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La tenuta di Suvignano sarà presto conferita alla collettività. Bugli: "Stavolta sono fiducioso"

11 dicembre 2017 | 15:15
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - Undici anni sono passati dal definitivo sequestro. Ma adesso finalmente ci siamo. "Nei prossimi mesi – annuncia l'assessore alla presidenza e alla legalità, Vittorio Bugli - la tenuta di Suvignano nei comuni di Monteroni d'Arbia e Murlo (in provincia di Siena ndr) sarà finalmente restituita alla collettività. E lo stesso succederà ad altri terreni e immobili confiscati alla criminalità organizzata".

La tenuta di Suvignano - poco più di settecento ettari, diciassette coloniche e 21 mila metri quadri tra immobili e magazzini, sequestrata una prima volta dal giudice Falcone nel 1983 e definitivamente nel 2007 con la condanna in giudicato dell'imprenditore Piazza - è un po' il simbolo dei beni confiscati in Toscana alla mafia, che assommano a circa quattrocentocinquanta particelle e quarantasei di aziende diffusi in una cinquantina di comuni.


L'azienda, dal 1993 in capo ad un amministratore giudiziario, ha avuto finora una gestione sostanzialmente conservativa. L'annuncio della suo prossimo conferimento, da tempo atteso e con un progetto pilota di agricoltura sociale già pronto da anni, arriva in apertura del convegno dedicato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione, alla presentazione del primo rapporto annuale sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana, affidato dalla giunta alla Normale di Pisa. C'era anche il ministro della giustizia, Andrea Orlando.


"Mi sono incontrato nei giorni scorsi con il prefetto Sodano, da alcuni mesi alla guida dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati, e stavolta sono fiducioso" commenta Bugli.


L'assessore si sofferma poi sugli obiettivi della ricerca affidata alla Normale, "prima tappa di un progetto e di un percorso almeno triennale ma che vorremmo proseguire anche oltre". Ogni anno sarà stilato un rapporto sulle infiltrazioni della criminalità organizzata ma anche sulla corruzione della pubblica amministrazione.


"Ci aiuterà - sottolinea - a formulare indicatori territoriali, a monitorare gli appalti come già facciamo con l'osservatorio istituito e ad individuare supporti e strumenti per l'organizzazione dei piani di prevenzione degli enti locali. Il progetto prevede anche la formazione degli amministratori pubblici, con un riferimento particolare alle ecomafie e agli ecoreati".


Cita Mattarella, l'assessore. "Il presidente della Repubblica – dice - ha di recente ripetuto come sconfiggere la corruzione sia tra i massimi impegni in questo momento in Italia e che per farlo serve il contributo di tutti, l'impegno dei cittadini e delle categorie economiche. Ebbene, in Toscana con questo progetto, siamo a fare questo". E anche le nuove tecnologie possono aiutare il lavoro delle magistrature e il rapporto tra tribunali, professionisti e cittadini. "Abbiamo realizzato applicazioni telematiche già messe a disposizione" annota Bugli.


All'iniziativa ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani. "Questo rapporto e questo progetto – rimarca – sono una testimonianza di impegno e un'opera importante di sensibilizzazione".

 


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