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Incontro sul Mediterraneo a Barcellona, Barni: "Non può essere una frontiera di lutti, ma laboratorio di scambio e integrazione"

4 febbraio 2019 | 17:43
Scritto da Alessandro Federigi
 


FIRENZE – C'è un'Europa delle Regioni e dei territori che lavora per fare del Mediterraneo un'area di scambi, di crescita sostenibile, di opportunità per i giovani che si affacciano sulle sue sponde, a nord e a sud. Oggi è al lavoro a Barcellona, dove, organizzato dalla Generalitat de Catalunya, in collaborazione con l'Euroregione Pirenei-Mediterraneo e con la Crpm, la Conferenza delle Regioni marittime, è in corso l'incontro internazionale "Il futuro della Regione Mediterranea: strategie integrate per lo sviluppo sostenibile e la coesione dopo il 2020".

Per la Toscana è presente la vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni. Partecipano ai lavori rappresentanti di Emilia-Romagna, Occitania (Francia), Baleari (Spagna), Dytiki Ellada (Grecia), Region L'Oriental (Marocco), studiosi, funzionari della Commissione europea.

"Questo seminario – ha detto la vicepresidente Barni – non è soltanto un'occasione preziosa di confronto per dare ulteriore slancio alle politiche di cooperazione già attive, ma deve servire anche a rilanciare un messaggio a tutta l'Europa e alle forze politiche: il Mediterraneo non può essere una frontiera di lutti, né luogo di esercizio di feroce cinismo politico, ma il primo laboratorio di esperienze di integrazione e coesione".

La vicepresidente Barni è stata chiamata ad intervenire in particolare sui temi dell'inclusione giovanile, dell'educazione e della ricerca e innovazione. " La storia della cooperazione tra i territori del Mediterraneo – ha sottolineato - si caratterizza per una continua ricerca di sinergie tra attori diversi e tra territori con vocazioni e necessità diverse. La valorizzazione e l'integrazione di esperienze e competenze ha permesso di raccogliere sfide importanti sui temi dello sviluppo economico locale, della gestione dei servizi pubblici e del rafforzamento dei percorsi di decentramento. C'è uno strumento che ci ha consentito di sostenere questo approccio: quello della rete, nelle sue varie declinazioni. Il lavoro in rete dei territori permette agli attori coinvolti di comprendere meglio i problemi e soprattutto di acquisire consapevolezza rispetto al ruolo che si può svolgere per risolverli".

E sulla forza della relazione di rete si fondano due progetti, ricordati dalla vicepresidente Barni, che vedono impegnata la Toscana e che coinvolgono soprattutto l'associazionismo giovanile nel Mediterraneo e il mondo delle università: Med.Net e Tour4Eu.

"MedNet - ha ricordato è partito nel 2014, nato dall'esigenza di valorizzare le giovani generazioni del Mediterraneo per creare quell'Unione del Mediterraneo come luogo dei diritti, del dialogo e della partecipazione civile e democratica. Le associazioni della rete appartengono a paesi della riva nord, come l'Italia, sud, Libano, Marocco, Tunisia, Palestina, e dell'area balcanica, come la Bosnia-Erzegovina. La fase attuale del progetto si concentra sul tema dell'occupazione giovanile e delle opportunità di lavoro. Parliamo di competenze per creare alternative occupazionali innovative e sostenere occasioni di occupazione nei territori in cui vivono, ma anche della promozione e della diffusione dell'imprenditoria sociale giovanile, come strumento di sviluppo economico e di inclusione".

"C'è un altro fronte – ha spiegato poi Barni - su cui siamo fortemente impegnati: quello della valorizzazione della ricerca e della formazione in ambito europeo. La Regione si è fatta promotrice di Tour4Eu, un'associazione che promuove la ricerca toscana in Europa e di cui fanno parte le sette università presenti a livello regionale: Università di Firenze, Università di Pisa, Università degli Studi di Siena, Università per Stranieri di Siena, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant'Anna, Alta Scuola IMT di Lucca. E' una collaborazione che guarda al futuro della ricerca, con l'obiettivo di accrescere la sua competitività. Tour4eu rappresenta una realtà che fa riferimento ad oltre 150mila studenti, a 8mila operatori del settore, tra docenti, ricercatori e personale amministrativo, a più di 310 laboratori e a 187 spin off universitari. Gli ambiti su cui lavora vanno dalle azioni per il clima e l'ambiente, alle scienze umane e sociali, alle migrazioni, al diritto alla salute, alla sicurezza alimentare, all'ICT. Anche questa – ha concluso Barni – è un'esperienza che mettiamo a disposizione del comune impegno per ampliare le relazioni tra i paesi del bacino mediterraneo".


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