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Giglio, procedono i lavori di ripristino dei fondali

7 febbraio 2015 | 12:25
Scritto da Walter Fortini
 


ISOLA DEL GIGLIO (Gr) – Il vento fischia dalle feritoie della torre più alta del castello sotto un cielo coperto e minaccioso, il freddo punge ma non piove.  Per strada poco gente e un solo bar aperto. L'isola del Giglio sembra essere tornata a vivere un inverno 'normale', dopo la rimozione a luglio della Costa Concordia. Costa e Micoperi hanno spostato il quartier generale dal Demos all'hotel Bahamas. Da 450 che erano i lavoratori ora impegnati nel cantiere si sono ridotti a settanta.

Ritmi pacati, una presenza meno vistosa, nessun giornalista a giro. Ma sotto il mare si continua a lavorare  ed è il progetto più caro ai gigliesi, quello del ripristino dei fondali. Si lavora da dicembre, nonostante la brutta stagione, un'inverno peggiore degli ultimi due anni, che sta rallentando non poco le operazioni.  

Prima le cozze
Tecnici e sommozzatori sono ora impegnati a rimuovere dai fondali i gusci dei mitili arrivati dai mari caldi, ospiti 'clandestini' abbarbicati sotto una delle piattaforme usate durante il parbuckling della nave da crociera. Lo spiegano gli addetti della Costa e della ravennate Micoperi  al presidente della Toscana Enrico Rossi, sbarcato sull'isola con il primo traghetto della mattina. Con lui  anche la presidente dell'Osservatorio per la rimozione della Costa Concordia, Maria Sargentini.

I mitili sono oramai  morti, adagiati sulla sabbia e vengono tirati via con un macchinario che assomiglia ad un grande aspiratore ma dal tocco delicato, che rimuove i gusci ma accarezza la posidonia. Dal mare, a quaranta metri di profondità, vengono issati a bordo anche detriti, non solo della Concordia e del cantiere.

Poi i detriti più grandi
La fase più impegnativa inizierà però a marzo e andrà avanti fino a luglio, quando sarà il momento di tagliare e rimuovere i pali della piattaforme e tirare via dal fondo i 1450 sacchi di malta cementizia su cui, come su un materasso, era stata appoggiata la Concordia. Per rimuoverli è stata messa a punto una speciale benna, perchè l'operazione di rimozione della Concordia è stata fin dall'inizio anche un laboratorio di ingegneria applicata. Per i mitili viene usata una sorta di mano con dita idrauliche indipendenti. Poi, dopo luglio, toccherà agli ultimi detriti, quelli scivolati a 70-80 metri,  e alla 'segatura del falegname',  ovvero  le polveri e i detriti più fini .

Per il progetto di ripristino la Costa ha firmato con Micoperi, l'azienda di Ravenna che ha collaborato con l'americana Titan anche al rigalleggiamento della Concordia, un contratto da 85 milioni di dollari. Nel periodo più impegnativo arriveranno sull'isola nuovi mezzi e il cantiere si farà più visibile. A 250 saliranno i lavoratori impegnati: sub, ingegneri e tecnici specializzati, quasi tutti italiani e provenienti da più parti della penisola.


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