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Bilancio Ue post 2020: per presidente prime indicazioni confermano scenario peggiore

14 febbraio 2018 | 18:09
Scritto da Redazione
 


FIRENZE - Le prime indicazioni della Commissione europea per il bilancio post 2020 confermano purtroppo lo scenario peggiore, che rischia di avere effetti nefasti. I tagli alla politica di coesione rischiano di arrivare fino al 30 per cento, colpendo l'unica politica Ue che coniuga crescita, occupazione, aiuti alle imprese, lotta alla disoccupazione, sostegno a ricerca e innovazione e contrasto ai cambiamenti climatici. Questo il commento del presidente della Regione alle prime indicazioni della Commissione Ue sul primo bilancio pluriennale del post-Brexit, che partirà dal 2021.  

È proprio temendo questa eventualità che il presidente della Toscana aveva sollecitato il Governo a intervenire.

Questi tagli insostenibili avvengono, secondo il presidente, non solo per compensare la diminuzione di entrate dovuta alla Brexit, ma anche per precise scelte politiche. Si propone infatti di aumentare i fondi destinati al contrasto dell'immigrazione, alle politiche di sicurezza e alla difesa. Al potenziamento di Frontex, l'agenzia di controllo delle frontiere, verrebbero destinati, nello scenario massimo, fino a 150 miliardi, quasi la metà della politica di coesione attuale. Questo dà il segno del cambio di priorità che si  vuole imprimere all'Europa del futuro, togliendo risorse alla solidarietà e allo sviluppo dei territori, innalzando invece muri e finanziando un capillare sistema di controllo delle frontiere, dando ascolto solo alla voce dei partiti populisti che vogliono un'Europa costruita sulla paura e sull'esclusione.

Per evitare questi tagli alla coesione l'unica strada per la Commisione Ue è di aumentare di circa un terzo il bilancio europeo attuale. Una scelta che il presidente della Toscana accoglie con grande favore, magari grazie all'introduzione di una Tobin Tax. Ma la Commissione sa già che purtroppo sarà rifiutata dalla maggioranza degli Stati Membri, cosicché sarà necessario ricorrere a questo nefasto scenario di tagli. Uno scenario, aggiunge, che porterà sicuramente ad una crescita delle diseguaglianze tra i diversi territori europei e a una riduzione degli investimenti che non potrà che colpire le potenzialità di crescita. Sarebbe uno scenario molto grave per l'Europa: occorre pretendere con forza un'inversione delle priorità, salvando l'unica politica Ue a favore degli investimenti. La storia europea ci ha insegnato che nuove imprese e nuova occupazione non nascono finanziando difesa, armi e muri.


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Questo contenuto è stato archiviato sotto Agricoltura e foreste, Lavoro e formazione, Economia

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