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Il Treno della memoria corre verso Firenze. A Verona il saluto alle sorelle Bucci

23 gennaio 2015 | 12:47
Scritto da Dario Rossi
 


DAL TRENO DELLA MEMORIA 2015 – I paesaggi scorrono dai finestrini, cambiando dalla neve del Brennero al sole del Trentino e poi giù verso il Veneto. C'é voglia e aria di casa dopo tre giorni frenetici, eppure non si ferma la voglia di parlare, di confrontarsi sulle esperienze fatte. C'è la fila di giovani davanti agli scompartimenti delle sorelle Bucci e di Vera Vigevani Jarach per una frase, un altro ricordo, la semplice firma su uno dei libri sulla Shoah consegnati dall'organizzazione (uno è proprio la straordinaria storia di Tatiana e Andra), anche solo un sorriso.

 

C'è la fila davanti allo scompartimento del giornalista Alessandro Agostinelli, che ha fatto un appello dagli altoparlanti del treno e sta raccogliendo i microvideo realizzati dagli studenti presenti con gli smartphone (dotazione standard di ogni adolescente di questi giorni) e li monterà in un piccolo docufilm. E non smettono di essere affollatissimi gli incontri nella carrozza ristorante con testimoni e associazioni (Anpi, Aned, ex internati militari, Azione gay e lesbica, i rappresentanti delle comunità Rom e Sinti) che hanno accompagnato il treno con il coordinamento del Museo della deportazione e della Resistenza di Prato.

 

Tra poco la fermata a Verona, quella in cui lasceranno il Treno della Memoria 2015 le sorelle Bucci; e sarà ancora una volta lo sfogo di emozioni dopo tanti giorni trascorsi insieme, tra qualche lacrima e l'agitarsi di centinaia di  braccia dai finestrini per un arrivederci che vive attraverso una memoria vissuta ogni giorno.


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