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Meeting diritti umani: cibo buono e per tutti, le testimonianze

10 dicembre 2014 | 14:44
Scritto da Paolo Ciampi
 


FIRENZE – Cibo giusto, cibo buono e pulito, cibo per tutti. E' su questo tema – così centrale per la giustizia e la convivenza nel mondo – che sul palcoscenico del Palamandela questa mattina si sono succeduti interventi e testimonianze.  Altrettante finestre su un modo che ancora non ha saputo affrontare e risolvere la questione della fame, nonostante lo sradicamento di questa piaga fosse l'obiettivo che la comunità internazionale si era proposta di raggiungere entro il 2015.

"Spesso si pensa che la fame sia un problema di chi nasce e muore povero – ha ricordato Vichi de Marchi del Programma alimentare mondiale – Questa è solo una parte della verità. La fame può essere anche il destino di chi non è povero, ma viene colpito da una guerra o da un terremoto, come in Siria o in Nicaragua". E se Vichi De Marchi conclude con una citazione di Mandela  - "L'istruzione è l'arma più potente che avete per cambiare il mondo" –, Francesco Mele di Slow Food propone l'evidenza delle cifre.

"Al mondo siamo sette miliardi e mezzo e produciamo cibo per 12 miliardi persone, eppure una persona su sette soffre la fame.  Ma la contraddizione più grande è che, secondo i dati della Fao, spendiamo 300 miliardi di dollari per disfarsi del cibo in discarica, otto volte di più di quanto spenderemmo per nutrire tutti". "Non bisogna salvare il mondo, ma avere un'idea del mondo. E questo significa cibo buono e pulito per tutti. Significa riconoscere il valore del lavoro dei contadini", conclude Mele.

E che questo non valga solo per terre lontane, ma sia una battaglia che investe tutti in prima persona, lo racconta Franco Diana, di Libera Terra. Un intervento, il suo, in rappresentanza di coloro che in Campania si stanno battendo contro gli avvelenamenti nella Terra dei Fuochi così come contro ogni pregiudizio. "Appartengo a una terra stuprata da patti scellerati con la criminalità organizzata, inquinata dai rifiuti di industrie di altre terre. Abbiamo imparato la forza della consapevolezza e della partecipazione e ora vi chiedo: non fatevi risucchiare dai luoghi comuni. Se rinascessi mille volte per mille volte vorrei appartenere alla mia terra, però sentirmi meno solo".

Infine Roberto Barbieri di Ofxam, che ha richiamato l'importanza dell'informazione nella battaglia per il cibo e illustrato la campagna "Behind the brands", sul ruolo delle più importanti multinazionali del cibo. "Pensate solo che le coltivazioni di zucchero coprono 31 milioni di ettari, una superficie grande quanto l'Italia. Sono terreni sottratti alla produzione di cibo, solo per bevande gassate che contengono ognuna sei cucchiaini di zucchero. In realtà però siete voi a scegliere. E a volte le nostre scelte non solo impediscono ad altri di scegliere, ma anche di godere dei loro diritti. E si può scegliere davvero solo se informati".


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