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Nel mondo con la Toscana nel cuore, tesoro e eredità di Mario Olla

13 aprile 2014 | 00:00
Scritto da Walter Fortini
 


"Tooscaana!". La Toscana che Boris, giovane cileno con un bisnonno di Scarperia, confessa che dal vero "è più bella che in foto". Pronto a tornare in Sudamerica, ma che dopo dieci mesi passati tra Firenze e Prato si sente più italiano.

"Toscaanaaa! Te quiero". Anzi. "Mi garba". La Toscana dove vorrebbero rimanere Maria Julia dall'Argentina, Carla dal Brasile ed anche Daniel dall'Australia, diciotto anni e già presidente dei giovani di Melbourne.

"Tooscaana! I like it".  La Toscana che sulla passeggiata di Viareggio, undici anni fa nel 2003, Jeff Trinci si mangiava con gli occhi, ben lontano dalla sua Portland, sorseggiando un gin lemon. Lui che era uno dei novantatre ragazzi, toscani nel sangue e nel cuore, arrivati dai cinque continenti per partecipare alla seconda conferenza mondiali dei giovani toscani nel mondo. Felici in mezzo a quelle stradine pittoresche di cui a molti avevano raccontato in famiglia. Felici di poter dire al nonno una volta tornati: "Ho visto la casa dove sei nato!". Cittadini del mondo già allora, ma legati alla terra da cui il babbo o la mamma, i nonni o i bisnonni sono partiti. E dove magari ancora vivevano e vivono cugini e zii. Toscani di là, che la domenica mangiano pasta, si riuniscono in famiglia e bevono il caffè proprio come i toscani di qua.

>>>A Buenos Aires colazione a base di cantucci di Prato

>>>Sognano l'Italia ma aiuteranno a far conoscere la Toscana

 

Una storia lunga due domeniche

Per raccontare questa storia, che poi tante storie diverse raccoglie, servirebbe ben più di una domenica. E infatti ne leggerete per almeno un paio. E' la storia dei toscani nel mondo. O meglio toscani "del" mondo, se volessimo sottolineare quella patria e quell'orizzonte ampio verso cui volgono lo sguardo, che è ben più grande del Paese che li ospita o della regione da cui discendono. Soprattutto lo è per i più giovani, su cui la Regione Toscana sta scommettendo. E' la storia di fili sfilacciati riannodati alla fine degli anni Settanta, quando non c'erano voli low cost e attraversare l'oceano (o più oceani), non era uno scherzo, almeno per il portafoglio. 

Una dozzina di giovani toscani nel mondo hanno trascorso fino a febbraio 2014 dieci mesi a Firenze. Altri quindici, più piccoli, sono stati un mese a Siena per allenare il loro italiano. Accade tutti gli anni. Accade a volte anche due volte l'anno. E quando questi ragazzi  pronunciano la parola "Toscana" e parlano della loro regione calcano le sillabe, le agguantano quasi che qualcosa gli possa sfuggire via e le riempiono di tutta l'aria che hanno nei polmoni.  Lo fanno prima di partire ed appena arrivati. Lo fanno, tra qualche lacrima ed abbraccio, nel giorno degli addii con la valigia già in mano, che sembra l'ultimo giorno di liceo.

Fu un sindaco della montagna pistoiese, Mario Olla, a tessere alla fine degli anni Settanta la tela che portò alla nascita della Consulta dei toscani all'estero e che li ha riportati qui. Fili fino a pochi anni fa tenuti assieme, prima del diffondersi prorompente di internet e dei social media, anche da un giornalino di carta scritto dai giornalisti della Regione e che provava a raccontare la Toscana di qua ai toscani di là o i toscani di un continente a quelli all'angolo opposto nel mondo

>>>La galassia dei toscani nel mondo

>>> Organismi più snelli per i toscani nel mondo

>>>La Toscana nel mondo

 

Europa

46,8%
(61.856)

America centro meridionale

35,4%
(47.405)

America settentrionale

8,3%
(11.071)

Asia

5,1%
(6.834)

Africa

2,6%
(3.465)

Oceania

2,4%
(3.229)

 

Da figurinai e braccianti a imprenditori e manager apprezzati

Per qualcuno magari sarà una sorpresa: non spesso si pensa alla Toscana come terra di emigrazione. E non molti sapranno che in Regione c'è un ufficio e un paio di funzionari (in passato anche di più) che si occupano dei toscani all'estero. Ma non pensate che si tratti (solo) di amarcord, voglia di essere una grande famiglia o sguardi volti al passato, di quando si partiva con la valigia di carta sopra un piroscafo. La storia che vi raccontiamo è anche (e sempre più) una scommessa: quella di creare una rete che aiuti a valorizzare, in un mondo ferito dalla crisi, prodotti e produzioni toscane. La Regione da almeno dieci anni riserva ai giovani metà del budget a disposizione per tutti i toscani all'estero. Non grandi cifre, sacrificate ulteriormente negli ultimi anni da tagli e spending review. Quest'anno sono 400mila euro per tutte le iniziative, quasi la metà del 2010. Moltiplicati fortunatamente da sinergie e tante voglia di fare. Puntando, negli ultimi tre anni, con sempre maggiore decisione sui giovani.

>>> www.toscaninelmondo.org | La Regione e i toscani nel mondo | Storie scritte | Video

Dalla Lunigiana i toscani – figurinai, camerieri, braccianti ed operai – emigrarono il secolo scorso soprattutto in Scozia e in Francia, i lucchesi scelsero la California, l'Argentina e il Brasile, gli elbani decisero di trasferirsi prevalentemente in Australia. In Sudamerica hanno costruito dal niente paesi e città: come Olivos in Argentina, centocinquanta anni festeggiati nel 2013. Le loro storie, le storie di ieri, storie di chi è partito per fame, per avventura o per motivi politici (talvolta per amore) e qualche volta è anche tornato, sono raccontate al Museo regionale dell'Emigrazione di Lusuolo, abbarbicato in un castello che dall'alto della collina domina la valle del Magra e il minuscolo borgo allungato appena sotto, fatto di una decina di case e una sola via. Un museo che vive anche on line.

Da figurinai o camerieri che erano quei toscani, i loro figli e nipoti sono spesso oghi diventati imprenditori e manager di successo, punti di riferimento delle comunità locali. Oppure musicisti e attori. Astor Piazzolla, l'argentino che ha rivoluzionato il tango, aveva origini toscane: la famiglia della mamma era di Massa Sassorosso, frazione di Villa Collemandina in provincia di Lucca. Anche Susan Sarandon, star americana del grande schermo, ha radici toscane: senesi per la precisione.

>>>Storie di emigrazione, nipoti che raccontano dei nonni

Le prime dodici destinazioni dei toscani all'estero

 

Paese di emigrazione

Toscani residenti

% su toscani
nel mondo

Argentina

17.988

13,4%

Brasile

14.646

10,9%

Svizzera

13.339

10%

Francia

11.906

8,9%

Regno Unito

9.547

7,1%

Usa

9.138

6,8%

Germania

8.462

6,3%

Spagna

5.361

4,0%

Belgio

5.016

3,7%

Israele

4.255

3,2%

Uruguay

3.842

2,9%

Australia

3.012

2,3%

 

 

Così nel mondo e in Italia

I numeri della Toscana non sono quelli di Campania e Calabria, della Sicilia o del Friuli. Ma anche la Toscana ha dato un contributo importante all'emigrazione italiana nel mondo. Se poco più di quattro milioni e 300 mila  sono gli italiani che vivono all'estero e sono iscritti all'Aire, che è la speciale anagrafe degli emigranti di tutto lo stivale, i toscani nel mondo all'inizio del 2013 (fonte MIgrantes) erano 133 mila. Non tantissimi, ma neppure pochi: il 3,6% dei residenti, esattamente come i lombardi. Una città come Pisa. E molti di più sarebbero considerando anche solo chi vanta discendenze lontane.

Certo altre regioni hanno percentuali assai più alte: in Molise chi è emigrato all'estero costituisce un quarto di tutti gli abitanti della regione, in Basilicata sono il 19,9%, in Calabria il 18.8%, in Sicilia il 13,7% e il 12,9% in Friuli Venezia Giulia.

La maggior parte degli italiani all'estero vive in Argentina e lo stesso vale per i toscani, che lì sfiorano i 18 mila (il 13,4% di tutti i toscani nel mondo). Poco meno della metà dei toscani all'estero (48,6%) sono donne. I più hanno le proprie origini nelle province di Lucca, Firenze, Livorno e Massa Carrara, che da sole contano i due terzi dei toscani nel mondo. Più di un terzo (39,3%) sono nati in Toscana, gli altri fuori dai confini nazionali. Una percentuale stavolta decisamente più alta di Calabria, Friuli o Puglia. E il motivo è presto spiegato: vuol dire che l'emigrazione, in Toscana, non è qualcosa poi così lontana nel tempo. Un fenomeno confinato nell'Ottocento e che poi non si più riproposto. Tutt'altro. A Lucca i toscani per nascita sono addirittura la metà (50,4%) tra gli emigrati e a Pistoia poco meno (il 46,4), segno di un flusso in uscita che è continuato anche di recente. Tant'è che può capitare di fermarsi in un bar e trovarti davanti a chi tranquillamente parla spagnolo con gli ospiti venuti da lontano.

Argentina prima meta dicevamo, per toscani e italiani. Non sempre però statistiche regionali e nazionali vanno d'accordo. Se la sequenza per la Toscana è Argentina, Brasile, Svizzera, Francia, Regno Unito e Stati Uniti e poi  - per rimanere alle prime dieci destinazioni – ancora Germania, Spagna, Belgio e Israele, per la media nazionale la Germania passa dal settimo al secondo posto, il Brasile (medaglia d'argento toscana) scivola al quinto, terza a quarta rimangono Svizzera e Francia. Il Belgio da nono diventa sesto e venticinquesimo Israele.

Non mancano poi i record. A Bagni di Lucca quattro residenti su dieci vivono all'estero, a Pontremoli uno su tre. I più numerosi sono i fiorentini, ma semplicemente perché è il Comune più popolato della Regione. Poco dietro ci sono livornesi e lucchesi, i più famosi forse tra i toscani nel mondo, quelli che per primi hanno dato vita ad una fitta rete di associazioni.

Comuni di emigrazione

 

Le percentuali
più alte ...

  Emigrati e residenti

Bagni di Lucca

40,7%
(2.526 su 6.207 abitanti)

Pontremoli

33,7%
(2.569 su 7.633)

Castelnuovo Garfagnana

17,4%

Coreglia Alteminelli

18,9%
(987 su 5.232)

Barga

15%
(1.516 su 10.125)

 

... e i numeri 
più grandi

 

Comuni

Residenti all'estero

Firenze

13.937

Livorno

11.033

Lucca

8.175

Capannori

4.390

Carrara

3.937

 

Un mondo è cambiato 

Le associazioni, appunto. In tutto il mondo sono più di cento, tra quelle dei 'grandi' e quelle dei giovani. Una distinzione che in futuro potrebbe anche essere superata.  Più di cento associazioni, soprattutto in America e Australia, oltre 13 mila iscritti e 558 famiglie coinvolte.  Praticamente ce ne sono in tutti i continenti: anche in Africa, dove sono tre (tutte in Sudafrica). La più vecchia è quella di Avvellaneda in Argentina, fondata nel 1927. La piu giovane nasce a Gerusalemme, due anni fa.  Manca in Asia, ma ne sta fiorendo  ora una in Cina grazie ai 'toscani temporaneamente all'estero', novità degli ultimi tre anni. All'inizio le associazioni dei toscani nel mondo sono nate infatti per mantenere contatti tra chi era uscito e che raramente tornava nella nostra regione. Poi questi toscani, emigrati, sono cresciuti. Sono nati figli e nipoti che sono diventati imprenditori, commercianti e mercanti: i toscani all'estero di seconda e terza generazione. A volte sono entrati nelle istituzioni dei paesi che li avevano accolti. 

Quindi  sono arrivati i toscani 'temporaneamente' all'estero, ultima espressione dei toscani nel mondo, figli di quella mobilità tipica dei tempi moderni: uno o due anni fuori dall'Italia, per lavoro o per studio, poi di nuovo a casa o in un'altra parte del mondo. Un mondo è cambiato in meno di quaranta anni e quei toscani sono entrati di recente a pieno titolo nelle strategie della Regione. Non ci saranno per loro aiuti per il rimpatrio, non ci saranno corsi, borse di studio e contributi alle associazioni. "Quel mondo di lavoratori, studenti e manager andava però intercettato" spiega il presidente vicario dei Toscani nel mondo, fiorentino ed avvocato di professione, da tre anni nella cabina di regia dell'assemblea dei toscani nel mondo e in fondo anche lui un po' toscano nel mondo, per il nonno emigrato in Brasile (e poi tornato) e i tredici anni trascorsi a lavorare a Cuba.   

Ma questa appunto è un'altra storia, che racconteremo meglio domenica prossima. Assieme a chi, dietro le quinte e negli uffici della Regione, ha coltivato negli ultimi dodici anni l'eredità di Mario Olla.  


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