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Dentro la Soup, cuore e cervello della Protezione civile regionale

5 gennaio 2014 | 00:01
Scritto da Lorenza Pampaloni
 


Quattro grandi monitor sulla parete e tre postazioni di computer, accesi 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno. Tre le persone ai computer nei turni di mattina e di pomeriggio-sera, un responsabile di sala e due addetti che lo coadiuvano, due nel terzo turno, quello notturno, un responsabile di sala e un addetto. Ecco a voi la Soup, la sala operativa unificata permanente, cuore e cervello della Protezione civile regionale, in un giorno di lavoro ordinario. Si trova in via Valdipesa, a pochi metri dalla sede della Regione Toscana di Novoli.

Su due dei monitor alla parete ci sono i diagrammi che indicano sia il livello dei fiumi che quello della pioggia al suolo elaborati dal Cfr, che sta per Centro funzionale regionale con sede a Pisa, sulla base dei dati raccolti dalle stazioni di rilevamento. Un terzo monitor è collegato all'INGV, cioè l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il quarto raffigura la gestione degli eventi meteo, climatici in generale e antincendio.

>>> Il sito della Protezione civile
>>> Il sito del Centro funzionale

Quando scattano emergenze di Protezione civile e di antincendio boschivo – alluvioni, frane, incendi, terremoti, neve – viene attivata una sala operativa straordinaria, la Sous, ovvero la "crisis room", per la raccolta di informazioni e rapporti dai singoli territori e per il coordinamento dei soccorsi e dei volontari fino al superamento dell'emergenza. 300 in Toscana le associazioni di volontariato e 3000 i volontari disponibili, numeri ingenti.

La squadra della Protezione civile regionale: "Correre come lepri"

A seguire i monitor, sorvegliare e valutare la situazione, gestire i flussi informativi, telefonate (tutte registrate) e mail, in entrata e in uscita H24, c'è una squadra composta da 9 responsabili di sala e 14 addetti, cui si aggiungono dipendenti amministrativi in altra sede (piazza dell'Unità) per un totale di 40 persone, 22 uomini e 18 donne.

La direzione del settore è affidata a Antonino Mario Melara, incarico assunto nell'aprile 2012 dopo una lunga militanza regionale in altri settori. "Era naufragata da poco la Costa Concordia, ma il mio battesimo col fuoco è stato il terremoto in Emilia-Romagna, dove la Protezione civile toscana ha dato un contributo di soccorsi importante: nel pomeriggio stesso della prima forte scossa, il 22 maggio, avevamo già messo in moto la colonna mobile e la sera avevamo montato una grossa tenda per gli sfollati". Poi è venuta la successione di alluvioni in Toscana del novembre 2012, soprattutto Carrara, Albinia, Orbetello, ma anche in altre province. E le alluvioni del 2013, ancora Massa Carrara e Grosseto. Situazioni in cui, come dice Melara con grande concretezza, "bisogna correre come lepri. Perché questo non è un lavoro come gli altri, ci vuole vocazione, ci vuole disponibilità, anche a scattare in piedi alle 3 di notte".

Le allerte

 
E' dalla Soup di via Valdipesa - sala unificata perché a fianco dei dipendenti regionali sono presenti anche i Vigili del Fuoco e il Corpo forestale dello Stato - che vengono lanciate le allerte, sulla base delle criticità segnalate dal Centro funzionale e dal Lamma, il consorzio per l'elaborazione delle previsioni meteo. La Regione Toscana ha infatti optato per avere due strutture regionali di questo tipo, il che consente di ottimizzare queste funzioni e aumentare la tempestività degli interventi a 360 gradi. Altre regioni fanno invece riferimento al Dipartimento nazionale della protezione civile.

>>> Lamma
>>> Dipartimento nazionale Protezione civile

I destinatari delle allerte sono una lunga lista di soggetti: Province, Prefetture, Centrali operative 118, Comuni capoluogo, oltre a Dipartimento nazionale di Protezione civile, Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, Comando regionale del Corpo Forestale dello Stato, Rfi, Autostrade spa, Cisa, Anas, Salt, Telecom, Snam, Enel. E anche il bacino Toscana Costa, Bacino Ombrone-Autorità di bacino del Fiora, Autorità di Bacino del Magra, Autorità di bacino del Serchio, oltre a Croce Rossa italiana.

"La procedura di allertamento è in corso di aggiornamento per renderla più semplice da attuare e più flessibile nel seguire gli eventi del territorio – dice Melara. Ma la prassi è una comunicazione su più canali: le allerte vengono infatti inviate sia con il canale ordinario del fax, che con sms, avviso via mail e annuncio in rete. Poi viene sempre verificata telefonicamente in modo capillare non solo la ricezione del fax o della mail, ma anche la consapevolezza del contenuto dell'avviso, il che ne fa un sistema capillare e blindato".

Per completare il ciclo della comunicazione, le allerte meteo vengono evidenziate anche sul sito della Regione Toscana, con una scala di colori che vanno dal verde all'arancione al rosso, a seconda dell'intensità della criticità. Infine vengono diramati i comunicati stampa a cura di Toscana Notizie.

>>> Il sistema di allertamento e le mappe delle zone di allerta
>>> I rischi, le norme di comportamento e le Informazioni e consigli

I cittadini e il numero verde 800 425 425

L'altra fonte di informazione per la Protezione civile è costituita dai cittadini che chiamano la Soup anche per segnalare eventi. In caso di incendi boschivi il numero verde da digitare è 800 425 425. Per le altre segnalazioni i cittadini devono invece far riferimento al proprio Comune. E la sala operativa supporta gli enti nella gestione dell'assistenza alal popolazione. Come dice un'addetta in servizio nel giorno in cui visitiamo la Soup, Rita Passalacqua, "le segnalazioni dei privati sono importanti. Trovandosi sul posto sono i primi a fornirci dati sulla situazione. Ed è nostra abitudine richiamare queste persone, per aggiornarle a nostra volta sui soccorsi fatti scattare: il cittadino che si impegna, questa la nostra deontologia, ha diritto a una risposta. Non possiamo ignorarlo. E' una questione di rispetto".

Il Piano operativo regionale

Nella seduta del 23 dicembre 2013 la Giunta Regionale ha approvato il nuovo Piano operativo regionale che definisce e mette a sistema il modello organizzativo regionale. Tra i punti principali figurano l'attivazione delle risorse, il censimento dei danni, il raccordo con il livello provinciale, il coordinamento regionale degli interventi di soccorso e il raccordo operativo con il sistema nazionale.  La Regione deve dunque assicurare l'immediata attivazione e l'impiego della colonna mobile regionale e delle organizzazioni di volontariato, la gestione degli interventi di emergenza sanitaria,l'invio di propri tecnici per verificare l'agibilità degli edifici, il rilievo dei danni, la valutazione dei rischi residui ed indotti, la verifica di potabilità delle acque e gli interventi di bonifica ambientale. Deve anche avviare immediatamente la partecipazione di propri funzionari all'attività dei centri operativi e di coordinamento istituiti sul territorio, la gestione delle reti radio per le comunicazioni di emergenze e l'attivazione e gestione delle organizzazioni di volontariato dei radioamatori.

Dopo l'emergenza

L'altro grosso capitolo affidato alla Protezione civile è la gestione della post-emergenza. Al settore è pertanto affidata la gestione di tutti gli atti amministrativi legati al post-evento sia per le emergenze regionali che per quelle riconosciute a livello nazionale. Il responsabile del settore viene infatti nominato commissario delegato alla gestione degli interventi: questo comporta l'approntamento di piani di intervento per tornare alla normalità e la conseguente gestione di tutti i pagamenti. Gli interventi riguardano da un lato le infrastrutture pubbliche come strade, ponti, argini, e dall'altro i contributi a imprese e famiglie per una "ripartenza".

Logo PcLa prevenzione

A monte della gestione dell'emergenza, c'è il compito della prevenzione strutturale e di quella non strutturale. "In questo ambito – spiega Melara - la Regione Toscana, facendo da apripista, ha stabilito da più di dieci anni che tutti Comuni devono avere un Piano operativo di protezione civile (il sindaco è la prima autorità di protezione civile), un obbligo che è stato ripreso dalla normativa nazionale. I nostri uffici supportano i Comuni nell'elaborazione di questo importante strumento, che è ora disponibile nell'87 per cento delle amministrazioni locali".

Piani che anche quando sono redatti vanno via via aggiornati: occorre infatti tenere conto delle trasformazioni urbanistiche e del quadro dei rischi. Una sezione fondamentale del piano riguarda l'informazione alla popolazione sui rischi potenziali, in modo da metterli in condizione di adottare misure di autoprotezione. "Quello a cui puntiamo – conclude il responsabile della Protezione civile regionale – è diffondere una cultura di protezione civile per così dire globalizzata in tutto il territorio regionale".

>>> La normativa regionale
>>> La normativa nazionale


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'Le Storie della Domenica', è il nome della nuova rubrica prodotta dalla redazione di Toscana Notizie a partire dall'8 dicembre 2013.

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