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Cava Fornace, un percorso condiviso per arrivare alla chiusura

8 febbraio 2018 | 17:59
Scritto da Chiara Bini
 


FIRENZE - La Regione darà il via, insieme ai Comuni di Montignoso e Pietrasanta, al percorso che porterà alla chiusura della discarica di Cava Fornace, una volta concluso il periodo di validità delle autorizzazioni in essere.

L'annuncio è  stato dato dall'assessore regionale all'ambiente che oggi ha partecipato all'incontro convocato dal sindaco di Montignoso insieme ai sindaci di Forte dei Marmi e Seravezza, al commissario di Pietrasanta, al presidente della Commissione consiliare di controllo di Cava Fornace, ai rappresentanti dei comitati cittadini contro la discarica, delle associazioni ambientaliste, oltre a Arpat e i tecnici dell'ufficio regionale.

La presentazione, avvenuta alcuni giorni fa, della relazione a cura dell'ufficio regionale diretto da Andrea Rafanelli, nella quale sono stati approfonditi tutti gli aspetti, dalle verifiche ambientali a quelle sulle polizze fideiussorie, ha fatto emergere un  quadro confortante, confermato anche da Arpat Lucca e Massa. Lo hanno ricordato il sindaco di Montignoso e la stessa assessore regionale nell'incontro di oggi. L'approccio della Regione Toscana adesso dunque sarà quello del massimo rigore, nel controllo sull'osservanza delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione.

Si aprirà perciò la fase di un tempo utile per immaginare insieme ai sindaci e ai rappresentanti dei comitati e degli ambientalisti, un percorso che venendo incontro alle richieste del territorio di chiudere la discarica, dia al tempo stesso a quel territorio garanzie per il presente ma soprattutto per il futuro.

Perché, come è stato ribadito, la chiusura di una discarica ha bisogno di un presidio della fase post mortem di durata trentennale. Ricordando la mozione del Consiglio regionale che invita la giunta a una chiusura più celere possibile, l'assessore all'ambiente, nel ribadire la volontà di attuare pienamente il pronunciamento consiliare, ha sottolineato il valore del termine "possibile" che richiama il concetto di sostenibilità sia in termini economici che ambientali.

Sarà importante perciò che in questo percorso sia presente anche la società che è adesso partecipata da Alia, gestore di Ato Centro, quindi totalmente pubblica. Questo rappresenterà di per sé un elemento di garanzia rispetto alla piena assunzione delle responsabilità da parte dei vari attori coinvolti. 


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