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Evasione fiscale ed emersione, accordo di collaborazione con Agenzia delle entrate

14 giugno 2017 | 17:13
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE – Firma a tre tra Regione Toscana, Asl centro e Agenzia delle entrate. L'obiettivo è scambiarsi dati e analisi per contrastare in modo ancor più efficace illegalità e concorrenza sleale ma anche capire se le segnalazioni della Regione abbiano portato o porteranno in futuro ad un'impennata del gettito.

L'attenzione è concentrata sulle addizionali Irpef ma anche sull'Iva. Con l'intesa siglata oggi l'Agenzia delle entrate si impegna a valutare i dati degli imponibili delle aziende oggetto dei controlli straordinari sulla sicurezza  nei luoghi di lavoro che la Regione   ha messo in atto attraverso i tecnici della Asl dopo il rogo della Teresa Moda  a Prato il 1 dicembre 2013 e che hanno finora riguardato oltre ottomila aziende (in gran parte cinesi) dell'area metropolitana. Controlli e ispezioni che proseguiranno fino alla primavera del 2019 per altri due anni, durante i quali sarà posta attenzione anche sulla formazione dei dipendenti e regolarità dei contratti di lavoro, segnalando alle autorità competenti ogni informazione utile per contrastare l'evasione fiscale.

Le pagine sul progetto Lavoro sicuro (risorse on line)

La giunta regionale, da parte sua, assicurerà all'Agenzia delle entrate anche  il supporto dell'Irpet, l'istituto di programmazione economica,  nel caso di richiesta di studi e analisi. 

L'accordo di collaborazione firmato oggi, mercoledì 14 giugno 2017, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione, varrà fino alla fine delle legislatura.  Non è comunque il primo protocollo siglato con l'Agenzia delle Entrate: lo precede una convenzione del 2015 per la gestione di Irap e addizionale Irpef. Al 2013 risale invece un'intesa con a il comando della Guardia regionale di Finanza per il potenziamento delle azioni di controllo sulle entrate regionali e il loro coordinamento.
 

Alla firma sono intervenuti il presidente della Toscana Enrico Rossi, l'assessore al bilancio Vittorio Bugli, il direttore regionale dell'Agenzia delle entrate Carlo Palumbo e il direttore generale della Asl Centro Emanuele Gori.  

Il progetto Lavoro Sicuro: i numeri dopo quasi tre anni
Il 1 dicembre 2013 sette operai cinesi, cinque uomini e due donne, morivano nel rogo della fabbrica dove lavoravano ma anche vivevano, a Prato. L'incendio alla Teresa Moda segna uno spartiacque e qualche mese dopo nasce il progetto "Lavoro sicuro", piano triennale straordinario con cui la Regione decide di lanciare il guanto della sfida e contrastare in maniera netta quell'illegalità, non solo certo delle aziende cinesi, che non garantisce ai lavoratori i diritti più elementari e  quell'illegalità che conta un'economia sommersa e un nero quantificato (dati 2013) dell'Irpet in un miliardo di euro l'anno.

Nel 2014 vengono assunti dalle Asl di Prato, Firenze, Empoli e Pistoia settantaquattro tecnici ispettori per la prevenzione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Davanti a loro un'agenda fitta, con 7.700 aziende da controllare in tre anni, poi nei fatti cresciute, e oltre la metà solo a Prato. Le prime ispezioni iniziano a settembre: controlli ma anche percorsi di rientro e 'affiancamento', con l'aiuto delle associazioni di categoria e degli ordini dei professionisti, repressione ma anche prevenzione.

Dopo tre anni, al giro di boa prima di ripartire con nuovi controlli fino al 2018, si tirano le somme e i numeri raccontano di 8.257 aziende verificate (quasi cinquemila solo a Prato), di solo un'azienda su sette che era in regola all'inizio  - il 15,9% per l'esattezza - e una su due (il 55,4%) a posto sotto ogni profilo negli ultimi mesi, circa quattrocento sequestri e più di quattromila prescrizioni ma anche l'84 per cento delle aziende che dopo i controlli si è adeguata, non è sparita nel nulla e ha pure pagato tutte le sanzioni comminate.
 


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