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Cooperazione sanitaria internazionale, un progetto e un protocollo d'intesa per l'adeguamento di un Posto medico avanzato

15 dicembre 2018 | 12:00
Scritto da Lucia Zambelli
 


FIRENZE - In occasione di disastri e calamità naturali che avvengono al di fuori dei propri confini, la Regione Toscana si è spesso mossa con interventi di protezione civile e di tipo sanitario. Un contributo notevole in queste occasioni viene dato dall'Associazione di volontariato "Gruppo chirurgia d'urgenza per interventi di protezione civile Onlus" (CGU Pisa Onlus), che più volte ha partecipato a queste operazioni di soccorso con il suo Posto Medico Avanzato (PMA).

Ora il PMA dovrà rispondere ai nuovi criteri stabiliti dal meccanismo di Protezione civile europeo, ed essere quindi sottoposto a una serie di adeguamenti che lo mettano in grado di ottenere la necessaria certificazione europea. L'associazione ha dunque messo a punto un progetto di "Adeguamento Posto medico Avanzato con chirurgia ad Emergency Medical Team - EMT", che è stato approvato dalla giunta con due delibere passate in giunta nella seduta di lunedì scorso, che portano la firma del presidente Enrico Rossi, dell'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, e dell'assessore all'ambiente e protezione civile Federica Fratoni.

La prima delibera approva il progetto, lo finanzia con 200.000 euro, inserendolo tra le attività di cooperazione sanitaria internazionale, e stabilisce che verrà integrato con le iniziative portate avanti dal Centro di Salute Globale che ha sede all'interno dell'AOU Meyer. La seconda approva un protocollo d'intesa che verrà siglato tra la Regione e l'associazione CGU Pisa Onlus.

Un Posto Medico Avanzato (PMA) è un "dispositivo funzionale di selezione e trattamento sanitario delle vittime, localizzato ai margini esterni dell'area di sicurezza o in una zonma centrale rispetto al fronte dell'evento, che può essere sia una struttura che un'area funzionale dove radunare le vittime, concentrare le risorse di primo trattamento, effettuare il triage e organizzare l'evacuazione sanitaria dei feriti nei centri ospedalieri più idonei".

L'associazione di volontariato "Gruppo chirurgia d'urgenza per interventi di protezione civile Onlus" nasce per volontà di un gruppo di medici e infermieri dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana e opera da anni nel campo della sanità in emergenza, partecipando a missioni di protezione civile in occasione di catastrofi naturali e interventi umanitari. Grazie al contributo di privati, associazioni e istituti bancari, l'associazione ha allestito una piccola struttura da campo, con la quale ha svolto missioni umanitarie e di protezione civile in Algeria, Albania, Cina, Haiti, Iran, Nepal, Sri Lanka, Turchia, Umbria.

Per le sue pecularità e professionalità, la struttura fa parte, quale modulo sanitario, della Colonna mobile toscana di Protezione civile. Il simbolo della Regione Toscana, da sempre presente sulle insegne agli ingressi del PMA dell'associazione, rappresenta, anche in contesti internazionali, l'impegno e l'eccellenza del volontariato e della sanità che la nostra Regione ha sempre dimnostrato a livello nazionale.

I recenti adeguamenti normativi agli standard indicati non sono però più sufficienti per ottenere le ulteriori certificazioni, ormai indispensabili per poter svolgere interventi sanitari in emergenza in Paesi UE ed extra UE, imposte dalle Nazioni Unite. Quindi, per non rimanere escluso dalle future missioni umanitarie e di protezione civile, entro il 2019 il Gruppo dovrà conseguire queste certificazioni, adeguando l'attuale struttura PMS ad un Team di emergenza medica di secondo livello (EMT2 - Emergency Medical Team 2).

Dovrà quindi essere prevista un'estensione dell'attuale struttura sanitaria da campo, per metterla in grado di ospitare 20 pazienti per 14 giorni. Sarà necessario un aumento del numero di volontari e adeguamenti strutturali (wc, cucine, dormitori, ecc.), logistici (rifornimenti di farmaci, alimenti, ecc.) e sanitari (monitor parametri vitali, ferri chirurgici, aspiratori, ecc.).

Il raggiungimento della certificazione e l'adeguamento della struttura ha quindi necessità di ulteriori finanziamenti e anche di spazi dove poter allocare tutto il materiale, pronto per le emergenze.

Nel Protocollo d'intesa, che verrà firmato presto tra la Regione e l'associazione, la Regione riconosce il rilievo dell'esperienza maturata nel corso degli anni dall'associazione, e ritiene di potersi avvalere del suo apporto, integrandone le competenze nei programmi di cooperazione sanitaria internazionale. L'associazione si impegna a partecipare alla colonna mobile regionale, sotto la direzione della Regione, mettendo a disposizione la dotazione strumentale e il personale; a proporre e realizzare iniziative di formazione e aggiornamento del personale del servizio sanitario che opera nell'ambito di missioni internazionali; a proporre e realizzare iniziative pubbliche per la diffusione della cultura della solidarietà fra i popoli, in un'ottica di cooperazione sanitaria internazionale. La Regione si impegna anche a identificare un nuovo spazio da destinare al CGU in comodato d'uso gratuito. Il protocollo ha la durata di due anni.


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