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Con le parole di una studentessa

21 gennaio 2015 | 17:03
Scritto da Paolo Ciampi
 


Non torna molto che nelle indicazioni stradali e anche ai cancelli di ingresso Auschwitz sia indicato come un museo. Sarebbe come dire che tutto questo riguarda solo il passato mentre, si sa, la memoria, se è tale, è una promessa e anche un varco verso il futuro. Italo Calvino una volta lo disse in un modo splendido: "La memoria conta solo se tiene insieme l'impronta del passato e il progetto del futuro, se permette di diventare senza smettere di essere e di essere senza smettere di diventare". Sono parole così che racchiudono il senso di un'esperienza come il Treno della Memoria. Ma se questa mattina ci sono parole che hanno saputo restituire questo senso, farsi promessa, speranza, futuro, queste sono state le parole di Kleoniki Valleri, giovane studentessa del Parlamento degli Studenti. "Vi chiedo di non dimenticare di riportare a casa il senso di ciò che avete visto e sentito. Non è necessario fare il medico o il missionario in un posto lontano,però è importante riuscire a indignarsi, è importante cambiare il modo di guardare le persone che ci sono diverse e aiutare a cambiare il modo di guardare delle persone che ci sono vicine". Parole emozionate, parole sospinte con il cuore verso i coetanei radunati di fronte al "muro della morte", dove migliaia di prigionieri sono stati eliminati con un colpo alla nuca. Parole accolte più che da un applauso, Come una promessa che i ragazzi e le ragazze del Treno si sono sentiti di fare con la voce di Kleoniki.

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