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Beni confiscati alla mafia, Saccardi: "Soluzioni concrete per restituirli alla collettività"

10 luglio 2014 | 16:18
Scritto da Federico Taverniti
 


FIRENZE - "Occorre trovare soluzioni concrete per il riutilizzo sociale dei beni che vengono confiscati alla mafia: per dare un messaggio forte ed importante a chi questi beni li ha impiegati per finalità illecite ma anche per non vanificare l'impegno di chi la legge l'ha faticosamente voluta ed ottenuta". La vicepresidente Stefania Saccardi ha concluso così il proprio intervento al tavolo regionale di coordinamento sui beni confiscati alla mafia che stamattina, a Palazzo Strozzi Sacrati, ha riunito per la prima volta tutti i soggetti coinvolti: Comuni, Associazioni, prefetture, forze dell'ordine.

"L'idea di costituire un tavolo – ha detto la vicepresidente - che fosse in grado di individuare e adottare soluzioni concrete per far sì che tutto questo patrimonio sottratto alla malavita non resti inutilizzato è venuta pochi giorni fa, a Pisa, quando insieme a Don Ciotti abbiamo celebrato la riapertura di un'edicola confiscata alla mafia. Tanti soggetti coinvolti mi hanno chiesto se la Regione potesse diventare il coordinatore di tutte le iniziative, idee, proposte. Ma anche di diventare l'interlocutore nei confronti dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Mancava una regia. Questo tavolo dovrà servire come luogo per il confronto e la condivisione ma soprattutto per l'adozione di soluzioni operative".

Impiegare tanti beni immobili inutilizzati, ma anche aziende e negozi, per scopi sociali. "Sarebbe un bel segnale perchè la cosa che fa più male alle associazioni mafiose – ha proseguito Stefania Saccardi - è la sottrazione degli strumenti finanziari con cui svolgono la loro attività criminosa. Un segnale oltrechè simbolico anche tangibile perchè le necessità sociali sono tantissime e questa è una ricchezza che non possiamo permetterci di perdere".

Alle tante difficoltà dei Comuni di poter utilizzare i beni riassegnati dall'Agenzia si sommano quelle di avere un quadro aggiornato della situazione. "L'Agenzia – ha spiegato Stefania Saccardi – ha da poco un nuovo direttore. Il primo passo del tavolo sarà quello di chiedere un incontro per chiarire alcuni aspetti fondamentali. Anzitutto per capire se una parte dei fondi che vengono sequestrati alle mafie possano essere utilizzati per ristrutturare i beni immobili. La maggior parte dei Comuni, oltre alla penuria di risorse per fare questo, deve anche scontrarsi con i mille ostacoli. Spesso sui beni gravano ipoteche che gli stessi Comuni non possono accollarsi. In secondo luogo – ha poi aggiunto – per chiedere sempre all'Agenzia un aggiornamento del censimento dei beni, l'ultimo risale al gennaio 2013".

Il tavolo tornerà presto a riunirsi con un obiettivo importante, lavorare immediatamente ad alcune proposte operative. "La prossima volta – ha concluso la vicepresidente – insieme ai Comuni che hanno dei beni utilizzabili dobbiamo realizzare qualcosa di concreto, entrare in contatto con soggetti  disposti a gestirli, coinvolgere anche soggetti come la lega delle cooperative. Anche la Regione metterà a disposizione le risorse immediatamente disponibili. Per ora le esperienze virtuose sono poche, per i tanti motivi che rendono una legge ben fatta di fatto impossibile da attuare".

 

Da leggere:

Beni confiscati alla mafia. Sul sito della Regione una mappa georeferenziata con schede per ogni immobile, provincia per provincia

Statistiche sui beni confiscati alla mafia in Italia e in Toscana, anno per anno

La pagine dell'Osservatorio sui beni confiscati alla mafia

Il Centro di documentazione Cultura e Legalità democratica

L'archivio della memoria sulle stragi e la mafia in Regione 

 


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