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Cave, Rossi e Ceccarelli: "Pronti a fare la nostra parte. Ma la legalità e il contributo delle imprese sono prioritarie"

7 dicembre 2018 | 18:39
Scritto da Cristiano Lucchi
 


FIRENZE - Il presidente Enrico Rossi e l'assessore Vincenzo Ceccarelli intervengono sulla vicenda dei lavoratori attualmente senza stipendio a causa della chiusura delle cave. "In primo luogo - affermano - è importante che sia stata ripristinata la legalità. Oggi quando le autorità rilevano una società che contravviene alle disposizioni della licenza le attività di escavazione vengono fermate e viene elaborato un nuovo piano che prenda in considerazione la risistemazione, la messa in sicurezza e le questioni ambientali. Un fatto di sostanza, non meramente formale".

"È ovvio - continuano - che compito degli enti preposti deve essere quello di accelerare quanto più possibile l'approvazione delle nuove richieste. È ciò che sta avvenendo tra Regione e Comune di Carrara che hanno già chiuso le procedure per una nuova autorizzazione. Allo stesso tempo è altrettanto ovvio e giusto che eventuali difformità rispetto alle autorizzazioni nella coltivazione delle cave non siano pagate dai lavoratori privandoli dello stipendio. Siamo pertanto sensibili alla richiesta dei sindacati e disposti a fare fino in fondo la nostra parte", affermano Rossi e Ceccarelli, "ci permettiamo tuttavia di rilevare che responsabile della difformità è l'impresa, che quindi si dovrebbe far carico in modo determinate della situazione e anche della creazione dell'eventuale fondo di ammortizzazione sociale. Detto questo, e per quanto riguarda il ruolo delle istituzioni, ribadiamo comunque la nostra disponibilità a contribuire al fondo. Informiamo però che il Comune di Carrara riceve introiti di rilievo dal contributo di estrazione e dal canone di connessione delle cave che sono stati recentemente rivisti e aumentati anche ai sensi della legge regionale".

Le risorse destinate al Comune di Carrara ammontano a circa 15 milioni di euro, provenienti dal contributo di estrazione, a cui vanno aggiunti gli incassi derivanti dal canone, anche essi nell'ordine di diversi milioni. "Cifre che il governo regionale ha invece deciso di lasciare sul territorio, sempre grazie alla legge sulle cave", concludono Rossi e Ceccarelli". La Regione introita solo il 4% del contributo di estrazione pari a un importo di 900mila euro. Importo che viene primariamente utilizzato per il personale, transitato in Regione, adibito al settore".


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Questo contenuto è stato archiviato sotto Territorio, Lavoro e formazione, Economia

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