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Europa in Toscana, ecco come a Livorno sono stati utilizzati i fondi europei

1 marzo 2019 | 15:50
Scritto da Walter Fortini
 


LIVORNO –  Otto esempi di come l'Europa viva attorno a noi ed aiuti la Toscana ad essere più sviluppata, più dinamica e più coesa.

C'è l'Europa che sostiene le imprese nell'innovarsi: in Toscana, per scelta della Regione, a partire da quelle più dinamiche, capaci di generare ulteriore sviluppo. C'è l'Europa che corre in soccorso di città e periferie, per far rivivere quartieri ‘difficili' e aiutare lo sviluppo di nuove attività economiche, per renderne i centri storici o tratti urbani più belli ma anche più funzionali e per far rinascere vie e piazze.  Per i Piu, i progetti di innovazione urbana, sono stati investiti in tutta la Toscana 40 milioni di euro."Sembrava che i fondi europei – ricorda il presidente della Toscana Enrico Rossi – non potessero essere utilizzati per ristrutturare la città. Ma abbiamo spiegato che questo avrebbe creato le condizioni per la crescita e il lavoro. E in Europa, se uno avanza progetti seri, le soluzioni alla fine si trovano".

C'è l'Europa ancora che sostiene i progetti per la riduzione dei consumi di energia e c'è l'Europa che riguarda i giovani e la formazione, che aiuta scuola e imprese a parlarsi o che porta le nuove tecnologie nei laboratori e tra gli studenti. C'è l'Europa che a volte finanzia pure opere per rendere più sicuri fiumi e torrenti o che fa bene all'ambiente, sostenendo magari progetti di economia circolare.

In fondo al mar
La prima visita di Rossi a Livorno è alla ex Wass Leonardo, società controllata da Finmeccanica specializzata nella costruzione di sistemi di difesa subacquei (siluri per lo più) ma che, mettendo a frutto le ricerche condotte per il settore militare, sviluppa anche prototipi che possono trovare mercato ed applicazioni nell'area civile: per il controllo e il monitoraggio ad esempio dell'ambiente o per la mobilità sostenibile, ad esempio. E' il caso del V-Fides, una sorta di ‘razza' teleguidata in grado di raccogliere dati in tempo reale grazie ad un cavo in fibra ottica lungo fino a cinquanta chilometri ma anche – ed il suo principale valore aggiunto - estremamente stabile nelle manovre, anche con forti correnti.  Una serie  di ‘razze' messe in rete, dotate di sofisticati sonar,  sarebbero in grado di mappare con estrema precisione il fondale di un'ampia area oppure intervenire in situazioni di emergenza nel caso di perdite di carichi in mare.  Contributo pubblico: oltre 2 milioni e 111 mila euro.  
Il V-Fides è autoalimentato con batterie – altro settore di collaborazione con la Regione Toscana, che finanzia il progetto Prot-one con fondi in questo caso non europei ma nazionali Fas -  ed è capace di arrivare tranquillamente fino a due o tremila metri di profondità. 
Tra i progetti della Leonardo finanziati con le risorse europee del Por Fesr, c'è anche uno studio di nuovi sistemi wireless di comunicazione in ambienti dove le radiofrequenze tradizionali incontrano difficoltà, come l'acqua e l'olio: 306 mila euro il contributo pubblico concesso.

Gli studenti e la casa intelligente
All'istituto di istruzione superiore Buontalenti Cappellini Orlando, tecnico per geometri, periti indutriali e professionale insieme, con i fondi europei hanno realizzato un prototipo in scala reale di casa intelligente, avanzata nei materiali, in gran parte in legno, biocompatibile e sostenibile, capace di ridurre solo sull'illuminazione il 20 per cento dei costi e molto di più considerando anche il riscaldamento. Tutti obiettivi parte dell'agenda europea. La casa intelligente si presta inoltre a diventare anche un modulo utilizzabile nell'allestimento di campi di emergenza, in occasioni di terremoti od altri calamità.
Centoventi studenti si sono avvicendati nella costruzione, nella posa in opera degli impianti e nella progettazione. Si è trattato di un vero e proprio cantiere, con tutte le criticità da risolvere connessi come la sicurezza: un banco di prova dunque importante per la futura attività lavorativa. Costo del progetto: 120 mila euro, la metà coperti con risorse del Fondo sociale europeo e il resto da quote statali e regionali.  "In passato – ricorda Rossi durante la visita alla scuola – utilizzavamo le risorse Fse solo per la formazione di disoccupati in cerca di un nuovo lavoro. Abbiamo chiesto all'Europa se, su progetti specifici o nella realizzazione di laboratori, potevano essere destinati anche alla formazione degli studenti nelle scuole. E la risposta è stata positiva".

Occhiali da chirurgo, ferri sterili, refitting e guida delle navi
Medicina e nautica: dagli occhiali digitali con ingrandimento stabilizzato per i chirurghi, una sorta di microscopio indossabile con realtà aumentata, alla capsula automatizzata e trasportabile per la disinfezione e sterilizzazione dei ferri chirurgici che potrebbe mandare in pensione gli attuali contenitori, da un sistema innovativo e integrato – con tanto di modulo di diagnostica preventiva – per la manutenzione a distanza di imbarcazioni di medie e grandi dimensioni  a prototipi di nuovi ricetrasmettitori anti-collisione e per la raccolta di dati meteo e ambientali con l'obiettivo, in prospettiva, di attrezzare imbarcazioni in grado di navigare in modo automatico. Le quattro idee di ricerca e sviluppo sono stati illustrati durante un'iniziativa alla Camera di Commercio.  Per il progetto Ma.vi Ultravista degli occhiali da chirurgo (spesa ammissibile 112.800 euro) il contributo pubblico è stato di 56.400 euro, la metà fondi europei. Per la capsula per ferri sterili  della Compolab dalla Ue sono arrivati 166.510, Regione e Stato hanno aggiunto altrettanto coprendo alla fine la metà dei costi. Il progetto Iot 4.0 yacht di Team Italia vale 320 mila euro: anche in questo caso il contributo pubblico copre la metà della spesa e di questo 80 mila euro è la parte di fondi europei.  Per i prototipi di sensori messi a punto dalla Wiser dall'Europa infine sono arrivati oltre 32 mila euro: 65 mila è il contributo pubblico totale su 187 mila euro di spesa ammissibile.

Un polo di alta specializzazione allo Scoglio della Regina
Un tempo era la cosiddetta "Dogana dell'Acqua", dove dai canali transitava il traffico marittimo e fluviale. Oggi alla Scoglio della Regina ha trovato casa il polo della logistica, della biologia e della robotica marina, con analisi sul placton e la flora e fauna del mare e radar e sensori che osservano i fondali. La riqualificazione dell'area urbana, finanziata con i fondi europei del settennato 2007-2013, ha beneficiato di 5 milioni e 616 mila euro di contributi europei Fesr. Gli ultimi traslochi nei nuovi edifici si stanno completando in queste settimane.

Ambiente e navigazione sicuri
L'ultima visita della tappa livornese del tour "Europa in Toscana" del presidente Rossi è alla Capitaneria di porto, dove si parla del progetto Sicomarplus finanziato con il programma Interreg. L'obiettivo è ridurre i rischi legati agli incidenti nella navigazione, che crescono con l'aumentare del traffico.  Lo si prova a fare attraverso linee guida, trasponder e sensori a bordo ma anche grazier al potenziamento di un sistema radar che prevede l'installazione di due nuove antenne, una a sud dell'Isola dell'Elba (a Talamone) e la seconda a Castiglione della Pescaia, in modo da coprire un'ampia area del nord Tirreno. Il sistema, che si integra con i radar già presenti a San Vincenzo e a Livorno, dialogherà con quello transfrontaliero di Sardegna e Corsica e sarà uno dei più grandi nel Mediterraneo. Il progetto prevede anche sistemi per la previsione in tempo reale dell'evoluzione delle condizioni meteo ma anche per la rilevazione della presenza di cetacei in zona  in modo da avvertire le navi in transito e consigliare cautela. Dei 6 milioni e 688 mila euro di costo totale, la Regione Toscana ha contribuito per 1 milione e 483 mila euro.

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