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Dalle alluvioni alla Concordia, la "casa della memoria" di un'intera regione

9 febbraio 2014 | 00:01
Scritto da Paolo Ciampi
 


FIRENZE - Dopo l'attentato alle Torri gemelle di New York si fecero vivi anche i vigili del fuoco. Volevano saperne di più su come avevano lavorato i loro colleghi americani, sul modo in cui avevano risposto all'emergenza e approntato i primi soccorsi. Per questo domandarono di accedere a tutta la documentazione che sul tema era stata raccolta e archiviata giorno dopo giorno. Solo una delle tante richieste. Perché poi di volta in volta cambiano soggetti ed esigenze. Possono essere i tecnici della Protezione civile interessati a ricostruire gli interventi successivi a un terremoto, un ente locale che vuole ripercorrere le vicende relative a qualche strumento di programmazione del territorio, oppure uno studente universitario con esigenze di consultazione per la sua tesi di laurea. 
 
Cambiano i soggetti e le esigenze, appunto. Però è qui, all'archivio emerografico della Regione Toscana, che si possono trovare risposte importanti. Qui, soprattutto, che è possibile capire cosa davvero possa significare un archivio, per un'amministrazione regionale ma soprattutto per una comunità  di cittadini, enti, imprese. 
 
L'informazione di oggi e la casa della memoria
 

Archivio, in effetti, non è una parola che gode di grande fortuna, soprattutto ai nostri giorni. Viviamo schiacciati sul presente, in genere siamo poco attenti a ciò che abbiamo alle spalle, condizionati e a volte dominati da imponenti flussi di comunicazione in tempo reale. Nell'epoca del web 2.0, insomma, viene da pensare a scaffali dimenticati, a fascicoli polverosi e trascurati. Eppure una realtà come l'archivio emerografico non rappresenta solo la memoria storica della Regione Toscana. In primo luogo è una miniera di informazioni e documenti che servono per il presente, danno profondità e prospettiva alle decisioni di oggi, aiutano a indirizzare le scelte e le azioni del governo regionale.

 
Una documentazione che cresce dal 1977
Sono i tre dipendenti dell'archivio – Tiziano Allodoli, Francesca Biagioni e Franca Gracci – nel loro ufficio presso la presidenza regionale di Piazza del Duomo, a spiegarci meglio cosa sia l'archivio emerografico e a cosa serva. 
 
Dal 1977 questa struttura conserva, ordina, cataloga articoli selezionati dalla stampa periodica nazionale e locale. Ogni giorno produce una rassegna di circa 150-170 articoli che, se non è liberamente accessibile da tutti per ovvi motivi di diritto di autore, è comunque consultabile da tutti i soggetti che fanno parte della Rete telematica toscana. Informazione del giorno, insomma, ma anche informazione destinata a non svanire, edicola telematica  che diventa casa della memoria. 
 
"Questo archivio rappresenta la memoria storica e la futura memoria della Toscana, costruita attraverso gli articoli selezionati quotidianamente, con imparzialità ed equilibrio", ricorda Francesca Biagioni, a proposito di una realtà che, avviandosi verso i 30 anni di attività, inizia ad avere anche un suo rilievo "storico". 
 
Dagli anni di piombo alla Concordia

Nei due milioni di documenti attualmente conservati c'è quanto serve, per esempio, per ricostruire le vicende degli anni di piombo in Toscana, le tragedie di via dei Georgofili, della Moby Prince o della Concordia, ma anche la storia delle grandi opere o i cambiamenti degli scenari economici. 
"Uno sguardo attraverso il tempo che a volte ci sorprende, nel bene e nel male – sottolinea Franca Gracci – A volte si ha la sensazione che il tempo si sia come fermato, a volte che sia cambiato tutto". Provate, per esempio, a immergervi nelle questioni relative all'organizzazione della sanità di 20 anni fa. Sembra che appartengano a un'altra epoca. Sensazione diametralmente opposta per le criticità connesse all'immigrazione cinese tra Firenze e Prato. Erano già sul tavolo, e ampiamente discusse, negli anni Ottanta-Novanta. 
 
In ogni caso – e qualsiasi sia il tema in questione – il ruolo dell'archivio non cambia. "Ed è un ruolo che resta fondamentale, per esempio quando il governatore o gli assessori devono occuparsi di un determinato territorio o affrontare uno specifico problema – spiega Tiziano Allodoli – È importante sapere come si sono evolute le questioni e quale risposte hanno avuto nel tempo".
 
Un patrimonio che guarda al futuro
Il tempo, già. In buona sostanza un archivio come quello che ogni giorno viene alimentato dal servizio emerografico della Regione Toscana esprime il valore del tempo. Forse questo non poteva essere pienamente compreso nel 1977, quando questa esperienza è cominciata. Da allora molte cose sono cambiate. Non si usano più forbici e colla, ma tastiere e mouse. Non si consumano più quintali di carta per la realizzazione delle rassegne quotidiane e tematiche, ma tutto è stato digitalizzato. Sono un lontano ricordo gli articoli fascicolati e quelle copertine che rispondevano anche a un gusto estetico. Ma con il tempo questa struttura è diventate tra le pochissime di enti locali e regionali che possono vantare questa continuità di servizio e questa ricchezza di documentazione.
 
Il tempo ha davvero dato valore al tempo. E agli investimenti che sono stati impegnati su questo realtà che, presidiando il passato, costruisce il futuro.
 

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