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Cani a Scuola: succede a Scandicci

26 gennaio 2014 | 00:01
Scritto da Federico Taverniti
 


Una bella storia, nata più di ottant'anni fa. Quasi 85 per la precisione. Era infatti il 1929 quando l'Unione Italiana Ciechi di Firenze decise di creare un centro dove allevare e addestrare cani che sarebbero poi diventati guide per persone che avevano perso la vista. La sede era a Firenze, in via del Gignoro, allora aperta campagna. Così come lo era la zona che ospita attualmente la Scuola Nazionale Cani Guida per ciechi, a Scandicci. Nel 1962 infatti l'Unione Italiana Ciechi decise di acquistare Villa Martini per farne la nuova sede. Giorgio La Pira, allora sindaco, donò alla Scuola tutta l'area 'tecnica', ovvero quella dove alloggiano i cani. La proprietà del complesso e della Scuola passò alla Regione nel 1979. In tutti questi anni da questa realtà, praticamente unica in Italia, sono usciti circa 3.600 cani che hanno cambiato la vita, le abitudini, il modo di muoversi e anche di pensare di altrettante persone non vedenti.

>>> Il sito della Scuola

Weminne, Edda e Iris, i pionieri della Scuola

"I primi tre cani – ci dice uno dei responsabili tecnici, Massimo Baragli – vennero consegnati proprio nel 1929. I loro nomi erano Weminne, Edda e Iris. Le attività principali della Scuola restano l'allevamento e l'addestramento di cani per non vedenti. Ma nel corso degli anni sono stati avviati altri progetti, per dare supporto ad altri tipi di disabilità". Dopo una fase di sperimentazione, pet therapy e assistenza a persone con disabilità motoria hanno arricchito i servizi offerti dalla Scuola.

 

"Negli ultimi 10-15 anni – continua Baragli - il mondo della cinofilia ha subito tanti cambiamenti, a cominciare dalle tecniche di addestramento. Piano piano abbiamo cominciato a prendere in considerazione altre forme di utilizzo sociale del cane: dal 2006 sono stati avviati i primi progetti di pet therapy e due anni più tardi anche quelli per dare ausilio a disabili motori in collaborazione con la Asl 10 Firenze. Il nuovo regolamento, approvato nel 2013, ha formalizzato l'allargamento della nostra attività. Inoltre una parte della Scuola verrà ristrutturata per ricavarne un appartamento che sarà utilizzato da persone non vedenti per sviluppare percorsi di autonomia". La pet therapy è l'attività più richiesta e viene svolta in ospedali, residenze per anziani, centri di riabilitazione. "Lavoriamo con anziani affetti da Alzheimer – racconta Alessandro Vestri, che insieme a Saro Fusi e Serena Magnani si occupa di queste attività - o che abbiano problemi di mobilità, con ragazzi autistici. Il cane aiuta, stimola a fare qualcosa. Non è una vera e propria terapia ma una co-terapia, si integra con le altre seguite dal paziente. Ci sono tante richieste ma il problema sono i costi". La Scuola, in questi percorsi, collabora con la Fondazione Stella Maris e la Facoltà di Veterinaria dell'Università di Pisa.

A 20 minuti dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella

Per raggiungere la Scuola, da Firenze, si può prendere la linea 1 della tramvia. Ai 10-15 minuti che occorrono dal capolinea della Stazione di Santa Maria Novella fino alla fermata De Andrè-Ciliegi, ne vanno aggiunti altri cinque a piedi per arrivare alla grande villa con i muri gialli. Già al cancello si sentono i primi cani abbaiare. Ad accoglierci, oltre a Massimo Baragli e all'altro responsabile tecnico Corrado Migliorucci, c'è Mariolino, un giovane labrador. "Sta 'studiando' per fare pet therapy – ci confida l'assegnataria, Beatrice - è un giocherellone, più vivace dell'altro cane che ho in affidamento, Olga, anche lei labrador". Neanche il tempo di presentarci che Beatrice racconta la sua storia. "Il primo cucciolo l'ho preso 4 anni fa. Ho conosciuto la Scuola tramite mia suocera e, avendo un gran desiderio di avere un cane, è stato un modo molto naturale per entrare in contatto con questo mondo". Mariolino corre sul selciato della Scuola, fa un girotondo intorno alla statua che lo scultore Giancarlo Buratti, versiliese di Pietrasanta, ha donato alla Scuola nel 1996. "Il piacere di avere un cane e crescerlo – dice ancora Beatrice - è superato dalla gioia di donarne molta di più a persone più sfortunate. Ovvio che ti affezioni tantissimo perchè vivi con loro il periodo più divertente, quando sono piccoli. Però sai fin dall'inizio che il cane non è tuo, che un giorno dovrai riconsegnarlo alla Scuola e che il tuo contributo sarà utile ad altri. E questo ti riempie di orgoglio".

>>> Prenotazioni visite: 055/4382850 o scuola.cani.guida@regione.toscana.it

Ai giochi di Mariolino si uniscono Rebecca, fattrice labrador affidata a Patrizia, e Orsa, una golden retriever che è sotto la cura di Valdemaro. "Ho saputo della Scuola – dice Patrizia - leggendo un trafiletto su un quotidiano. Cercavano affidatari per i nuovi nati. Ho fatto il colloquio ed è iniziata un'esperienza bellissima. Crescere un cucciolo e sapere che è diventato un cane guida ti da una soddisfazione immensa". "Orsa fa pet therapy – racconta invece Valdemaro – ma ho anche Abby, anche lei golden, che invece farà la guida. Tutto è cominciato per caso, nel 2001. Mia figlia più piccola visitò la Scuola e portò a casa un libretto, che mi incuriosì. Prendere un animale e introdurlo in casa fu anche un modo per far superare all'altra figlia un piccolo incidente, avuto con un cane ai giardini. Il primo è stata Isotta, poi ne son venuti altri. La separazione alla fine dell'anno di affidamento è dura, ma sappiamo di aver svolto un compito importante". Vanda è invece il cane che aiuta Elena, cieca dal 2007 a causa di una malattia. "All'inizio usavo il bastone, poi ho scoperto la Scuola. Ho fatto domanda e ed arrivata Wanda che per me è molto di più di un bastone. Con il bastone le persone si spostavano e io per capire dove fosse l'ostacolo molte volte dovevo sbatterci contro. Wanda invece, oltre a tutta la parte affettiva, ha due occhi. Eppoi adesso nessuno si scansa, anzi tutti vogliono accarezzarla, coccolarla".

Con l'affidamento dei cani inizia il percorso educativo

La Scuola ha un proprio allevamento. I cuccioli vengono dati in affidamento alle famiglie che ne fanno richiesta, per un anno. In questo momento la Scuola può contare sull'aiuto di una sessantina di famiglie. Durante il periodo di affidamento i cani devono imparare a sapersi comportare in tutte le situazioni, a non aver paura di tutto quello che normalmente può capitare camminando in città. "La fase di socializzazione ed educazione è fondamentale – spiega Simona Lotti che cura questa fase delicata- va fatta nel modo giusto per non vanificare il percorso di affidamento. Gli affidatari vengono scelti con un colloquio e devono avere molto tempo a disposizione da dedicare al cane. La Scuola assiste gli affidatari in tutto: ciotola, cibo, cure veterinarie, medicinali, collari, guinzaglio e tutto quello che possa essere utile al cane". La Scuola ogni anno addestra e consegna 24 cani. "Anche se poi – chiarisce Corrado Migliorucci - i cani affidati alle famiglie sono di più perchè vanno considerati anche quelli che faranno pet therapy e ausilio a disabili motori. Le razze più adatte alla guida sono labrador e golden retriever. Fino a 2 mesi i cuccioli restano con noi, dopo li sottoponiamo a test per vedere se sono cani predisposti ad un certo tipo di attività. Il periodo cruciale – ci dice ancora Corrado – è quello fino ai 4-5 mesi: il cucciolo viene abituato a determinate situazioni e a non averne paura, anche quando sarà adulto". Ogni mese, durante l'affidamento, il cane rientra alla Scuola per una settimana. "Per abituarsi al distacco – sottolinea ancora Corrado - e per imparare a stare con altri. Trascorso l'anno per il cane inizia l'addestramento di 6 mesi, progressivo dal punto di vista della difficoltà delle attività, perchè l'animale deve rispondere a tutti i comandi del non vedente. Negli ultimi 2 mesi il lavoro viene personalizzato rispetto al tipo di lavoro che lo attende e a chi lo avrà in consegna. Per il non vedente è molto importante l'aspetto relazionale con l'animale: deve accarezzarlo, premiarlo, riservargli attenzioni. Il primo controllo è dopo un anno dalla consegna, o prima, se sorgono problemi. Di lui vogliamo sapere tutto: come si è comportato, stato di salute, come viene trattato. É anche per questo – conclude Corrado – che il cane resta sempre di proprietà della Scuola: qualora non dovesse essere trattato bene, possiamo riprenderlo in ogni momento. Ma anche perchè, alla fine della sua 'carriera', vogliamo dargli una sistemazione adeguata".

>>> Si può sostenere l'attività della Scuola attraverso donazioni in denaro, attrezzature utili allo svolgimento del servizio, lasciti, legati, eredità.


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'Le Storie della Domenica', è il nome della nuova rubrica prodotta dalla redazione di Toscana Notizie a partire dall'8 dicembre 2013.

L'obiettivo è quello di raccontare, al di là dell'attualità politica e amministrativa quotidiana, la complessità della Regione Toscana, un ente nelle cui strutture lavorano oltre 2.350 persone che scrivono leggi, gestiscono contratti e fondi europei, nazionali e regionali; dipendenti pubblici che si occupano di temi e procedure tra i più diversi, tutti con una ricaduta diretta sulle 3 milioni e settecentomila persone che vivono in Toscana: dalla sanità pubblica alla protezione civile, dal trasporto pubblico locale ai bandi per le imprese, dall'assetto del territorio alla cultura.

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