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Incendio Monti Pisani, Rossi: "Il Governo stanzi le risorse per le case e le aziende"

11 ottobre 2018 | 14:33
Scritto da Walter Fortini
 


CALCI (Pisa) – Tra le priorità, dopo l'incendio che ha devastato i Monti Pisani due settimane fa, c'è anche la ricostruzione della strada provinciale del Serra, oggi ancora chiusa al traffico. "Rientra tra le somme urgenze ed abbiamo stanziato per questo 161 mila euro (un anticipo sui 672 mila euro necessari ndr)" spiega il presidente della Toscana Enrico Rossi, dal palazzo comunale dove lo sguardo, oltre le case attorno alla piazza, si volge verso la macchia nera e marrone che tutt'attorno ha preso il posto di boschi e oliveti.

"Abbiamo varato un provvedimento straordinario di un milione e mezzo di euro – ricorda -, per mettere urgentemente in sicurezza il territorio rispetto alle piogge che si preannunciano ed evitare frane ed allagamenti. Presenteremo successivamente un piano che riguarda la ricrescita e la selezione del bosco". "Torneremo a Calci altre volte" dice. "La Regione Toscana c'è – rimarca ed assicura - Aspettiamo che ci siano anche gli altri". E gli altri sono il Governo e chi, nei giorni dell'incendio, ha fatto promesse. Promesse su cui i sindaci dei territori feriti dal fuoco, tutti a Calci stamani, sono fiduciosi ma pretendono che diventino velocemente fatti concreti.

"Ho firmato ieri, ufficialmente, la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale – ricorda Rossi ai giornalisti - Non siamo sbruffoni, non chiediamo cose impossibili. Chiediamo la soglia minima rispetto alle tante promesse che abbiamo sentito nei giorni dell'incendio e cioè che le dodici case andate distrutte, per tre milioni e 100 mila euro di danni complessivi, siano rimborsate attraverso un provvedimento sul versante della Protezione civile. La Regione non ha infatti competenza su questo".

Il presidente ringrazia chi, nei giorni del fuoco, non si è risparmiato e chi si sta impegnando adesso, come il quotidiano La Nazione che ha lanciato una raccolta di fondi. Anche l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi lancia un'azione di solidarietà, su cui è già al lavoro. "Ho parlato – dice – con il mondo dei vivaisti ed ho chiesto loro un impegno e un contributo personale che possa incentivare la ripiantumazione delle olivete andate distrutte".

Assessore e presidente chiariscono poi la questione dei rimborsi per i danni che ci sono stati alla colture e gli investimenti a cui le aziende saranno costrette per ripartire. Serve la dichiarazione di stato di calamità naturale, cosa diversa dall'emergenza nazionale e su cui è il Governo ad avere l'ultima parola. Danneggiati, per la viabilità interrotta, anche un ristorante e una cooperativa agrituristica, con una stima di perdite per 80 mila euro per mancata attività. "Chiediamo un intervento diretto del Ministero dell'agricoltura" ripete Rossi. La richiesta di calamità naturale sarà presentata in via definitiva dopo il 19 ottobre, quando sul sito di Artea, l'azienda regionale per le erogazioni in agricoltura, si chiuderà la procedura attraverso cui le aziende possono segnalare in maniera chiara e precisa i danni subiti. Si stimano 8 milioni di danni. "Chiediamo subito uno stanziamento del Governo – insiste Rossi -. Nel frattempo noi ci siamo attivati nell'unico modo possibile, ovvero mettendo a disposizione risorse regionali dei fondi strutturali europei per l'agricoltura che però, anche queste, devono essere sbloccate dal governo presso l'Europa dichiarando lo stato di calamità naturale. Se poi il ministro Centinaio vorrà attivare altri fondi, la cosa non ci farà certo dispiacere".

Ufficiosamente l'esecutivo in commissione agricoltura ha già risposto che non si può attivare il fondo solidarietà, perché un incendio non è una calamità naturale. L'indiscrezione è filtrata da un paio di giorni. Nella stessa commissione è stato però detto, e lo chiarisce il sindaco di Calci, che il Governo potrebbe attivare in via eccezionale altre risorse. L'importante, ripetono amministratori e Regione, è che arrivino. Presto.

"Aspettiamo risposte ufficiali da parte del Governo – conclude Rossi -. In Toscana siamo gente seria che fa tutti gli atti e li fa puntualmente, con estrema urgenza e con interventi anche straordinario. E poi, come mi diceva un'anziana signora che ho incontrato in un centro di ricovero durante l'incendio, alla fine bisogna tirare un rigo: non è morto nessuno, fortunatamente non si è fatto male nessuno, anche per gli interventi messi in atto dal servizio antincendio boschivo regionale, e a tutto il resto si può rimediare".


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