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Pietre di inciampo

19 gennaio 2017 | 12:23
Scritto da Walter Fortini
 


Nei giorni scorsi ne sono state installate più di una nelle città toscane, di pietre d'inciampo. Le stolperstein, incorporate nel selciato delle strade e ricoperte da una piastra di ottone, poste davanti alle ultime abitazioni delle vittime delle deportazioni. Tutto è partito nel 1995 da un'idea di un artista tedesco, Gunter Demnig; e da allora fino all'inizio dell'anno scorso se ne contavano più di 56 mila in tutta Europa.

Nei giorni scorsi sono state poste a Grosseto e a Livorno. Ad incastonarle è stato lo stesso Demnig. Una pietra su cui 'inciampare', per non dimenticare ciò che è stato. Per ricordare che il dramma ha colpito anche chi abitava nei nostri paesi, in Toscana.

E' lo stesso filo rosso che in questi giorni anima molti paesi e molte scuole, intente a recuperare la memoria  di chi fu deportato. Così si accingono a fare a San Casciano in Val di Pesa nel Chianti, ad esempio. Così hanno fatto i ragazzi del liceo classico di Cortona, con uno speciale su Renato Mariotti, compaesano deportato a Mauthausen, scomparso due anni fa.


 


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