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Commemorazione eccidio di Forno, Barni: Occasione per riaffermare radici antifasciste e antirazziste

14 giugno 2018 | 12:21
Scritto da Massimo Orlandi
 


FIRENZE - "In questi tempi in cui i movimenti di ispirazione fascista e razzista stanno prendendo nuovo campo in tutta Europa, in particolare contro i migranti, è fondamentale tornare in questi luoghi, per riaffermare i nostri valori, e per dire che la Toscana è antifascista e antirazzista". Lo ha detto la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni intervenendo a Massa, alla cerimonia commemorativa dell'Eccidio di Forno.

"Ripercorrere le date degli eccidi nazifascisti e essere presenti nei luoghi dove sono avvenute – ha poi aggiunto - è un modo per riaffermare le radici democratiche su cui poggia la nostra democrazia.

A 74 anni dalla strage che costò la vita a 68 persone, la vicepresidente nell'intervento ufficiale pronunciato al termine della cerimonia ha posto l'accento sul costo elevatissimo pagato dai cittadini toscani di allora per la nostra libertà: sono infatti ben 15, in tutta la Toscana, le stragi dalle cinquanta vittime in poi, per un totale di 1.889 vittime, risultato di quella "guerra ai civili" che aveva l'obbiettivo di terrorizzare la popolazione ed impedire che potessero aiutare i partigiani.

"Queste pagine tragiche della nostra storia non dovranno mai cessare di essere ricordate e raccontate - ha evidenziato Monica Barni - e per farlo la Regione si è impegnata per sostenere la costruzione di un vero e proprio sistema regionale della memoria, fatto di musei – come, su questo territorio, il bellissimo Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo – e di Istituti storici della resistenza".
Nella stessa direzione, ha aggiunto, vanno anche iniziative assunte in questo territorio come il Premio Maresciallo Ciro Siciliano, rivolto agli studenti delle scuole della provincia di Massa e Carrara.
"Cogliere le lezioni della storia e trasmetterle alle giovani generazioni – ha detto - è proprio il nostro intento; a questo dedichiamo progetti educativi come il Treno della Memoria e il viaggio al Confine orientale, perché la memoria ci serve non a sterili commemorazioni di quel che è accaduto, ma a sapere da dove veniamo, quali sono le nostre radici. Solo così la lotta e il sacrificio dei partigiani e dei civili di Forno non sarà stato vano".


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