la storia di un Confine difficile", l'informazione italiana e slovena a Trieste e dintorni

17 febbraio 2018 | 18:55
Scritto da Cristiano Lucchi
 


TRIESTE - Aleksander Koren - direttore del Primorski Dnevnik, il giornale sloveno di Trieste - ha prestato servizio militare nell'esercito italiano; un caporedattore di Pietro Spirito - scrittore e giornalista de Il Piccolo, il giornale italiano del capoluogo giuliano - era arruolato con l'Armata Popolare di Jugoslavia. Questa è una delle vicende più gustose, in grado per l'ennesima volta di ribaltare luoghi comuni e pregiudizi sulla storia del Confine difficile dell'Alto Adriatico, raccontati durante l'incontro tra Koren e Spirito sulla storia dei loro giornali davanti alla platea di studenti toscani. L'appuntamento sull'informazione a Trieste durante il Novecento, alla presenza della delegazione toscana, si è tenuto nell'Aula magna dell'Università di Trieste in via Filzi. Apprendere la storia del Piccolo e del Primorski Dnevnik (Quotidiano del Litorale, in italiano) è davvero utile per capire meglio gli intrecci politici, culturali, economici e sociali che hanno visto al centro del dibattito novecentesco Trieste, Gorizia e l'intera area contesa tra Italia e Jugoslavia a metà secolo.

Pietro Spirito ha ripercorso le tappe del quotidiano italiano, fondato dalla borghesia italofona nel 1881 in funzione antigovernativa. Trieste all'epoca era il porto dell'Impero Austro-Ungarico e il giornale sposò posizioni irredentiste e diventò così il punto di riferimento per gli italiani della città. Per questo il 23 maggio 1915, all'entrata in guerra dell'Italia contro l'Austria, i triestini filo-austriaci attaccarono e distrussero la sede del giornale che interruppe così le pubblicazioni fino al 1919. Durante il fascismo il giornale si adeguò al regime, con un'eccezione riguardante le Leggi Razziali promulgate da Mussolini proprio in Piazza Unità a Trieste nel 1938. All'epoca Rino Alessi, il direttore, entro in collisione con Roberto Farinacci senza però abbandonare la sua fede nel fascismo. Altro direttore coraggioso fu Rodolfo Maucci che sotto l'occupazione nazista fece di tutto per boicottare il suo stesso giornale e annotò in un diario quotidiano la sua resistenza al dominus tedesco. Nel dopoguerra la testata cambiò nome (Il Giornale di Trieste) fino al 1954, quando con il ritorno di Trieste all'Italia tornò, definitivamente, anche Il Piccolo.

Aleksander Koren ha ricordato come il suo giornale fu fondato a pochi giorni dalla liberazione di Trieste dai nazisti per opera dei partigiani jugoslavi, il 13 maggio 1945. Il Primorski Dnevnik raccolse l'eredità del Partizanski Dnevnik, unico quotidiano partigiano stampato nell'Europa occupata, ma anche dell'Edinost (Unità) giornale sloveno di Trieste fondato nel 1876 dalla borghesia liberale della città, espressione del nazionalismo slavo e soppresso dal fascismo nel 1928. Oggi il giornale è edito da una cooperativa di circa 2.000 lettori ed è un giornale che continua a rappresentare il punto di vista della comunità slovena in Italia. Ha redazioni a Trieste e Gorizia e uffici di corrispondenza a Cividale del Friuli e a Klagenfurt, nell'Austria meridionale. Con i giornali altoatesini Dolomiten e Neue Südtiroler Tageszeitung è membro dell'associazione dei quotidiani in lingua minoritaria e regionale (MIDAS). 

Il dibattito nell'Aula magna universitaria ha avuto un'appendice davvero interessante per i ragazzi e le ragazze toscane un paio di giorni dopo. Il direttore Aleksander Koren ha infatti invitato una delegazione di studenti in redazione, durante la chiusura del quotidiano. Un paio d'ore passate ad approfondire gli aspetti più interessanti del giornale e anche la possibilità di scandagliare il punto di vista sloveno sui fatti del Novecento e anche sull'attualità. Al termine dell'incontro sono stati ricordati i giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D'Angelo, uccisi nel 1994 nella città bosniaca di Mostar, e Miran Hrovatin, assassinato a Mogadiscio insieme a Ilaria Alpi, sempre nel 1994. Persone italiane e slave ancora una volta insieme e ancora una volta costrette a pagare con la vita l'arroganza del potere e la strumentalizzazione dei popoli.

"Per la storia di un Confine difficile. L'Alto Adriatico nel Novecento" è il titolo del viaggio di studio per gli studenti delle scuole superiori toscane organizzato in occasione del Giorno del ricordo da Regione Toscana, Istituti storici toscano e grossetano della Resistenza e dell'età contemporanea, Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Ufficio regionale per la Toscana.

Nella foto di apertura il viaggio della delegazione toscana sulle pagine del Primorski Dnevnik. In basso la visita in redazione.


  • Condividi
  • Condividi
Questo contenuto è stato archiviato sotto Informazione, Memorie

Seguici su Facebook Twitter YouTube  Instagram RSS

Contenuto Web

Enrico Rossi Presidente
Monica Barni Vice Presidente
Vittorio Bugli Presidenza
Vincenzo Ceccarelli Territorio
Stefano Ciuoffo Economia
Federica Fratoni Ambiente
Cristina Grieco Istruzione
Marco Remaschi Agricoltura
Stefania Saccardi Sanità


L'agenda della Giunta

servizio antincendi boschivi

Leggere in Toscana

App Toscana Notizie (versioni per iOS e Android)

WhatsApp Toscana Notizie - 366-6694483

Telegram Toscana Notizie - 366-6694483

Facebook Toscana Notizie - Pagina ufficiale

Le Storie della domenica

Contenuto Web

scarica »
- #Toscana BXL
scarica »
- Agrifood toscano:
qualità, benessere e innovazione
scarica »
- La violenza anche se non
si vede si sente
scarica »
- Una Toscana da leggere
scarica »
- Treno della Memoria 2015
scarica »
- Storie di piatti e territori
scarica »
- La Toscana digitale
scarica »
- La memoria tutto l'anno
scarica »
- La Toscana in chiaro
scarica »
- E' tutto un altro clima
scarica »
- Cosa insegna il fiume
scarica »
- Arrivano dal mare