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Parte da Santa Maria Novella il nono Treno della Memoria per Auschwitz

14 gennaio 2015 | 16:04
Scritto da Dario Rossi
 


FIRENZE – Parte per la nona volta, dal 19 al 23 gennaio prossimi in occasione del 70mo della Liberazione, il Treno della memoria per Auschwitz (#trenomemoria15), organizzato in collaborazione con il Museo della Deportazione e Resistenza di Prato, con tutte le Province, il Comune di Firenze e l'Ufficio scolastico della Toscana. Dal 2002 ad oggi, sul treno hanno viaggiato oltre 5500  studenti e circa 800 insegnanti, con questa edizione si supera la soglia dei 6mila studenti partecipanti. Quest'anno sono 500 gli studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, 51 gli studenti universitari dei tre atenei toscani, 75 gli insegnanti di 68 istituti secondari insieme a testimoni diretti della Shoah, alle delegazioni in rappresentanza di ebrei, deportati, partigiani e politici, militari internati, rom e sinti, omosessuali. Tutto l'universo di presunte diversità che il nazismo voleva cancellare dalla faccia della terra usando i campi di sterminio.

 
"Sono particolarmente orgoglioso quest'anno di partire ancora una volta con questo treno, cha la Regione è riuscita e spero riuscirà a mantenere grazie allo sforzo di tanti nonostante i tagli subiti ai bilanci – ha affermato il presidente Enrico Rossi presentando l'iniziativa insieme all'assessora alla cultura Sara Nocentini e ad Ugo Caffaz, da sempre anima di questa esperienza straordinaria – perché si tratta di una esperienza di cultura ed educazione particolarmente importante in questo momento segnato dai fatti di Parigi, dall'intolleranza e dal fondamentalismo che rialzano la testa per rivendicare al contrario i nostri sentimenti di libertà, eguaglianza e fraternità, di senso della democrazia e della convivenza civile come patrimonio comune".

Il viaggio, da quando il treno si svolge con scadenza biennale, è la conclusione di un percorso iniziato con la formazione degli insegnanti, attraverso la cosiddetta Summer School come quella svoltasi alla Certosa di Pontignano (Si) dello scorso agosto, che poi formano i loro studenti. L'esperienza è diventata un'opportunità ambita, un traguardo perseguito e atteso da insegnanti e studenti. Un vero e proprio viaggio di formazione che in moltissimi aspirano a compiere.

Ed è un'iniziativa che molto ha contribuito a creare in Toscana una memoria pubblica diffusa: è un progetto rivolto alla scuola, ma che coinvolge tutta la società. Dopo 13 anni questa esperienza è riconosciuta come un'esperienza esemplare. E la Toscana è ormai l'unica Regione che continua a sostenere un'iniziativa di tale natura in queste forme e dimensioni.Un bagaglio di esperienza che i giovani e meno giovani riporteranno dal viaggio e che servirà loro a capire perché oggi al centro delle posizioni xenofobe del nostro Paese ci sono gli immigrati ed i Rom, perché l' antisemitismo serpeggia ancora in Europa; li aiuterà a mettersi in guardia dalle derive dell' intolleranza, del fondamentalismo, del principio di gerarchia fra le persone, i generi, i popoli, le religioni.

Il prestigio dell'esperienza toscana è dovuta alla qualità della sue scelte. "Il Treno della memoria non è mai stata un'iniziativa episodica – ha asottolineato l'assessora Nocentini -, ma il risultato della continuità della politica sulla memoria, dell'importante investimento che la Toscana da anni ha prodotto in tale ambito". Quattro meeting contro il razzismo che hanno coinvolto negli ultimi anni più di 50mila studenti, due convegni internazionali, corsi di formazione che hanno coinvolto 800 insegnanti, decine di scuole. Una riflessione che ha coinvolto tutti i saperi ed i molteplici sguardi con cui è necessario pensare Auschwitz: la storia, la filosofia, la letteratura, l'arte. Un impegno che non ha conosciuto soste e si è confrontato con le esperienze più avanzate a livello internazionale.

Per questo la Toscana ha conquistato grande autorevolezza e credibilità, ed è considerata un'esperienza di eccellenza nel nostro paese ed oltre i confini nazionali. Non è un caso quindi che l'ANED, l'associazione nazionale dei deportati nei campi di sterminio, si sia rivolta proprio alla Toscana per ospitare il Memoriale italiano ad Auschwitz del Block 21, in cerca di un luogo dopo la chiusura al pubblico decisa dalla direzione del museo polacco nel 2011. La Toscana è orgogliosa di accogliere questa opera rappresentativa della memoria italiana della deportazione.

L'appuntamento è al binario 16 della stazione di Santa Maria Novella a Firenze lunedì 19. Toscana Notizie dedicherà sulla sua pagina, come ha già fatto nelle scorse edizioni, uno speciale che si articolerà in una cronaca diretta dal treno e dalla Polonia, in una presenza sui social media (#trenomemoria15), in contributi audiovisivi e radiofonici, attraverso interviste e racconti di testimoni presenti sul treno e non solo, gallerie fotografiche. Per conoscere l'esperienza è già disponibile l'ebook sull'edizione 2013 La Memoria tutto l'anno.


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