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Modifiche alla legge 1_2005, Marson fa il punto sullo stato dell'arte

25 giugno 2013 | 15:07
Scritto da Lorenza Pampaloni
 


FIRENZE - L'iter del lavoro di modifica alle legge 1/2005, avviato da tempo e proseguito con continuità se pure interrotto più volte dalla necessità di adeguamento a norme nazionali, è stato illustrato oggi al Consiglio dall'assessore Marson. "Un percorso – ha detto l'assessore - che è stato oggetto negli ultimi mesi di un approfondimento congiunto e meditato con le rappresentanze istituzionali e con le autonomie locali sui principi ispiratori e sui contenuti specifici della modifica in corso di elaborazione, così da pervenire a una condivisione di fondo dell'impostazione".

Tra gli elementi principali di innovazione rispetto alle procedure vigenti, pur rispettando l'impianto normativo originario, e attenendosi ovviamente ai principi costituzionali di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione, l'assessore Marson ha sottolineato "la proposta in base alla quale, all'esterno del territorio urbanizzato, i nuovi impegni di suolo siano consentiti solo dopo aver verificato, attraverso una apposita conferenza di pianificazione, la sostenibilità e applicato la perequazione territoriale a livello d'area vasta, e dove non sussistano alternative di riutilizzo di aree già urbanizzate puntualmente e preventivamente verificate".

"E' stato proposto – ha proseguito Marson - anche un riordino degli articoli dedicati alla partecipazione degli abitanti nei procedimenti di governo del territorio, prevedendo delle linee guida comuni a livello regionale per garantire prestazioni omogenee, adeguate alle diverse tipologie di atti, sull'intero territorio regionale".

Vengono esplicitate anche le disposizioni essenziali cui fare riferimento nella formazione degli atti di governo del territorio ai vari livelli, e nelle valutazioni di coerenza con la legge e i relativi regolamenti attuativi; disposizioni che disciplinano istituti essenziali della pianificazione (quali le disposizioni applicative del principio del riuso, la definizione di patrimonio territoriale e di invarianti, lo statuto, il dimensionamento, il territorio rurale, la qualità degli insediamenti).

Per quanto riguarda la Conferenza paritetica interistituzionale, che è e rimane l'unico strumento di competenza regionale per trattare eventuali conflitti fra enti che dovessero sorgere nell'esercizio delle diverse competenze istituzionali, si è proposta una doppia articolazione, tecnica e politica, per garantire una migliore organizzazione del lavoro. Si prevede altresì che, qualora la conferenza rilevi un contrasto, il soggetto che ha approvato l'atto sia tenuto ad adeguarsi alla pronuncia della conferenza (mentre oggi l'adeguamento è formalmente un atto volontario). Si prevede inoltre che la Regione sia messa in grado di valutare l'avvenuto adeguamento (ciò che oggi invece non è previsto).

"Quelle fin qui riportate – ha spiegato l'assessore - sono soltanto alcune esemplificazioni dei punti qualificanti la proposta di riforma della legge 1 che la giunta ritiene di essere in grado di trasmettere al Consiglio Regionale entro qualche settimana da oggi. La scelta cui come Giunta ci siamo finora attenuti, per rispettare lo Statuto regionale, è stata quella di approfondire e affinare la proposta in sede di concertazione istituzionale. Con la prossima trasmissione al Consiglio, dopo aver acquisito il parere formale dei tavoli di concertazione istituzionale e generale e la deliberazione da parte della giunta, contiamo ovviamente di poter esporre in modo più specifico e discutere in modo approfondito tutte le modifiche proposte all'articolato oggi vigente".

Una volta che la proposta di modifica sia stata trasmessa al Consiglio, "riteniamo anche che si possa finalmente promuovere una discussione più ampia che coinvolga pienamente la società toscana, e forse non soltanto questa, data la rilevanza innovativa che la legislazione toscana in materia di governo del territorio ha assunto negli ultimi vent'anni anche nel dibattito nazionale".


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