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La biblioteca dei bibliotecari

6 aprile 2014 | 00:00
Scritto da Paolo Ciampi
 


Parola strana, parola soprattutto difficile, biblioteconomia. Meglio spiegarla subito: è la disciplina che studia l'organizzazione delle biblioteche. Detta così è assai più facile, solo che non sono affatto semplici le risposte che deve poter offrire. Le biblioteche non sono solo luoghi fisici in cui si raccolgono libri. Quello è solo l'inizio. La biblioteconomia spiega molte altre cose: come acquisire i beni librari, come catalogarli e conservarli, quali servizi offrire agli utenti, e così via. Una scienza, la biblioteconomia. Così come lo sono la bibliologia, l'archivistica e in genere le scienze della documentazione. Un sapere ampio, articolato, prezioso, affascinante non solo per gli addetti ai lavori. Un sapere che a Firenze ha una sua "casa", unica in Italia: la Biblioteca Luigi Crocetti della Regione Toscana. Per dirla con un titolo: la biblioteca dei bibliotecari. Ma anche molto di più. 
 
Un po' di storia
 
 
Una casa e un fiore all'occhiello: forse non molti non la conoscono, ma per quelle discipline si tratta della più importante struttura documentaria in Italia. Costituisce un punto di riferimento essenziale per gli specialisti, per gli studenti, per gli operatori del settore. Chiunque voglia saperne di più sulle biblioteche e sugli archivi, ma anche sul mondo della stampa, sulla storia del libro, oppure sulle tecniche di catalogazione e di conservazione dei dati, qui può davvero trovare ciò di cui ha bisogno.
 
È quanto è stato raccolto in circa 40 anni di attività, perché questa biblioteca è nata più o meno assieme alla stessa Regione Toscana. A fondarla fu Luigi Crocetti, passato all'amministrazione regionale nel 1972, dopo almeno un quarto di secolo di esperienza in biblioteche pubbliche statali, in particolare alla Nazionale di Firenze, dove ebbe un ruolo di primo piano nel recupero delle opere dopo l'alluvione del 1966. A Crocetti dovremmo rivolgere un pensiero di gratitudine ogni volta che in una biblioteca riusciamo a trovare senza troppe difficoltà un titolo, un autore e magari qualche altro libro di cui ignoravamo l'esistenza ma che ora scopriamo di interesse per una nostra ricerca.
 
 
Probabilmente in quella biblioteca si adopera la classificazione decimale Dewey, così chiamato dal nome di quel bibliotecario dello Stato di New York che, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, riuscì a costruire un metodo per catalogare e distribuire i libri tra i vari settori. Dewey era un idealista molto pratico. Aveva capito che le biblioteche sono democrazia e possibilità di educazione per tutti, ma anche che tutto questo funziona meglio se ai cittadini si dà la possibilità di accedere agevolmente agli scaffali e di trovare i libri senza necessariamente passare per l'intermediazione del bibliotecario. Crocetti era evidentemente animato dallo stesso spirito. È stato lui a curare la prima traduzione italiana integrale della classificazione decimale Dewey. Pochi mesi dopo la sua scomparsa, nel 2007, l'amministrazione regionale decise di cambiare il nome alla sua "creatura", che fino ad allora si era chiamata Biblioteca dei servizi bibliografici. Da allora fu semplicemente e meritatamente la Biblioteca Crocetti.
 
 
Le biblioteche cambiano
 
Spiega Paola Ricciardi, che in Regione si occupa di beni librari e archivistici: "Questa biblioteca è stata fondamentale per l'organizzazione del servizio bibliotecario sul territorio. Perché se è vero che le biblioteche nei grandi centri esistono fin dal Settecento, le biblioteche come le conosciamo noi, aperte ai bambini o agli anziani, sono il frutto di anni assai più recenti". Ecco, questa è una chiave di lettura importante, che aiuta a capire come il ruolo della Crocetti non abbia ricadute solo su un pubblico specializzato ma riguarda tutti coloro che, almeno una volta nella vita (si spera in realtà molte volte), sono entrati o entreranno in una biblioteca pubblica. 
 
Chi ha qualche anno in più se lo può ricordare, com'erano le biblioteche. Luoghi del sapere austeri e un po' polverosi, con i libri sepolti in qualche magazzino e consultabili solo dopo lunghe procedure. Luoghi di silenzio, consacrati a uno studio che non ammetteva distrazioni. Ma confrontiamo la Marucelliana o la Nazionale di un tempo con le nuove splendide biblioteche nate in questi anni – le Oblate a Firenze, la San Giorgio a Pistoia, la Lazzerini a Prato e tante altre ancora, magari in preriferia o in centri minori: sono luoghi aperti, amichevoli, animatori di cultura viva e socialità.
 
"Cos'è una biblioteca? È evidente che sono molto diverse da quello che erano nel passato e che di conseguenza anche al bibliotecario oggi si chiedono cose assai diverse – spiega Chiaretta Silla, dirigente del settore Biblioteche, archivi e istituzioni culturali della Regione Toscana – Oggi non si tratta più solo di catalogare e custodire, ma di dare informazioni, magari anche ai bambini in età prescolare o a utenti di altre nazionalità, di organizzare servizi, di fare accoglienza. La Crocetti è un supporto per tutto questo ed è una struttura preziosa anche per gli scenari del futuro. Cosa succederà per esempio con gli ebook? La risposta è complicata, ma certamente continueremo ad avere bisogno di qualcuno che organizzi il sapere".
 
Per bibliotecari e non solo
 
La Crocetti guarda ai bibliotecari di oggi, ma anche ai bibliotecari di domani, per un lavoro che, a differenza di altri percorsi professionali in campo culturale, almeno in Toscana in questi anni ha mantenuto sostanzialmente i livelli occupazionali (anche con la diminuzione dei dipendenti pubblici e il corrispettivo aumento del lavoro in appalto). Suoi utenti sono senz'altro anche gli studenti e in particolare gli studenti universitari. Tanto più ora che – novità recente – la Biblioteca si è trasferita nell'ex convento di piazza Brunelleschi che per tutti i fiorentini è ancora la sede di Lettere. In realtà in questi anni la didattica ha progressivamente abbandonato questa struttura e si sta lavorando a un progetto particolarmente ambizioso, la realizzazione di una grande biblioteca che riunisca le più diverse articolazioni del sapere umanistico. 
 
Ci vorrà tempo perché questo progetto possa arrivare a compimento, grazie anche ai fondi comunitari. Ma quando lo sarà la Crocetti ne sarà parte importante. "Quando la Regione ci ha fatto la proposta di trasferimento della Crocetti l'abbiamo accolta con molto favore – sottolinea Giulia Maraviglia, dirigente del servizio bibliotecario dell'Università – La Crocetti è una struttura di interesse per l'offerta didattica, ma anche aperta al territorio. Se oggi la Crocetti è qui lo dobbiamo a una sinergia importante tra istituzioni e università, qualcosa di unico a livello nazionale".
 
Al servizio degli utenti. "La Crocetti - spiega Cecilia Ciatti, responsabile del settore che segue la ristutturazione della futura biblioteca umanistica – è una biblioteca specializzata che potenzia enormemente la nostra offerta e che consente a tutti i cittadini interessati un accesso diretto, anche attraverso l'accesso on line dei cataloghi". "Qui ci sono tutti i servizi di base, dalla consultazione al prestito anche interbibliotecario – spiega Lucia Briani, una delle bibliotecarie – E non dimentichiamo che questa è una biblioteca a scaffale aperto. Gli utenti possono spostarsi liberamente tra gli scaffali e prelevare i volumi che desiderano". Possono anche approfondire la ricerca bibliografica, magari per una tesi. Oppure servirsi di una delle 180 riviste di settore che la biblioteca riceve in abbonamento. Sperimentando insomma quei servizi e quelle relazioni che dovrebbero essere pratica comune di tutte le biblioteche. A partire proprio da qui. E dove, altrimenti, se non alla biblioteca dei bibliotecari?
 
Informazioni utili
  • La Biblioteca Crocetti ha sede in piazza Brunelleschi 4 ed è aperta il lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 17, il martedì dalle 12 alle 19.
  • La biblioteca riconosce i principi contenuti nel Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche e aderisce al Cobire: il Coordinamento delle biblioteche e delle strutture documentarie della Regione Toscana.
  • Dal gennaio 2014 il catalogo della Biblioteca è confluito nel Catalogo del Sistema bibliotecario dell'Università di Firenze.
  • Produce una newsletter con le informazioni relative alle attività della biblioteca e notizie su avvenimenti di interesse per il mondo delle biblioteche e degli archivi toscani 
 
 
 
 

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