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Referendum nel 2016 per il comune unico Castellina-Riparbella. Sì della giunta a proposta di legge

12 gennaio 2016 | 18:07
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - Per Capolona e Castiglion Fibocchi la giunta aveva detto sì all'inizio di dicembre ed oggi la commissione affari istituzionali del Consiglio regionale ha dato il suo via libera. Ma prima della fine dell'anno un'altra proposta di legge è stata scritta per due comuni toscani che hanno deciso di promettersi matrimonio e fondersi. Sono i comuni di Castellina marittima e Riparbella in provincia di Livorno. Il primo misura 45 chilometri quadrata e contava nel 2013 poco più di duemila abitanti. Il secondo è grande quasi 59 chilometri quadrati e di abitanti, nello stesso anno, ne aveva ancora meno: poco più di mille e seicento.

 

La giunta regionale ha recepito la richiesta arrivata dai due consigli comunali e avviato l'iter, che prevede il passaggio della proposta di legge ora in Consiglio regionale e un referendum consultivo ipotizzato per il 16 e 17 aprile 2016, tre settimane dopo Pasqua. I due comuni si unirebbe a partire dal 2017.

 

Non è il primo caso di amministrazioni comunali decise a fondersi. Dal 2012 ad oggi sono stati diciassette i referendum per eventuali fusioni che si sono svolti in Toscana. Otto hanno avuto un esito positivo, con i Comuni che in tutta la Toscana sono passati da 287 a 279. Altrettanti non sono passati. Per l'ultimo, quello dell'Abetone e Cutigliano che si è svolto il 29 e 30 novembre 2015, l'aula del Consiglio regionale deve ancora pronunciarsi ma la proposta di andare avanti - scegliendo di guardare al dato complessivo tra gli elettori di ambedue i comuni che si sono recati alle urne, dove i sì, nel complesso, sono la maggioranza – è stata votata oggi, a maggioranza, dalla commissione affari costituzionali.

 

Ogni Comune che si fonde può contare oggi in Toscana su 250 mila euro l'anno per cinque anni di
maggiori contributi regionali, fino ad un massimo di un milione di euro per fusione. A questi si aggiungono i finanziamenti dello Stato, che variano a seconda della popolazione e sono il 20 per cento, per dieci anni, dei trasferimenti erariali che gli stessi Comuni potevano vantare nel 2010.

 

I referendum precedenti

Il primo dei diciassette referendum che ci sono già stati è stato quello del 6-7 maggio 2012 in Casentino, che ha coinvolto tredici diversi comuni ma bocciò il comune unico. Il 21-22 aprile 2013 di referendum ce ne sono stati ben quattro: negli otto comuni dell'Elba vinsero i "no", mentre si sono fusi  Figline e Incisa, Castelfranco e Piandiscò, Fabbriche di Vallico e Vergemoli. Il 16 giugno 2013 è stata la volta di Castel San Niccolò e Montemignaio, dove i cittadini hanno detto che la fusione non era da farsi.

 

Altri nove referendum si sono svolti il 6-7 ottobre 2013. Nel pisano i cittadini di Peccioli e Capannoli bocciarono la fusione con Palaia, dove avevano prevalso i "sì", mentre sono diventati un comune unico Lari-Casciana Terme e Lorenza-Crespina.  Via libera anche al nuovo comune di Pratovecchio Stia e a quello di Scarperia e San Piero a Sieve nel Mugello, mentre un "no" è stato registrato per Suvereto e Campiglia e per la proposta di un comune unico di Villafranca e Bagnone. Saltata anche la fusione tra Aulla e Podenzana e Borgo a Mozzano e Pescaglia. Il penultimo referendum, prima di quello dell'Abetone e Cutigliano, si è tenuto il 26-27 ottobre 2014, con la nascita dal nuovo comune di Sillano Giuncugnano.

 


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