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La Normale nell'ex fonderia di Follonica, agroalimentare e beni culturali per lo sviluppo del territorio

23 settembre 2017 | 14:17
Scritto da Walter Fortini
 


FOLLONICA (GR) - La Scuola Normale prende casa a Follonica. La vecchia fonderia dell'ex Ilva, la Fonderia 1, che produceva ghisa a ridosso del centro del borgo, abbandonata negli anni Sessanta e ristrutturata nel 2015 per farne uno spazio espositivo e fieristico, diventerà un polo dedicato all'agroalimentare, alla blue economy (ovvero uno sviluppo dell'economia verde) e ai beni culturali. Oggi c'è stata la firma dell'intesa tra Comune, Scuola e Regione. 

Il recupero dell'edificio è stato finanziato con 350 mila euro di contributi regionali, ma  pari quasi a 25 milioni è stato l'impegno complessivo negli anni sull'area, che conserva ancora memoria del suo passato ottocentesco: investimenti destinati al teatro e al museo del ferro,  all'ex ippodromo e all'area mercatale.

La scuola di eccellenza pisana sarà con i propri allievi e ricerctori a Follonica, nella FOnderia 1, già dai prossimi mesi, giusto il tempo di attrezzare (di nuovo con il contributo della Regione) le prime sale multimediali. Organizzerà corsi di orientamento per studenti e di aggiornamento per gli insegnanti, scuole estive ma ben fermo sarà soprattutto un impegno, come ha ribadito anche stamani il direttore della Normale, Vincenzo Barone: scambiare conoscenza a tutti i livelli, anche tra mondo accademico e mondo industriale. Per la Normale non è la prima sede fuori Pisa. La Scuola, da qualche tempo presente a Firenze e da ancor prima a Cortona, prosegue dunque la sua "politica di disseminazione"

La ricerca per sviluppo agricolo
"La presenza della Normale con i suoi laboratori – sottolinea il presidente della Toscana Rossi, oggi alla presentazione a Follonica delle attività  dei prossimi mesi, accompagnato dal sindaco Andrea  Benini  – sarà sicuramente un aiuto per lo sviluppo del territorio, che ha la sua vocazione nell'agricoltura e nell'agroalimentare ma anche nel turismo culturale. Insomma l'attività di ricerca della scuola ben risponde alla vocazione di questa parte di Toscana e l'Università può dare un contributo fondamentale". Con la tecnologia 4.0 prestata ai beni culturali ad esempio, ricorda il presidente, con la valorizzazione della presenza etrusca o delle tracce dell'uomo di Neanderthal ritrovate nella cava di La Pietra, su Roselle  "per cui la Regione – dice ancora Rossi – la Regione è a disposizione", e soprattutto  sul fronte agricolo e dei prodotti agroalimentari.

"Dobbiamo favorire questa vocazione agricola industriale della Toscana del Sud – ripete Rossi anche a margine dell'iniziativa – L'export dei  prodotti di qualità è in ascesa, mentre l'agricoltura estensiva segna il passo. In questi territori ci sono potenzialità uniche e straordinarie". "Dovremo investire sull'acqua – dice ancora Rossi – ma anche una strada che colleghi la Maremma dal nord al sud in sicurezza e senza soluzione di continuità è essenziale: di per sé non è foriera di sviluppo, ma lo aiuta quando il territorio ha potenzialità". "A noi – risponde Rossi alle domande di alcuni cronisti, a proposito della Tirrenica e l'addio all'autostrada – va bene anche una strada a quattro corsie in sicurezza  Dico solo che si faccia e che dopo che per quattro volte sono cambiati i progetti vorremmo avere certezze".

Periferia non vuol dire marginalità
L'accordo con la Normale prevede attività che interesseranno i prossimi cinque anni.  "Lo vediamo come una rinascita e un punto di ri-partenza" sottolinea il sindaco, mentre Rossi chiosa come  occorra combattere l'idea che c'è sviluppo solo nelle grandi concentrazioni urbane nel mondo. "Abbiamo invece bisogno di una Toscana, di un Paese e di un'Europa policentrica, per evitare congestionamenti o la marginalità di alcune zone" spiega il presidente.

Per portare la vita dentro il grande spazio dell'ex Ilva il lavoro non è concluso. Proseguirà. Fuori l'ex fonderia intanto, in un sabato mattina ancora estivo, si riempino di gente il parco centrale e i giardini davanti al Teatro Leopoldo che festeggia la terza stagione e davanti al bellissimo museo Magma, luoghi che periodicamente ospitano anche installazioni di arte contemporanea. Officina delle idee ma anche un esempio di rigenerazione urbana e sociale, con la simpatica e inaspettata presenza di una colonia di trentacinque adorabili felini, accuditi da volontari.   

"Non è la mia prima volta qui nell'area ex Ilva – conclude Rossi -  Sul progetto ho  vissuto anche lo scetticismo di qualcuno, ma oggi da luogo abbandonato che era è diventato uno spazio vivo. E questa è la conferma che  gli investimenti che si basano su buona progettualità  e la voglia anche di rischiare un po' possono dare risultati importanti".


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