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Rossi a Niccioleta ricorda la strage dei minatori: "La Resistenza non si archivia"

9 giugno 2019 | 09:53
Scritto da Barbara Cremoncini
 


FIRENZE - Furono 83 i minatori fucilati all'alba del 14 giugno 1944 dopo il rastrellamento avvenuto, il giorno prima, nella piccola frazione di Niccioleta, un paese di minatori nel Comune di Massa Marittima che era stato poche ore prima teatro di azioni partigiane. La rappresaglia, durissima, si concluse con una strage. Quasi tutti gli uomini furono fatti prigionieri e quindi uccisi da raffiche di mitra. Solo in pochi riuscirono a salvarsi: 21 giovani furono trasportati a Firenze e da lì deportati in Germania, mentre quattro riuscirono a fuggire. Soltanto i più anziani, circa cinquanta persone, furono liberati e poterono ritornare al paese.

Oggi, 75 anni dopo la strage, come ogni anno, Niccioleta ricorda.

Alla manifestazione organizzata, domani, domenica 9 giugno, dal Comune di Massa Marittima insieme all'Anpi parteciperà anche il presidente della Regione Enrico Rossi.

"La strage di Niccioleta - commenta il presidente Rossi - fu uno dei primi massacri di popolazione civile compiuti in Toscana dai soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Un dramma che resta tuttora impresso nella memoria di questi luoghi, come ho ricordato anche nel corso della mia recente visita per la commemorazione dei morti nell'incidente in miniera, nel 1954, a Ribolla. La miniera, protagonista della vita economica e sociale di queste zone, è il filo conduttore delle lotte per la liberazione del paese dal giogo nazifascista e poi, dal dopoguerra, delle lotte sindacali per l'occupazione e i diritti dei lavoratori".
Un intreccio che il presidente, con la sua presenza alla commemorazione di domani nel cuore del parco minerario, vuole sottolineare e ricordare "in un momento in cui il valore di questa memoria è sempre più spesso messo in discussione. Contro ogni negazionismo e riduzionismo dobbiamo rinnovare il ricordo dei luoghi, dei nomi dei caduti e dei deportati, dei partigiani che hanno liberato le nostre terre".

Coltivare la memoria è l'imperativo che sta dietro alla realizzazioni di musei e archivi, cui la Regione Toscana ha dato il suo contributo. E' il caso anche del Centro di documentazione delle Colline Metallifere realizzato a Niccioleta nell'ambito di un progetto di riqualificazione voluto dal Comune di Massa Marittima (finanziato oltre che dalla Regione, da ministero, ente parco, Ue e Fondazione Monte Paschi), per raccontare e fissare nella memoria la storia e la vita economica e sociale di queste zone.

"Bisogna ricordare – afferma Rossi – a maggior ragione in momenti come l'attuale, in cui da più parti si vorrebbe sdoganare o normalizzare il ricordo del fascismo. E con questo anche il terribile capitolo delle leggi razziali italiane. Anche stavolta si impone l'esercizio della memoria. Con un altro esempio toscano: Livorno. Prima delle leggi razziali e della seconda guerra mondiale, contava una comunità di 20 mila ebrei. Oggi la comunità ebraica si attesta intorno a 700 persone. Sono numeri che ci danno la misura dell'immensa perdita umana e civile, della dispersione di una comunità e di una cultura, a cui quelle sciagurate vicende hanno condotto".

A chi sostiene che fascismo e antifascismo appartengano al passato e che la Resistenza è un capitolo archiviabile della nostra storia, Rossi e la Regione Toscana rispondono con il ricordo dei morti di Niccioleta, come di quelli delle oltre 4 mila vittime civili di tutti gli altri eccidi nazifascisti, degli ebrei deportati e poi uccisi nei campi di sterminio, dei civili e dei partigiani morti in montagna e nelle città.

"Su questo - avverte il presidente – non ci stancheremo di chiamare a raccolta i cittadini, le  istituzioni, le associazioni, gli intellettuali, il mondo della scuola, invitando tutti ad impegnarsi per ricordare e tramandare la memoria di questi episodi".

Il programma di domani

Dopo la messa nella Chiesa del paese, la manifestazione si aprirà alle 10.30 con il saluto del sindaco Marcello Giuntini cui seguiranno, oltre a quello di Enrico Rossi, interventi di Natalia Cangi direttore della Fondazione Archivio diaristico Pieve Santo Stefano, dello storico Marco Borghi direttore Istituto storico della resistenza di Venezia.
Fra un intervento a l'altro verranno lette poesie di Francesca Montomoli.
La manifestazione proseguirà alle 12 con la deposizione della corona al cippo alla memoria dei martiri di Niccioleta, pranzo sociale e, nel pomeriggio, il coro dei minatori di Santa Fiora. 

 


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