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Riflessi condizionati

27 gennaio 2017 | 12:00
Scritto da Walter Fortini
 


La memoria si trascina dietro, a volte, anche sensazioni fisiche. Per molti anni. La memoria si compone così di odori, suoni e lampi capaci di riportarti indietro di settanta anni. All'improvviso.

Primo Levi raccontava nel 1982 – in un viaggio della memoria organizzato dalla Provincia di Firenze, in pullman – che l'odore di malto tostato e carbone che si spande nell'aria gli ricordava il lager. Subito l'aveva percepito, appena ritornato in Polonia, da chimico con l'olfatto allenato come tutti i chimici. È lo stesso odore che pervade Cracovia anche oggi. La lingua no: quello sciorinare di parole irte di consonanti e cupe che è il polacco non l'aveva agitato all'inizio, salvo poi quando il linguaggio si fece più greve, in un ascensore con quattro polacchi un po' alticci. Allora sì che assomigliava agli insulti  e improperi di alcuni kapò. Anche i luoghi e i villaggi vissuti quaranta anni prima lasciavano Primo Levi indifferente. Ogni qual volta vedeva un treno merci però qualcosa si muoveva dentro. 

A Kitty Braun fanno paura, ancora oggi, le stazioni di notte: lei, fiorentina d'adozione, che è un'altra bambina sopravvissuta ai lager.  "Quelle luci e quei rumori – ha detto una volta - mi rammentano ancora la prima fuga da Fiume". Non sopporta più neppure l'odore della barbabietola e delle barbine rosse, come la zuppa che veniva servita al campo tutti i giorni. 

Una delle sorelline Bucci, bimbe dai capelli bianchi sfuggite a Birkenau, da allora non riesce a smettere di aver paura dei cani. Tatiana racconta di un aneddoto, una volta in vacanza sulle Alpi. Mai aveva avuto problemi a risentire parlare tedesco, a differenza della cugina Kitty che si è ritrovata pure una nuora tedesca. Ma quando sulla neve un gruppo di giovani si mise a cantare in fila come in una marcetta militare, dovette proprio scappare via.  

E poi l'odore dei pidocchi e della carne bruciata. "Quando molti anni dopo ho assistito alla cremazione di mia suocero a Firenze – racconta - quell'odore del forno crematorio mi ha di nuovo riportato indietro nel tempo". 


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Tag: parole