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Lonzi e Rari di Livorno, Regione e Provincia intervenute tempestivamente

14 febbraio 2018 | 17:45
Scritto da Chiara Bini
 


FIRENZE - Sgombrare il campo da eventuali equivoci che possono gettare ombre sul rigore e l'attenzione con cui sono state e sono tuttora gestite le attività di autorizzazione degli impianti Lonzi e Rari di Livorno. La Regione interviene sulla vicenda delle due aziende livornesi a seguito dell'uscita di articoli usciti sulla stampa locale.

Diffide e procedimenti amministrativi: sono questi gli strumenti con cui a Regione Toscana, e prima la Provincia di Livorno, hanno preso le dovute misure nei confronti della società Lonzi e della Rari in seguito alle violazioni riscontrate dai sopralluoghi Arpat e delle conseguenti sue segnalazioni.

Riguardo a Rari, la Regione ha riesaminato la nuova autorizzazione rilasciata dal 2014, esame che ha poi previsto la realizzazione di misure restrittive dell' attività e maggiori controlli oltre al contenimento delle emissioni prodotte dall'impianto.
Inoltre, sono state attivati procedimenti che hanno intimato al gestore il rispetto delle prescrizioni previste dalle autorizzazioni fino a arrivare alla diffida rispetto ai limiti emissivi prescritti dall'AIA rilasciata dalla Provincia di Livorno. La Rari dovrà realizzare un sistema supplementare di abbattimento delle sostanze organiche volatili entro questo febbraio . Qualora il gestore non provvedesse all'esecuzione degli interventi ordinati, l'autorizzazione AIA verrà sospesa.

Anche per quanto concerne la piattaforma Lonzi Metalli di via del Limone tutte le comunicazioni Arapt Livorno trasmsse alla Provincia di Livorno prima, e poi Regione Toscana, sono state oggetto di specifici provvedimenti amministrativi.  Già dal 2012 a seguito dell'incendio del luglio, la Provincia di Livorno intervenne con atto di sospensione dell'esercizio delle attività, e si riscontrano ulteriori provvedimenti di diffida sia nel 2014 sia nel 2015 a cui la società ha risposto positivamente con l'attuazione degli interventi imposti.

Inoltre, come per l'impianto Rari, anche la Piattaforma di Via del limone recentemente è stata oggetto di riesame dell'autorizzazione AIA avuta nel giugno 2014 anche in considerazione dei contributi di Arpat Livorno.

La Regione ha infine ritenuto di attivare il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale sulla piattaforma di Via del Limone con successivo riesame completo della sua autorizzazione, procedimento oggi ancora in corso, a ulteriore dimostrazione dell'attenzione che la stessa Regione Toscana sta riservando all'impianto gestito dalla società Lonzi.


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Tag: arpat

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