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Giovani, sì, e con tanta voglia di autonomia: la Toscana guarda al suo futuro

16 febbraio 2014 | 00:01
Scritto da Mario Hagge
 


FIRENZE - Un progetto che nasce da una risposta affermativa alla domanda "Giovani?": "Sì", ovviamente. Del resto, quante volte abbiamo sentito dire che i giovani sono il futuro del Paese? Anche questa una frase tanto scontata quanto poco aderente alla realtà. I dati parlano chiaro: il 2013 si è chiuso con un tasso di disoccupazione giovanile salito al 41,6%, 4 punti in più rispetto al 2012 (dati Istat). Ed è di poco conforto sapere che la Toscana sta un po' meglio del resto del Paese: ogni quattro giovani tra i 15 ed i 24 anni che cercano lavoro, uno non lo trova e gli altri tre, quando va bene, sono costretti ad accettare condizioni lavorative molto distanti dai loro progetti. 

"Come dire che proseguendo di questo passo c'è la certezza che una generazione si perda, che resti fuori dal lavoro e dalla vita sociale". La frase è di Enrico Rossi, che appena diventato presidente della Regione mette i giovani e il lavoro in cima alla lista delle priorità. "I giovani - dice Rossi - hanno desiderio di autonomia, di emanciparsi dalla famiglia di origine e possibilmente di crearne una propria, di essere indipendenti e responsabili. Quello che chiedono è un'occasione, l'opportunità di sentirsi utili in un progetto di crescita civile. Il progetto Giovanisì, con i tirocini retribuiti, l'aiuto per avviare un'impresa in qualsiasi settore, agricoltura compresa, il servizio civile regionale e il contributo per l'affitto, punta proprio a questo". E' il 2011. Da allora con Giovanisì la Regione ha coinvolto 88mila giovani grazie a tirocini e praticantati retribuiti, contributi per l'affitto a chi esce dalla casa dei genitori, servizio civile regionale, aiuti per avviare attività autonome, nelle professioni, nel manifatturiero e in agricoltura, nello studio e nella formazione.

 

 

Incontriamo Chiara, responsabile del progetto, nell'ufficio al piano terra del palazzo della presidenza regionale. Intorno a lei, in questo spazio di lavoro aperto, non grande, ma vivo e rumoroso (giustamente rumoroso, si direbbe, perché qui una risposta ad alta voce è utile proprio perché condivisa), ci sono David, Giulia e Leonardo. E Francesca, Elena, Sara e Marco. E poi Francesca ed Elena bis, Claudia e Silvia. Dodici giovani impegnati a programmare e informare sui bandi, nell'organizzazione di eventi, nella risposta alle mail e al numero verde: quest'ultimo, in particolare, rappresenta il polso della situazione ed aiuta a calibrare gli interventi in base alle richieste e alle esigenze dei giovani che telefonano a Giovanisì. "Ma la prima squadra - spiega Chiara - era composta da tre, quattro persone che avevano già avuto esperienze nella gestione di progetti regionali legati ai giovani; guidate da Carlo, in quella fase il loro lavoro più importante è stato quello di fare da trait d'union tra le varie strutture regionali che di politiche giovanili (come si usa dire) si occupano. Un lavoro duro, ma che alla fine ha dato i suoi frutti".

Chiara riannoda il filo dei ricordi e torna ai primi momenti. "Una volta attivato il collegamento con le strutture regionali, dovevamo far sapere che esistevamo al mondo istituzionale, economico, produttivo e professionale della Toscana, chiamato dalla Regione a contribuire allo sviluppo del progetto. Gli aspetti relativi all'informazione e alla comunicazione apparvero ugualmente strategici, a partire dalla presenza su Internet con il sito www.giovanisi.it, destinato a raccogliere tutte le informazioni e i materiali relativi al progetto e alle azioni sul territorio".

Con il tempo vengono messi in campo tutti gli strumenti di una comunicazione sintonizzata sulle esigenze giovanili: il Numero verde 800.098.719, la fan page di Facebook, il profilo di Twitter, il blog, la newsletter e i format radiofonici e i podcast e il canale You Tube, dove è pubblicato il LipDub, girato negli spazi del Polo di Scienze Sociali dell'Università di Firenze (centinaia di ragazzi che raccontano Giovanisì con un linguaggio video leggero e divertente). Strumenti che hanno permesso a Giovanisì di raggiungere una serie di traguardi: oltre un milione di visitatori unici raggiunti da sito, blog e social network; più di 17.000 mail e 35.000 telefonate al numero verde.

La storia di Giovanisì è scandita dalle azioni messe in campo dal progetto. "Il punto di partenza - ricorda ancora Chiara - sono stati i tirocini e gli stage di qualità retribuiti, al termine dei quali la Toscana (prima regione in Italia a proporre una legge sulla retribuzione obbligatoria dei tirocini) assicura all'azienda anche incentivi per l'eventuale assunzione del tirocinante: 500 euro al mese di rimborso spese, 300 dei quali finanziati con soldi regionali se il tirocinante ha un'età tra i 18 ed i 30 anni". Da giugno 2011 ad agosto 2013 sono stati 10.172 i tirocini ammessi al rimborso.

>>> I Tirocini retribuiti

La Regione ha inoltre esteso la possibilità di co-finanziamento anche ai praticantati, obbligatori e non, finalizzati all'esercizio della professione, firmando un accordo che coinvolge 39 fra ordini e associazioni professionali toscane: la misura è attiva dal febbraio 2013 ed è gestita tramite un portale web dedicato.

>>> I Praticantati retribuiti

Parallelamente all'azione sui tirocini, tra luglio e agosto 2011 vengono lanciati e completati due bandi nel campo del Servizio civile, un'opportunità rivolta a giovani tra i 18 e i 30 anni residenti o domiciliati in Toscana, ai quali viene corrisposto un contributo individuale di 433 euro mensili per 12 mesi. Dal 2011 ad oggi sono più di 4.000 i giovani che hanno svolto o stanno svolgendo il servizio civile regionale. Il prossimo bando uscirà nei prossimi mesi.

>>> Il Servizio civile

Chiara ricorda che nell'ottobre del 2011 arriva un'altra decisione molto attesa: con un investimento di 45 milioni in tre anni, la Regione si impegna a sostenere i giovani residenti in Toscana che intendono lasciare la famiglia, assicurando loro un contributo per il pagamento dell'affitto. In attesa del bando, l'indirizzo e-mail e il numero verde di Giovanisì vengono presi d'assalto dai giovani che intravedono in questa opportunità la possibilità di conquistare la propria autonomia.

"Finalmente anche noi come in Francia o in Germania, dove queste opportunità per i giovani sono la regola", commenta la giovane scrittrice toscana Simona Baldanzi all'uscita del primo bando a novembre 2011. Più di 1000 le domande pervenute e tutte finanziate, per un totale di circa 1500 giovani che hanno la possibilità di beneficiare del contributo della Regione per 3 anni. Ad oggi, dopo 3 bandi, i giovani che ricevono il contributo sono 2.027. Il quarto bando è uscito il 15 gennaio 2014 con scadenza il 28 febbraio 2014.

>>> Le opportunità per la Casa

Nel dicembre 2011 Giovanisì lancia un altro bando molto importante, che resterà aperto fino all'aprile 2015: Fare impresa. Riguarda le agevolazioni all'imprenditoria giovanile e femminile e fin da subito sono tantissimi i giovani che dimostrano di avere il coraggio di provarci, di avere un'idea d'impresa e di saper presentarla in un business plan, cercando di ottenere i finanziamenti per realizzarla. Le imprese deliberate, ad oggi, sono 1. 377 di cui 993 già erogate dalle banche. Poche settimane dopo, sempre collegato a Fare impresa, esce un altro bando, quello sull'imprenditoria agricola. Un successo e una una partecipazione talmente al di sopra delle aspettative da spingere la Giunta regionale ad aumentare le risorse per finanziare tutte le domande pervenute. Il bando si è chiuso nel giugno 2012. Una nuova finestra si aprirà nel 2014.

>>> Le opportunità per fare Impresa

Parallelamente a tutto questo in Giovanisì si alternano nell'arco dell'anno le opportunità per il diritto allo studio, i dottorati di ricerca internazionali, la formazione degli studenti, i prestiti d'onore, la formazione tecnica superiore, mobilità internazionale e gli assegni di ricerca. Il totale dei beneficiari delle misure di "Studio e Formazione" è di 70.000 giovani.

>>> Le opportunità per Studio e Formazione

Sono presenti, inoltre, nell'ambito delle misure per il lavoro, incentivi all'occupazione e i buoni servizio infanzia per le giovani madri.

>>> Le opportunità per Lavoro

A luglio 2012, esce il bando sull'agricoltura sociale, il primo in Italia che finanzia progetti di accoglienza di persone con disabilità e/o svantaggio, per il miglioramento della loro autonomia e capacità tramite lo svolgimento di esperienze in attività rurali.

>>> Il bando per l'Agricoltura sociale

Inoltre, per essere ancora più presenti sul territorio ed avere un contatto diretto con i giovani di tutta la regione, sono stati aperti 21Infopoint e 10 sportelli mobili provinciali.

>>> L'infopoint Giovanisì

Ed è proprio grazie a questo radicamento sul territorio che Giovanisì ha raccolto intorno a sé centinaia di storie, speranze, obiettivi, idee che hanno dato vita ad "Accenti – autonomi racconti di Giovanisì": un percorso di Storytelling che racconta le esperienze e le carriere di giovani toscani attraverso un libro, un blog (accenti.giovanisi.it), dei video e degli eventi musicali, la cui supervisione è stata affidata al cantautore Niccolò Fabi.

>>> Accenti

Giovanisì, un progetto che ha dimostrato di funzionare e potrebbe essere replicato anche in altre regioni. Il giudizio è di László Andor, il commissario europeo per il Welfare. A un giornalista de ‘La Stampa' che gli chiede cosa può fare l'Italia per favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro Andor risponde accendendo il suo tablet. "Conosce Giovanisì? È un programma che mi piace molto. Glielo faccio vedere". Sì, va bene, la Toscana, replica il giornalista, ma l'Italia? "Avete programmi buoni che possono essere ripetuti, come Giovanisì. Alcune regioni fanno fatica, altre lavorano bene". L'Italia, appunto.

 


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'Le Storie della Domenica', è il nome della nuova rubrica prodotta dalla redazione di Toscana Notizie a partire dall'8 dicembre 2013.

L'obiettivo è quello di raccontare, al di là dell'attualità politica e amministrativa quotidiana, la complessità della Regione Toscana, un ente nelle cui strutture lavorano oltre 2.350 persone che scrivono leggi, gestiscono contratti e fondi europei, nazionali e regionali; dipendenti pubblici che si occupano di temi e procedure tra i più diversi, tutti con una ricaduta diretta sulle 3 milioni e settecentomila persone che vivono in Toscana: dalla sanità pubblica alla protezione civile, dal trasporto pubblico locale ai bandi per le imprese, dall'assetto del territorio alla cultura.

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