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Giorno della memoria, Bugli: "L'Europa torni a far emergere i suoi valori"

29 gennaio 2019 | 15:45
Scritto da Chiara Bini
 


FIRENZE – L'Europa torni a mettere al centro la persona. "Quando siamo riusciti a far emergere i valori su cui l'Europa è nata, cioè rispetto per la persona, dignità, uguaglianza, solidarietà, abbiamo creato ricchezza e crescita. Quando non ce l‘abbiamo fatta, abbiamo prodotto solo distruzione e morte". E' la riflessione con cui l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, nel suo intervento in Consiglio regionale, celebra il Giorno della Memoria. Lo fa puntando l'attenzione sul presente, sulla funzione dell'Europa oggi, e sulla consapevolezza che sanno creare esperienze come il Treno della memoria, di cui la Regione Toscana con orgoglio, ha sottolineato l'assessore, ha organizzato quest'anno la undicesima edizione portando ad Auschwitz 600 studenti.

"Il treno della memoria – dice Bugli - è un'esperienza che ha cambiato molte persone. I ragazzi per primi si dicono cambiati perché tornano da quei luoghi con molta più consapevolezza, che certi abominii non debbano più ripetersi. Ma non si ripetono se ognuno di noi ogni giorno fa qualcosa perché ciò non accada. Nessuno può tirarsi dunque fuori dalle proprie responsabilità personali. Auschwitz è un luogo che ci richiama al dovere etico della scelta: tra giustizia e ingiustizia, tra la difesa dei diritti umani o la prevaricazione e la violenza, tra la guerra e la pace; nessun essere umano è mai ininfluente o inutile".

"Vediamo aumentare gli atti di antisemitismo e di razzismo ispirati a vecchie e nuove ideologie perverse. Sono espressione di minoranze, ma vengono sempre più allo scoperto sui social e si insinuano nel corpo sociale come un potente veleno. Contro questo veleno servono anticorpi. Il nostro impegno è di provare a creare la consapevolezza e contribuire a costruire quello spirito critico indispensabile a comprendere il passato e orientare il presente verso un futuro migliore". E allora urgente per Bugli si pone la riflessione sull'Europa "che è nata - dice come risposta alle guerre, alle distruzioni e a orrori come quello che ricordiamo oggi, e lo ha fatto mettendo al centro la persona. Ha costituito il suo statuto partendo dalle esigenze degli ultimi e così è diventata un continente democratico. Torni dunque a essere quel continente che seppe uscire dalle catastrofi. Sappia Essere quello che sa fare, guardare principalmente all'uomo. Non sia solo l'Europa che dà più risorse, che dà più flessibilità e più rigore. Smetta di rincorrere le identità tecnocratiche e moderniste di altri continenti, che producono solitudine e un aumento delle disuguaglianze, come stiamo vedendo. Ma sia grande in quello che la fece grande: il valore della persona umana".

La consapevolezza dell'essere cittadini d'Europa nel senso di un'Europa fatta di umanità solidale, è un punto di arrivo non vicino, ha osservato Bugli, più lontano anzi, dell'unificazione monetaria e economica. "Per la difficoltà di questi tempi - ha specificato Bugli - non basterà più, anche se si dovrà continuare a farlo con rigore e fermezza come lo stiamo facendo oggi, condannare chi ha oltraggiato, punito, martirizzato ucciso il diverso per la semplice appartenenza a un'altra etnia, ad un popolo ad una categoria della popolazione considerata inferiore. Si dovranno creare le condizioni culturali, ma vorrei dire principalmente anche i sentimenti, perché dal contatto con gli altri, con le persone diverse da noi, con gli altri popoli e le altre culture, si trovi arricchimento e non disagio; si trovi il piacere di stare insieme e comunicare, di lavorare, di scambiare conoscenze e senso comune. Il tema primario è sempre il solito, le persone. Con un nome, un cognome, una storia di vita. Delle persone dobbiamo occuparci, occuparci di più e pre-occuparci di meno".

L'invito e l'auspicio di Bugli chiudendo è quello di "diventare cittadini d'Europa partendo dalla riflessione sull'Europa occupata dal regime nazista per arrivare all'Europa libera e unita".


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