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Residenze artistico-teatrali, la Toscana racconta i suoi 'avamposti culturali'

7 novembre 2017 | 12:15
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - Un modello assolutamente da valorizzare: una ‘casa' offerta ad operatori e artisti che casa non hanno, in molti casi giovani artisti, e che diventa luogo di produzione, rappresentazione ma anche di formazione. Di più: uno snodo e punto di incontro tra arte e comunità, con benefici per entrambi, opportunità di crescita professionale ma anche civile e sociale.

"Sulle residenze artistiche abbiamo avviato un lavoro tre anni fa e vogliamo portarlo avanti" premette l'assessore alla cultura e vice presidente della giunta regionale toscana, Monica Barni. Le residenze artistiche sono, nei numeri toscani, qualcosa in effetti che nelle altre regioni non esiste: un'eccellenza, ‘avamposti culturali in tricea' di un lavoro che mette insieme qualità e prossimità. Ma sono anche una delle tante tessere capaci di garantire una diffusa accessibilità alla cultura, che è un po' il fil rouge, trasversale, dell'azione portata avanti dall'assessorato dall'inizio della legislatura.

All'incontro oggi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze  - gremita la sala Pegaso - assieme alla Regione e ai rappresentanti degli spazi teatrali ‘abitati'  c'erano anche l'Anci, l'associazione dei Comuni toscani, e tanti amministratori. Tutti riconfermano la volontà di proseguire nel progetto che ha dato finora buoni frutti. "Sulle battaglie culturali mi piacerebbe un fronte comune di tutte le forze politiche" rilancia Simone Gheri per i Comuni. "L'abitudine alla cultura si costruisce dal basso e lavorando sul territori" ricorda Barni.Di progetto innovativo e scommessa 'glocal' - "espressione di democrazia partecipativa", perchè non solo si producono spettacoli ma si fa anche animazione dei territori, con le comunità che le abitano - parla Renzo Boldrini, stamani nelle vesti di coordinatore della residenze artistiche toscane.

Numeri di successo e sostenibilità economica
L'iniziativa, mentre sta per partire l'ultima stagione del triennio 2016-2018, diventa così l'occasione per fare il punto e raccontarne i numeri: a partire dal volume d'affari complessivo e dalle risorse generate (5 milioni),  dalle produzioni in aumento e il pubblico anch'esso in crescita, e dalle risorse investite, più di 4,5 milioni di euro, la fetta più grossa dalla Regione (1 milione e 900 mila per ciascun anno dell'attuale triennio, distribuiti con un avviso pubblico) e una parte rilevante anche dai Comuni (950 mila).

Di residenze artistiche in Toscana ce ne sono ventitré, diciotto singole e cinque multiple, animate da trentatré imprese teatrali che agiscono quotidianamente in cinquantasette spazi teatrali in convenzione con quarantatré diversi comuni. Ce n'è uno almeno in quasi tutte le province toscane. Un cantiere in continua evoluzione, vario al suo interno, mai autoreferenziale e capace di rimare collegato alle altre parti del sistema dello spettacolo: dai teatri pubblici e privati alle fondazioni regionali. Un mondo abitato da soggetti diversi per generi e discipline, capace di influenzare i territori ed esserne influenzato, con reti di progetto e un sistema aperto e inclusivo.

Quando la vicinanza produce cultura
"La prossimità e la vicinanza con i cittadini e la comunità che abita i territori ne sono il tratto distintivo - annota l'assessore Barni, mentre ricorda il documento identitario siglato dagli operatori delle residenze nei mesi scorsi – e sono espresse al meglio da un progetto diffuso, così come lo sono la capacità di dare ‘sostanza' alle differenze vocazioni, non solo artistiche, che costituiscono il Dna delle loro diversità". "Per la comunità i benefici sono enormi - prosegue Barni -. Uno su tutti: il moltiplicarsi di eventi culturali ad ampio raggio". "Naturalmente il progetto – annota – rivolge l'attenzione alle giovani compagnie e o i gruppi emergenti". Quindici residenze hanno dato opportunità di residenza ad oltre trenta compagnie e tredici (con 63 spettacoli programmati) hanno ospitato giovani compagnie.

Spettacoli e spettatori
I risultati sono incoraggianti. L'anno scorso, nel 2016, le residenze toscane hanno programmato autonomamente 1618, oltre l'11 per cento in più del 2015, e 127.049 sono state le presenze, con un aumento di più del 20 per cento. Ci sono stati anche altri 126 spettacoli che le residenze hanno programmato nei loro teatri in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana. Sempre nel 2016 sono state inoltre organizzate 6242 giornate di laboratorio e attività d'incontro, formazione, promozione e diffusione delle culture teatrali ed altre 2.094 in cui i teatri si sono trasformati in una casa per il lavoro fra artisti e pubblico ospitando da tutta Italia e dall'estero artisti in residenze. Di più: sempre nel 2016 grazie alle residenze e la loro attività anche ‘ nomade' la produzione ‘made in Toscana' ha esportato in Italia e all'estero 2.190 aperture di sipario a cui hanno assistito 221.367 spettatori. Un ‘attività che complessivamente ha visto impegnate 1.114 persone tra artisti, personale amministrativo e tecnici, cumulando ben 42.782 giornate lavorative e diventando dunque anche occasione di sviluppo economico.

Dunque avanti così. "Questi luoghi (ed altri) disseminati sull'intero territorio regionale costituiscono una grande ricchezza – spiega l'assessore – In quei comuni e in quelle frazioni dove il teatro svolge una funzione attiva ed abitata, le comunità si riconoscono e dialogano con lo spazio che viene a farsi 'casa' e abitudine alla frequentazione dell'offerta culturale". Qualcosa che si è consolidato ed è cresciuto con l'avvio del secondo triennio del progetto Residenze.

"Il teatro si è rivelato ancora una volta un utile strumento per aggregare e contaminare, anche dal punto di vista dei linguaggi e delle lingue, altre realtà" sottolinea Barni, pensando anche alle tante comunità multietniche presenti nei territori. Quanto al futuro, prova a tracciare una rotta lungo cui costruire un sistema culturale in cui teatri, scuole, musei, biblioteche e ogni altro soggetto attivo possano davvero offrire un percorso per un rinnovamento del rapporto tra arti e cittadini. Rinnovare la scena insomma. Ed ampliare e diversificare i pubblici. Con un'accortezza ben evidenza: mettere al centro sempre il cittadino.

Visto dalla platea
Dalla  parte opposta al palco racconta la sua esperienza proprio una spettatrice, Vittoriana Francini di Arezzo, membra del gruppo "Spettatori erranti". "Tutto è nato da un volantino, quattro anni fa, ed ho scoperto il teatro -  ricorda -: la bellezza del teatro visto dall'interno, fatto di incontri e dialoghi con gli artisti prima e dopo la rappresentazione, la bellezza dei tanti spazi teatrali dei comuni della provincia che neppure sapevo che esistessero".  
Come "spettatori erranti" vanno insieme a teatro e calato il sipario, in auto tornando a casa, iniziano i dibattito e le discussioni su quanto visto. Un esercizio di pensiero critico, con anche tanti giovani che si sono avvicinati ultimamente al gruppo.


I trentatré titolari delle residenze toscane

  • Giallo Mare Minimal Teatro
  • Accademia Amiata Mutamenti
  • ALDES Associazione lucchese danza e spettacolo
  • Archetipo
  • Armunia – Festival Costa degli Etruschi
  • Attodue
  • Bubamara Teatro
  • CapoTrave
  • Catalyst
  • Chille de la Balanza
  • Company Blu
  • Consorzio Coreografi Danza d'Autore CON.COR.DA
  • Diesis Teatrango
  • Elsinor
  • Kanterstrasse
  • Katzenmache
  • Kinkaleri
  • Il Teatro delle Donne – Centro nazionale di drammaturgia
  • Laboratori permanenti
  • Murmuris
  • NATA Nuova Accademia del Teatro d'Arte
  • Officine della Cultura
  • Officine Papage
  • Pilar Ternera
  • Sosta Palmizi
  • Straligut Teatro
  • Teatro Buti
  • Teatrino dei Fondi
  • Teatri d'Imbarco
  • Teatro della Limonaia
  • Teatro Popolare d'Arte
  • Teatro Stabile di Anghiari
  • Versiliadanza
     

I comuni coinvolti nel progetto delle residenze artistiche

  • 12 in provincia di Arezzo: Arezzo, Sansepolcro, Monte San Savino, Lucignano, Castiglion fiorentino Bucine, Montevarchi, Bibbiena, Terranuova Bracciolini, Loro Ciuffenna, Anghiari, Cortona.
  • 7 nella città metropolitana di Firenze: Firenze, Bagno a Ripoli, Barberino del Mugello,Vicchio, Sesto Fiorentino, Calenzano, Lastra a Signa.
  • 4 nel comprensorio Empolese Valdelsa: Empoli (FI), Santa Croce sull'Arno (PI), Castelfiorentino (FI), Vinci (FI).
  • 5 in provincia di Grosseto: Cinigiano, Castel del Piano, Roccastrada, Castiglion della Pescaia, Gavorrano.
  • 3 in provincia di Livorno: Livorno, Castiglioncello, Rosignano Marittimo.
  • 2 in provincia di Lucca: Lucca, Porcari.
  • 7 in provincia di Pisa: Pisa, San Miniato, Capannoli, Fucecchio, Buti, Pomarance, Monterotondo Marittimo.
  • 1 a Prato: Prato.
  • 2 in provincia di Siena: Siena, Monteroni d'Arbia.

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