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La sicurezza delle città non è solo ordine: a Firenze, guardando l'Europa

7 giugno 2019 | 14:54
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - Contrastare degrado e criminalità  e rendere le città più sicure necessita di studi, analisi e soprattutto di politiche integrate. Ben vengano dunque maggiori controlli e l'aiuto delle più moderne tecnologie, ma anche la rigenerazione di quartieri con il coinvolgimento di chi ci vive.  L'assessore alla sicurezza della Toscana, Vittorio Bugli, lo ha ricordato stamani nella seconda ed ultima giornata del meeting  sul'agenda urbana per l'Unione europea ospitato a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della giunta regionale.

"In tre anni la Regione ha distribuito contributi per quasi 3,5 mlioni per finanziare sistemi di videosorveglianza a livello locale" spiega Bugli. Ne hanno beneficiato 228 Comuni e 18 Unioni, 172 progetti in tutto. Con i PIU, i progetti di innovazione urbana, la Regione ha finanziato con i fondi Fesr 2014-200 otto diversi interventi di riqualificazione urbana  per altrettanti Comuni, con un contributo di quasi 44 milioni.

Ci sono poi  i progetti speciali sulla sicurezza: cinque finanziati con quasi seicentomila euro alla fine del 2016 (Livorno, Prato, Pisa, Firenze,Lucca) a cui si sono aggiunti poi l'Osmannoro (tra Firenze, Sesto e Campi Bisenzio), Montecatini Terme, Arezzo, Grosseto, Rosignano Marittimo e Poggibonsi. "Si tratta di esperienze vincenti di presidio e controllo di vicinato – spiega ancora l'assessore - , esempi di modalità per ‘aggredire' lo "sballo" notturno e rendere la movida vivibile, progetti di rivitalizzazione di centri storici e di quartieri degradati (il caso studio presentato ieri è stato Prato ndr)  con una diversa progettazione urbanistica ma anche attraverso animazione culturale e artistica".

E poi c'è il progetto dei vigili di prossimità, che si aggiunge alla formazione delle polizie locali. "Con tre milioni l'anno, per tre anni – conclude Bugli -, permetteremo a quindici comuni di assumere ottanta agenti, che lavoreranno nelle strade e nei quartieri più ‘delicati', punto di riferimento per cittadini e commercianti e deterrente per le persone poco oneste".  Le città che ne godranno sono Viareggio, Pisa, Firenze, Massa, Prato, Livorno, Lucca, Pistoia, Grosseto, Arezzo e poi ancora Campi Bisenzio, Pontedera, Sesto Fiorentino, Empoli e Piombino.

La Toscana è entrata a far parte del partenariato dell'Agenda urbana per l'Unione europea, per quanto riguarda la sicurezza delle città, alla fine del 2018. Quello di ieri e oggi in Toscana, dopo Parigi  e Nizza, è il terzo meeting dall'inizio dell'anno. Della rete fanno parte Nizza e Madrid, che ne sono i coordinatori, Torun in Polonia, Bruxelles in Belgio, Helksinky in Finlandia, la belga Mechelen, la città di Riga in Lettonia, la francese Lille, la Toscana appunto, l'Unione della Romagna Faentina, il ministero dei trasporti ceco e la Banca di investimenti europea.  

L'incontro di stamani è stato anche l'occasione per parlare di microurbanistica partecipata. Al tema ha accennato l'assessore Bugli. " I cittadini – spiega - individuano un progetto e le amministrazioni, assieme a loro, pensano a chi lo deve sviluppare e in che modo: un sistema pratico, che fa guadagnare in velocità, ma anche un modo per andare incontro ai bisogni veri dei cittadini". "Dall'Europa – ha concluso – cercheremo di capire in che modo possa finanziare questi progetti". 

 


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