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Europa in Toscana: il drone che controlla la laguna, il sostegno all'agricoltura e il minispettrometro per satelliti

28 novembre 2018 | 16:22
Scritto da Walter Fortini
 


GROSSETO - Cinque aziende. Cinque realtà diverse. Cinque progetti. Cinque esempi di come i fondi europei si declinano nel quotidiano in opportunità di sviluppo o di salvaguardia dell'ambiente. Cinque tappe del viaggio "L'Europa in Toscana" che il presidente della Toscana Enrico Rossi ha iniziato oggi dalla provincia di Grosseto. 

C'è il drone ad esempio che ad Orbetello da poco più di un mese naviga sulla laguna e campiona l'acqua con risultati migliori e un controllo più capillare rispetto a quello che si potrebbe fare con  i dati raccolti dalle centraline fisse. L'ha finanziato la Regione attraverso i fondi europei, assieme ad una chiatta per la pesca sostenibile e un progetto più ampio per lo sviluppo della laguna. Quota Fesr: 2 milioni e 285 mila euro.

C'è il caseificio sociale di Manciano, 249 soci e 9 milioni di litri di latte lavorati in un anno, che dall'Europa ha ricevuto 700 mila euro (in tre momenti diversi, dal 2010 al 2016) per ristrutturare lo stabilimento dove sono stati investiti complessivamente cinque milioni e 600 mila euro. Oltre che per la produzione del latte, sono serviti per realizzare  anche porcilaie dove si allevano suini utilizzando parte dei prodotti della lavorazione del formaggio.   

C'è la cantina cooperativa dei "Vignaioli del Morellino di Scansano", venticinque dipendenti e 160 famiglie socie che imbottigliano tre milioni e mezzo di bottiglie l'anno, meno di quelle che il mercato richiede e quindi con grandi potenzialità.  La cantina ha potuto contare su 752 mila euro dall'Europa e su altri 297 mila di fondi regionali, in tutto 1 milione e 743 mila euro di contributi pubblici su un investimento di oltre 4 milioni e 936 mila euro. Dal 2010 ben nove sono stati i milioni investiti. Così  tra nuovi locali, impianti di vinificazione e sistemi di microfiltrazione è stato possibile accrescere quantità e qualità della produzione. Si punta sull'innovazione ma anche recuperando antiche tradizioni, come i vini con il governo 'all'uso toscano' che nascono da una seconda fermantazione di uve appassite in speciali celle. 

Dal vino all'olio. A Braccagni l'Europa ha permesso ad esempio l'ammodernamento dell'oleificio Ol.ma: via il vecchio tetto in cemento amianto, adesso lo stabilimento produce anche energia grazie ai pannelli fotovoltaici. L'intervento è costato complessivamente 3 milioni e 791 mila euro: i fondi europei hanno coperto 576 mila euro, la Regione altri 228.

C'è anche chi lavora sul trasferimento tecnologico, per migliorare la competitività e capacità di innovazione delle Pmi che già ci sono e favorire la nascita di nuove. E' il caso del Certema, un laboratorio tecnologico multidisciplinare creato nel  2016 da sei imprese con il supporto della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e il contributo della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto: 1500 metri quadri dedicati ai macchinari, altri 500 per gli uffici, spazi in cui si susseguono cinque diversi laboratori, dalle analisi ambientali alla microscopia elettronica, dai thermal test alla meccanica applicata e quella avanzata.

Certema è diventato centro di riferimento della Carl Zeis Microscopy per la microanalisi: una tecnologia che può essere impiegata nel settore agroalimentare. Certema è anche partner del progetto Smart, capofila Leonardo Finmeccanica, che riguarda lo sviluppo di uno spettrometro miniaturizzato da imbarcare su minisatelliti per l'osservazione della Terra. Il contributo europeo è di 652 mila euro.

Ma la lista dei progetti finanziati nel grossetano dall'Europa è lunga e potrebbe ulteriormente continuare: ci sono contributi per rendere più efficiente, da un punto di vista dei consumi, l'Opus Automazione di Follonica, altri soldi per la realizzazione di un impianto di cogenerazione per la produzione simultanea di energia termica ed elettrica all'Hotel Granduca di Grosseto C'è anche un progetto (Vivimed) per sviluppo un modello di turismo innovativo e sostenibile nell'entroterra mediterraneo ed un altro (Treno) che riguarda appunto il trasporto ferroviario ma a servizio del cicloturismo, con l'obiettivo di favorire l'incremento delle presenze nei periodi di bassa stagione. In particolare i finanziamenti sul progetto Treno hanno riguardato la riqualificazione di alcuni spazi pubblici a Monte Antico, sulla linea Siena-Grosseto, creando un infopoint. 


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Questo contenuto è stato archiviato sotto Istituzioni, Infrastrutture e trasporti, Agricoltura e foreste, Ambiente, Economia

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