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Rapporto sulla povertà, Saccardi: "In Toscana meglio che altrove ma la crisi colpisce anche da noi"

15 giugno 2017 | 16:31
Scritto da Marco Ceccarini
 


FIRENZE – La povertà è ormai un fenomeno sempre più complesso, multidimensionale, che purtroppo interessa strati decisamente più ampi della popolazione rispetto al passato, compresa la cosiddetta "fascia grigia" dei ceti medi impoveriti.

La considerazione emerge, con forza, dal rapporto sulla povertà in Toscana presentato oggi, giovedì 15 giugno, nell'auditorium di Santa Apollonia dall'assessorato al Diritto alla salute e al Welfare della Regione Toscana attraverso il proprio Osservatorio sociale regionale. Il report, contenuto nel volume "Le povertà in Toscana, primo rapporto anno 2017", è stato illustrato dall'assessore al Diritto alla salute, Stefania Saccardi, che assieme agli autori ha approfondito le varie tematiche con collegamenti sia allo scenario nazionale che al contesto regionale.

"Si tratta di un rapporto in cui sono state sistematizzate le conoscenze già disponibili e per il quale sono state realizzate indagini ed approfondimenti ad hoc", ha precisato la Saccardi. "Con questo rapporto si intende porre l'attenzione su un fenomeno che ormai non riguarda solo una parte circoscritta della popolazione, ma che, nel quadro di una difficile crisi economica, si estende a diverse categorie di cittadini in un processo di graduale normalizzazione". E ancora: "La Regione Toscana sta pensando a un piano complessivo contro la povertà".

Il rapporto si inserisce in un quadro generale caratterizzato da interessanti e convergenti processi trasformativi a tutti i livelli istituzionali, a partire dall'introduzione di strumenti di contrasto alla povertà come il sostegno all'inclusione attiva, o Sia, e il reddito di inclusione, Rei, sui quali propone una prima riflessione in Toscana.

"L'originalità del rapporto è dovuta agli approfondimenti tematici derivanti da ricerche specifiche, centrate sull'analisi di due aspetti emergenti quali l'avvio delle misure nazionali a contrasto della povertà Sia e Rei e il sistema di contrasto alla povertà alimentare", ha spiegato l'assessore. "Inoltre si è cercato di definire il fenomeno nel territorio toscano con gli indicatori disponibili, seppur coi limiti delle difficoltà metodologiche che continuano a persistere rispetto all'effettiva misurazione di un tema multidimesionale e in trasformazione quale è quello della povertà".

In un quadro caratterizzato da processi di impoverimento delle famiglie piuttosto aggressivi, la Toscana si trova comunque in una condizione migliore rispetto a quella della media delle altre regioni italiane, come evidenziato da pressoché tutti gli indicatori presi in esame.

"Stiamo un po' meglio degli altri ma non per questo si può dire che la situazione è eccellente", ha commentato l'assessore. "La crisi colpisce anche noi. Per questo mettiamo in campo azioni e progetti volti a combattere le diverse forme di povertà e disagio".

Nel corso del dibattito è stato evidenziato, a più riprese, che in Toscana si ha un 5 per cento di famiglie in povertà relativa, mentre la la media nazionale è del 10,4 per cento . La povertà assoluta, secondo i dati Istat, si ferma in Toscana al 3,2 mentre la media nazionale è di 6,8 per cento al 2015. L'area della povertà assoluta in Toscana è dunque stimabile a 53 mila famiglie ed a 119 mila persone, con una crescita della povertà su base familiare dal 2 per cento al 3,2% per quanto concerne il lasso di tempo dal 2008 al 2015, stima Irpet.

La crescita della povertà assoluta, in altre parole, è compensata da una tenuta dei livelli medi reddituali, delle reti familiari e della capacità di risposta del sistema territoriale alle principali forme di disagio sociale e vulnerabilità.

Tra i relatori intervenuti al convegno, con la dirigente regionale Paola Garvin, il direttore Emanuele Ranci Ortigosa dell'Istituto per la ricerca sociale, il viceministro Mario Giro, il delegato della Conferenza episcopale toscana Roberto Filippini, il delegato della Caritas della Toscana Alessandro Martini e il presidente del Banco alimentare toscano Leonardo Carrai.

 


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