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Campo rom di Quaracchi, concluse stamattina le operazioni di chiusura

16 giugno 2011 | 10:24
 


FIRENZE – Si sono svolte stamattina, condotte dai Comuni di Sesto Fiorentino e Firenze e coordinate dalla Caritas, le operazioni per la chiusura definitiva dell'insediamento rom di Quaracchi. Le circa 110 persone di nazionalità romena che vivevano in condizioni di grave precarietà, con forti rischi per la salute, sono state per gran parte avviate al rientro nel paese di origine. Per due nuclei familiari, che svolgono attività lavorative, è stato invece attivato un percorso di accoglienza in Toscana. Per il superamento del campo, il rimpatrio assistito e la sistemazione in strutture di accoglienza la Regione ha messo a disposizione 200 mila euro.

"La chiusura definitiva dell'insediamento – spiega l'assessore al welfare Salvatore Allocca - è il completamento del percorso avviato dalla Regione a inizio anno, dopo l'incendio che ha aggravato una situazione già delicata. Abbiamo costituito un tavolo con tutti i soggetti interessati per individuare una via d'uscita. Quaracchi costituiva una vera e propria criticità, ho avuto modo di fare alcuni sopralluoghi e non era assolutamente pensabile che esseri umani potessero continuare a vivere in quelle condizioni. Ma Quaracchi non è l'unica situazione fortemente critica. Esistono altri insediamenti in Toscana, specie in provincia di Pisa, con elevati livelli di rischio igienico-sanitario. Generalmente insediamenti abusivi, senza autorizzazione. La soluzione di Quaracchi fa parte di un piano complessivo, che ci vede impegnati in virtù di una mozione presentata a febbraio in Consiglio regionale, al quale la Regione sta lavorando in stretta collaborazione con enti locali e mondo del volontariato. Vogliamo – ha concluso Allocca – superare in tempi brevi le situazioni più gravi e garantire il rispetto dei fondamentali diritti umani. Ciò che ovviamente preoccupa maggiormente è la presenza di bambini e persone anziane, le fasce più a rischio".

A gennaio l'assessore al welfare ha convocato un tavolo con tutti i comuni interessati per individuare una soluzione. Successivamente, ad aprile, ha assegnato con delibera alla Società della Salute Nord Ovest la somma di 200 mila euro per dare attuazione all'intervento. Immediatamente dopo sono stati avviati i contatti con i nuclei familiari, attraverso la Caritas, per proporre il rientro assistito in patria. A ciascuna persona che ha optato per il rientro verranno corrisposti 1000 euro. La maggior parte ha accettato la proposta. Quelli che invece hanno deciso di restare saranno accolti in strutture messe a disposizione dai Comuni di Firenze e di Sesto Fiorentino.

In Toscana, secondo la ricognizione effettuata poche settimane fa dalla Fondazione Michelucci, vivono circa 2700 persone in insediamenti Rom e Sinti. La maggior parte, oltre la metà, sono stanziate nelle province di Firenze (792) e Pisa (720), 389 vivono in provincia di Lucca, 297 a Prato, 199 a Pistoia, 165 a Massa Carrara, 102 a Grosseto e 68 a Livorno. Le situazioni considerate ad alta criticità sono 14. In genere si tratta di insediamenti non autorizzati. In provincia di Pisa il numero maggiore, in cui vivono oltre 500 persone. Due insediamenti sono ufficiali o riconosciuti, Bigattiera (96) e Oratoio (273), altri 6-7 invece non lo sono (117). A San Giuliano Terme, l'ostello di Madonna dell'Acqua, ne ospita altre 27. In provincia di Firenze ci sono il campo di Quaracchi e altre presenze diffuse (circa 210). A Livorno un insediamento riconosciuto, Cisternino (43), e un altro no, area di via del Levante (25). A Pistoia 46 persone occupano, autorizzati, il campo in via Ciliegiole, idem per altre 28 in varie zone a Grosseto. Infine, sempre senza autorizzazione, l'occupazione di varie aree a Viareggio e Pietrasanta (50) e a Prato (20).


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