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Aferpi, riunione positiva a Roma. La Regione rimodula le risorse per Piombino, pensando al porto

1 marzo 2016 | 19:03
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE – Incontro positivo sulla Ex Lucchini di Piombino oggi pomeriggio a Roma. "Stiamo seguendo la vicenda – commenta il presidente della Toscana, Enrico Rossi – Anche dopo la riunione di oggi sembra che il gruppo Aferpi stia rispettando gli impegni e che il programma vada avanti secondo i tempi prestabiliti. Noi comunque continueremo a fare la nostra parte con le opportune verifiche sull'evolversi della situazione, sia riguardo all'industrializzazione dell'area sia per l'intera partita che interessa la città".

L'incontro a Roma era al ministero del lavoro. Per la Regione Toscana hanno partecipato l'assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo e il consigliere del presidente per il lavoro, Gianfranco Simoncini. Il governo era rappresentato dal viceministro Teresa Belladonna. Aferpi ha ribadito di fatto gli impegni che Rebrab aveva assunto in occasione dell'incontro con il ministro Guidi ed il presidente Rossi: il primo riguarda il contratto per il forno elettrico e del treno rotaie, con l'individuazione entro la fine del mese di chi lo dovrà realizzare. Con l'occasione è stato fatto anche il punto sui contratti acquisiti e l'azienda ha ribadito e rassicurato sulla propria solidità finanziaria, oltre a confermare l'assunzione di altri 205 lavoratori. Salirà così a 1.389 il numero dei dipendenti, mentre scende a 743 quelli degli addetti ancora in cassa con l'amministrazione straordinaria.

Con il vice ministro è stata concordata anche la prossima riunione del comitato esecutivo per l'accordo di programma su Piombino. Sarà il 17 marzo, dopodiché ci sarà una cabina territoriale con sindacati e categorie. Aferpi sarò riconvocata a Roma entro il 1 aprile.

L'occasione del comitato esecutivo sarà anche l'occasione per fare il punto sull'avanzamento e gli impegni assunti dal governo sulla strada 398 a quattro corsie e la sua penetrazione nel porto. 

Risorse per il porto
C'è poi la partita dell'ammodernamento del porto. Piombino non è solo ex Lucchini e uno scalo potenziato è essenziale per l'attrazione di nuovi investimenti e imprese. Con una delibera presentata stamani dall'assessore Ciuoffo la giunta regionale ha così deciso di rimodulare in parte i 32 milioni di risorse Fas destinati alla riconversione e riqualificazione industriale dell'area, assegnati a suo tempo in base all'accordo di programma del 2014. Otto milioni rimangono destinati al recupero dell'area di Colmata. Altrettanti saranno impiegati per la costituzione di un fondo rotativo per i prestiti. Solo quattro (di otto che erano) saranno invece impiegati per finanziare protocolli di insediamento, tenendo conto che finora la domanda espressa dalle piccole e medie imprese è stata limitata. Per attrarre nuove aziende è essenziale adeguare il porto e realizzare nuove banchine. Sono così stati recuperati 12.2 milioni e una parte almeno di queste risorse, ora rimodulabili, sarà per l'appunto utilizzata e destinata con un successivo atto a realizzare quelle infrastrutture necessarie per ospitare attività come lo smontaggio delle navi, ma anche la cantieristica e il rifitting, la logistica industriale o la chimica.

Le altre aziende pronte a investire
Imprese interessate si sono già fatte avanti. C'è la Saipem- San Giorno e Neri, che ha già richiesto la concessione. Ci sono imprese del settore chimico. C'è la General Electric - 4,8 miliardi di fatturato in Italia e 3,5 in Toscana, il 5 per cento dell'intero Pil regionale – che anche di recente, in occasione della firma del piano di investimenti da 600 milioni di dollari in Toscana lo scorso 31 gennaio (vedi comunicato)  non ha fatto mistero dei suoi progetti per Piombino. La multinazionale americana, già presente a Firenze e a Massa Carrara, conta già una piattaforma di assemblaggio ad Avenza, occupa con la logistica spazi nel retroporto di Livorno e vorrebbe aggiungere una seconda piattaforma a Piombino, capace di lavorare anche con li gas naturale liquefatto. Senza dimenticare la stessa Aferpi nella logistica portuale. 


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