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Carceri: a Sollicciano e al Mario Gozzini efficientamento energetico e nuovo progetto per la biblioteca

22 luglio 2019 | 14:37
Scritto da Chiara Bini
 


FIRENZE – Umanizzare e migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte alla pena detentiva, perché è anche dalla qualità delle carceri che si misura il grado di civiltà di un paese.
La Regione Toscana è da tempo impegnata su questo fronte e lo ha confermato approvando due provvedimenti per le case circondariali fiorentine "Sollicciano" e "Mario Gozzini": con il primo si investono 4 milioni per favorire l'efficientamento, e quindi il comfort degli ambienti carcerari, e al tempo stesso per risparmiare energia; con la seconda si finanzia un progetto che promuove e arricchisce le attività delle biblioteche interne.

Luoghi più freschi in estate e più caldi in inverno
Il carcere di Sollicciano e il carcere Mario Gozzini saranno strutture più fresche in estate e più calde in inverno, con maggiore comfort e un importante risparmio energetico. E' stato infatti approvato lo schema di accordo di programma tra Regione Toscana, Ministero della Giustizia (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria) e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche) grazie al quale la Regione destinerà 4 milioni di euro per l'efficientamento energetico delle due case circondariali, che presentano gravi carenze, sia per quanto riguarda lo stato degli involucri edilizi che per gli aspetti impiantistici.

Il progetto prevederà interventi di efficientamento energetico delle strutture e degli impianti del carcere finalizzati alla riduzione dei consumi di energia e all'abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra.

L'intervento si inserisce nella linea di azione del POR FESR 2014-2020, in attuazione dell'Asse 4 in materia di efficienza energetica nell'ambito del quale la Regione ha deciso di destinare risorse comunitarie per l'efficientamento energetico degli immobili pubblici.

La biblioteca come luogo di socializzazione e di crescita
Fare delle biblioteche di Sollicciano e del Gozzini non solo un luogo di lettura e di informazione, ma un vero e proprio crocevia di socialità. A questi obiettivi risponde il progetto presentato dal Comune di Firenze - BiblioteCaNovaIsolotto in collaborazione con la Biblioteca Lazzerini di Prato, che la Regione finanzierà per il 2019 con circa 40mila euro.

Da tempo è attivo il Polo regionale di documentazione, che già prevedeva che la Biblioteca di Prato garantisse servizi multiculturali anche per le biblioteche nelle carceri, ma la novità di questo progetto è che le biblioteche saranno sempre più un luogo di aggregazione, che offrirà opportunità di apprendimento permanente oltre che di crescita personale. Il libro diventa quindi un "ponte" tra il dentro e il fuori e e nella biblioteca, che diventa spazio sociale, agiscono non solo i detenuti, ma gli operatori, gli agenti di custodia, i volontari. Sono sei, su un totale di 18 istituti penitenziari, le biblioteche di carcere in Toscana: oltre a quelle di Sollicciano e del Gozzini di Firenze, le altre si trovano alle Sughere di Livorno, alla casa circondariale di Prato, a quella di Pistoia, alla casa di reclusione di Massa e al carcere di Siena.

Il Teatro come luogo di socializzazione e recupero
Da oltre 30 anni il Carcere di Solliciano e del Gozzini, è inserito nell'ambito del più ampio progetto 'Teatro e Carcere, che la Regione Toscana realizza in tutti i luoghi di detenzione del territorio. In particolare con continuità operano nel Carcere di Solliciano Krill teatro che attraverso un attento, appassionato lavoro della regista Elisa Taddei, Giallomare Minimal Teatro che interviene in particolare nell'ambito della sezione femminile, Tempo Reale che assicura attività formative e di offerta concertistica avvalendosi anche della collaborazione di Massimo Altomare ideatore dell'Orkestra ristretta, storica formazione che spesso si esibisce anche al di fuori del Carcere, mente al Gozzini opera con continuità l'operatrice Olga Menlik.

L'esperienza del teatro in particolare ma di tutte le attività dello spettacolo dal vivo offre opportunità non solo di socializzazione ma di confronto, di elaborazione della condizione di detenzione consentendo il riappropriassi della singola identità e di mettere in comune esperienze di vita che producono azioni volte a sviluppare una consapevolezza del proprio stato cercando di favorire una possibilità di futuro.

Azioni Formative
Si sono da poco conclusi due progetti di Formazione Professionale per il carcere di Sollicciano che hanno visto una buona partecipazione dei detenuti coinvolti. Il primo progetto denominato "BENCOTTO- Buone Tecniche per la Cottura del Pasto", gestito dall'agenzia formativa IAL ha ottenuto un finanziamento regionale per € 45.423,00. L'altro progetto denominato "IDOL – Lavoro Inserimento Orientamento Detenuti", ha riguardato le attività edilizie e d è stato gestito dall'agenzia Don Facibeni con un finanziamento regionale di 42.875 euro. Purtroppo non è stato possibile attivare un terzo progetto destinato alle detenute sulla tessitura per mancanza di utenti con i requisiti previsti dall'avviso (ancora cinque anni da scontare).

Si sta valutando la possibilità di pubblicare un nuovo avviso entro la fine del 2019, in cui il periodo residuo ancora da scontare lo si abbassi a due anni.

Le altre azioni: libri per attività didattiche e reinserimento nel mondo del lavoro
A gennaio è stato siglato un accordo tra la Regione, l'Agenzia regionale per l'impiego (Arti) e il Provveditorato per la Toscana e l'Umbria dell'Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia (Prap) per valorizzare le competenze formali, non formali ed informali dei detenuti del sistema carcerario toscano, acquisite precedentemente o durante la reclusione, così da facilitare il loro reinserimento socio-lavorativo.

A novembre 2018 invece la Regione ha stanziato 50 mila euro per l'acquisto di libri, da parte della rete dei Cpia (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti), da destinare alle attività didattiche a favore degli uomini e delle donne presenti nelle carceri toscane (sono 18 nella nostra regione) dove i Cpia svolgono corsi scolastici di ogni ordine e grado.


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