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Alla scoperta della scrittura degli etruschi. Dal 19 marzo a Cortona

19 febbraio 2016 | 15:38
Scritto da Dario Rossi
 


FIRENZE – La scrittura etrusca è un tema affascinante; ci parla di una lingua, di un popolo e di una cultura attraverso conquiste, commerci, idee, storie che hanno avuto luogo in tutto il bacino del Mediterraneo fra il settimo e il primo secolo avanti Cristo. Da oltre tre decenni non sono state organizzate mostre di livello internazionale sul tema della scrittura etrusca. È per questo che, alla luce delle recenti scoperte di epigrafi etrusche vicino a Montpellier e al ritrovamento a Cortona della Tabula cortonensis,  terzo più lungo testo etrusco esistente, il Museo del Louvre, il Museo Henri Prades di Lattes, e il MAEC di Cortona hanno deciso di progettare un grande evento archeologico, la mostra Etruschi maestri di scrittura. I reperti, provenienti da alcuni dei più importanti musei del mondo, saranno in esposizione a Cortona dal 19 marzo al 31 luglio.



L'evento è stato presentato stamani ai giornalisti a Palazzo Strozzi Sacrati dalla vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni con la sindaco di Cortona Francesca Basanieri, la console francese a Firenze Isabel Mallez,  Giovannangelo Camporeale, Lucumone dell'Accademia Etrusca di Cortona, Paolo Bruschetti, commissario della mostra, Paolo Giulierini, commissario della mostra Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona. Di straordinaria valenza scientifica, la mostra sarà composta di alcune delle testimonianze più importanti dell'epigrafia etrusca, dalla Mummia di Zagabria alle lamine di Pyrgi e illustrerà ai visitatori, come mai prima d'ora era stato fatto, la diversità dei supporti e delle tecniche di scrittura, così come le scoperte degli ultimi anni di studi in materia.

"Cortona è il polo attrattore regionale della rete toscana di un centinaio di musei archeologici – ha sottolineato la vicepresidente Barni – nell'ambito del programma di valorizzazione del patrimonio storico-artistico che vogliamo completare nei prossimi anni. Sono convinta che le lingue rappresentino un legame di comprensione e sentimento tra i popoli fuori dai canoni; distrutto nel racconto della Torre di Babele, quel legame si potrà riallacciare a partire dalla rinascita della comprensione reciproca anche attraverso il confronto linguistico e la conoscenza delle radici".

Oggetto di profondi studi, l'etrusco resta per certi versi ancora misterioso. Sono infatti irrisolti i significati specifici di molte parole, in particolare quelle che non presentano parentele con le lingue antiche più note. La difficoltà di comprensione della scrittura etrusca dipende essenzialmente scarsità di testi lunghi e dalla ripetitività dei testi brevi in nostro possesso, spesso di natura funeraria, giuridica o commerciale.

Etruschi maestri di scrittura intende dimostrare i progressi negli studi nella sintassi e nella grammatica, attraverso una rilettura e una nuova interpretazione di molti epigrafi e alcune novità assolute. Le iscrizioni (siano esse su oggetti di uso quotidiano, su oggetti di culto, su statue o su atti) saranno classificate in mostra per settori di appartenenza: dalla sfera del rito a quella del sacro, dall'ambito funerario a quello giuridico. Un altro aspetto importante riguarderà i supporti e le tecniche scrittorie, le modalità di insegnamento e di trasmissione dell'alfabeto, le tipologie letterarie attestate, le vicende, talora avventurose, di alcuni testi.

Grande attenzione è stata riservata all'allestimento della mostra nelle sale del Maec, un'esposizione che vuole trasformare il segno della scrittura etrusca in una forma d'arte, al limite del design, con una grafica innovativa e coinvolgente. Numerose saranno le iniziative culturali previste per tutto il periodo dell'evento: conferenze, convegni, mostre di arte contemporanea. Etruschi maestri di scrittura rappresenta un appuntamento imperdibile per chi ama gli etruschi nonché una delle più importanti mostre archeologiche in Italia nel 2016.


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