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Allocca alla Lega: 'Nell'ampollina di Pontida mettete anche l'acqua del Mediterraneo'

18 giugno 2011 | 12:07
Scritto da Mauro Banchini
 


PISA – "A Umberto Bossi direi che farebbe bene, nella sua ampollina sul pratone di Pontida, a metterci un po' d'acqua del Mediterraneo: troverebbe non solo quella del suo Po ma anche le tante altre acque di un mare che è davvero Nostro". Così Salvatore Allocca, assessore al Welfare della Regione Toscana, a margine di una iniziativa organizzata a Pisa sulle politiche toscane in materia di immigrazione.

"Ho poi il sospetto – ha aggiunto riferendosi alle ultime novità sui tempi di permanenza nei Cie – che ancora una volta, quando il Governo è in crisi, si cerchino innocenti su cui scaricare le difficoltà: fra riti celtici, giuramenti sui prati, "föra da i ball" e inasprimenti sui Cie le vittime sacrificali del centro destra sono ancora una volta gli immigrati e questo è inaccettabile per chi, come noi, considera gli immigrati come una risorsa almeno su tre profili: demografico, economico e democratico".

Nel convegno pisano, che si è svolto presso la Provincia su iniziativa della Regione Toscana con Anci e Upi, sono state discusse le basi per il "Piano di indirizzo integrato" in materia di immigrazione previsto dalla legge regionale di settore.

"Un percorso di ascolto e conoscenza – ha ricordato Allocca – svolto in due mesi e mezzo con incontri in tutte le province e conferenze di area vasta per condividere obiettivi comuni, fra enti pubblici e organismi del privato sociale, nella prospettiva di una crescita della dimensione interculturale nei nostri territori".

Fra i temi affrontati nei 13 incontri e in questo conclusivo: la necessità di un sistema informativo sempre aggiornato sui flussi migratori, le modalità per favorire una "partecipazione dedicata" delle comunità di immigrati, l'estensione del diritto di voto (la Regione Toscana si farà protagonista di una specifica proposta di legge al Parlamento nazionale), il consolidamento dei servizi in favore degli immigrati, le questioni legate alle procedure di ricongiungimento familiare, le opportunità di apprendimento della lingua italiana per l'accesso a una cittadinanza attiva, l'accoglienza dei minori stranieri nella scuole, l'accesso dei cittadini stranieri "irregolari" alle prestazioni socio –sanitarie, le specifiche questioni legate a fasce vulnerabili (rom, rifugiati, vittime di tratta, richiedenti asilo). Si è inoltre parlato - e anche questo sarà inserito nel prossimo "Piano" che la Giunta presenterà in Consiglio subito dopo l'estate – di spazi per il culto e la socializzazione, di comunicazione interculturale, di valorizzazione delle lingue e delle culture di origine. E anche del possibile contributo all'integrazione fornito dalle pratiche sportive.

Dopo i saluti introduttivi (Maria Paola Ciccone e Silvia Pagnin assessori di Comune e Provincia di Pisa, Luca Menesini per Anci Toscana, dottoressa Fornaro in rappresentanza del prefetto di Grosseto) la giornata dell'ascolto pisano è ruotata su tre interventi e un ricco dibattito: Laila Abi dell'associazione donne straniere "Nostras", Issi Ademi della "Rete Albanesi in Toscana" e Fabio Berti dell'Università di Siena.

"Le cose cominceranno a cambiare quando un carabiniere con la pelle nera farà i controlli agli automobilisti con la pelle bianca", ha sottolineato Issi Ademi riflettendo sull'importanza di un effettivo accesso al pubblico impiego e sulla necessità di superare gli stereotipi trasmessi anche dai media ("Se il comico di Zelig che rappresenta il domestico filippino fa anche lo sponsor per vendere prodotti di pulizia, è del tutto chiaro il messaggio: i filippini possono fare solo i domestici. Ma chi l'ha detto?").

E l'assessore Salvatore Allocca ha infine ripreso ("in termini di provocazione"), un'altra immagine del rappresentante dei rumeni in Toscana secondo cui, sempre in tema di pubblico impiego, "potrà magari essere difficile per un immigrato in Italia fare il direttore dei Servizi Segreti, ma almeno il bidello potrebbe farlo". Per l'assessore toscano al Welfare "anche viste le ultime vicende sulla P4 non sarebbe male se a guidare i Servizi ci andasse davvero un bravo immigrato. Forse – ha aggiunto - le cose andrebbero meglio anche per noi nati in Italia".


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