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Cracovia, Rossi agli studenti: "L'Europa ci richiama ad occuparci del presente"

23 gennaio 2019 | 15:11
Scritto da Walter Fortini
 


CRACOVIA  -  "Non ci possiamo permettere di essere ignavi e indifferenti – dice il presidente della Toscana Enrico Rossi - Non ci si può voltare dall'altra parte". Ieri per le discriminazioni e  le deportazioni organizzate dai nazisti, oggi sull'accoglienza dei migranti.  "Le uccisioni iniziano dalle parole – rafforza il pensiero il primo vice presidente della Commissione Europea Frans Timmermans – Nel 1933 Hitler ha avviato una campagna di disumanizzazione contro gli ebrei, addittati quali colpevoli di tutto. Gli sono bastati cinque anni per creare odio (e indifferenza) E l'odio oggi è di nuovo uno strumento nelle mani dei politici".

Nell'auditorium dell'Università Jagellonica di Cracovia, la stessa dove hanno studiato Copernico e Woytyla, si parla del passato dell'Europa – dei campi di sterminio – e si parla del futuro. E c'è un filo ben chiaro tra ieri, oggi e domani,  perché dimentichiamo Auschwitz dimentichiamo perché è nata l'Europa, sorta sulle ceneri dei campi di sterminio. Recidere quel filo può essere pericoloso. Si parla del pensiero critico da difendere, della voragine in cui senza si rischia di cadere, dei nazionalismi che agitano l'Europa. Un'ora e mezzo, sul palco Rossi e Timmermans, e seduti di fronte mille studenti polacchi e toscani (in Polonia per visitare i campi di sterminio), che ascoltano e fanno domande. Si parla dell'Europa che appare lontana, ma invece è vicina e lo potrebbe essere anche di più. "Un'Europa decisiva – dice Rossi – per tenere fede ai valori umanità, solidarietà e tolleranza fondamentali per il nostro futuro". "Senza questa Europa, perfettibile certo – si sofferma - noi torneremo indietro. Si può far meglio ma non si possono dimenticare le cose positive fatte".

Le domande dei ragazzi intanto fioccano. Si parla dei rischi della Brexit. Si parla dell'accoglienza dei migranti, dell'integrazione. "Ci sono sempre più episodi di razzismo – ammette Rossi – anche nei nostri paesi: l'ultimo nei giorni scorsi, quando due ragazzi hanno gettato della candeggina addosso ad un coetaneo di colore a Pisa. Bisogna iniziare a porsi domande". 

"In Toscana  - prosegue - vivono 400 mila immigrati, alcuni arrivati da diversi anni e decenni: quattrocentomila persone su 3 milioni e 700 mila abitanti di tutta la regione. E la prima discriminazione che dovremmo  rimuovere – alza la voce, rivolto agli studenti – è il mancato riconoscimento della cittadinanza ai tanti ragazzi e ragazze che sono in classe con voi ma non sono riconosciuti come italiani".

Auschwitz e Birkenau si incontrano con l'Europa di oggi. "Stiamo attenti – ammonisce Rossi - che non ci si abitui a sopportare situazioni analoghe in cui vengano calpestati i diritti umani, in cui non si soccorre chi ha bisogno". "Difenderemo – dice – la legge toscana sull'accoglienza e le cure dispensate anche a chi non ha un permesso di soggiorno: una grande conquista di civiltà rispetto a cui non torneremo indietro". Cita la parabola del buon samaritano, rivolto a chi dice che l'Europa dovrebbe fondarsi sul cristianesimo.  

"Dall'Europa  - prosegue - arriva un forte richiamo ad occuparci del presente. Bisogna che cresca con forza un movimento europeo che sui diritti umani rivendichi un ruolo degli Stati nazionali e dell'Europa stessa".  "L'Europa è ad una svolta – conclude Rossi – O va verso gli Stati uniti d'Europa e si rafforza, in grado di occuparsi di politiche economiche e sociali e non solo di moneta, vincoli e finanza, in grado di farsi carico anche dei flussi migratori, un'Europa più forte dunque, gli Stati federati d'Europa appunto, oppure si rischia la paralisi e la regressione,  che sarebbe pericolosissima. Ma penso che alla fine un'Europa diversa e più unita vincerà. Sono ottimista".  "I problemi del vicino sono i tuoi. - annota Timmermans -  Altrimenti saremmo tutti soli". 


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Tag: europa, diretta