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Rossi al Corriere Fiorentino: 'Pedaggi con benzina low cost. Italia retroguardia d'Europa'

23 gennaio 2011 | 11:23
Scritto da Redazione
 


FIRENZE - Intervista a Enrico Rossi di Mauro Bonciani per il Corriere Fiorentino di oggi.

Due giorni dopo l'incontro a Roma con il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, il presidente della Toscana fa il punto su strade, pedaggi e non solo. «Lo Stato deve fare la propria parte — dice Enrico Rossi — ma i finanziamenti pubblici non possono bastare. E allora i pedaggi servono per gli investimenti. E voglio tempi certi sui cantieri o farò altre class action» . Pedaggi sì ma con giudizio. «Ho scritto a Matteoli perchè sulla Firenze-Siena il ticket parta dopo i lavori e i pendolari saranno tutelati» . Per ridurre l'impatto sui cittadini del pedaggio, il governatore pensa a distributori di benzina low cost mentre boccia la tassa di soggiorno: «Meglio — sottolinea — ridiscutere di Ici-Imu» . Rossi ribadisce che l'integrazione delle società degli aeroporti di Firenze e Pisa si farà e punta su innovazione e giovani per far ripartire l'economia.

«È sabato, sono le una, e siamo qui in coda, insieme a tutti gli altri» . Enrico Rossi, presidente della Toscana, risponde al telefonino mentre è sulla Fi-Pi-Li, di ritorno dal primo congresso regionale di Sinistra Ecologia e Libertà. E parla di strade e pedaggi. Di economia e lavoro. Di politica e alleanze.

Governatore, così per avere l'Autopalio sicura e la Fi-Pi-Li meno congestionata dovremo pagare il pedaggio...

«Con il ministro delle infrastrutture Matteoli abbiamo varato un tavolo sulle infrastrutture che entro l'anno, se il governo avrà senso di responsabiltià, chiuderà tutte le questioni, anche la Grosseto-Siena e la Grosseto Fano. Se non ci muoviamo tra dieci anni Fi-Pi-Li — che ha un incremento annuo di traffico del 3,5%— sarà alla paralisi, e la Firenze-Siena rischia di non farci neppure sfruttare l'occasione di Siena capitale europea della cultura, candidatura che ha il mio pieno appoggio. È chiaro che tutto con i soldi pubblici non si può fare e che serve il pedaggio: non come forma di incassi per lo Stato o i gestori, ma come introito per adeguare le infrastrutture. Ed anche il project financing è fondamentale per la nostra modernizzazione. Così come gli impegni di Autostrade».

Cioè?

«Il cantiere della terza corsia fiorentina, lungo dieci anni, è uno scandalo. Presto firmeremo un protocolo con Autostrade, con impegni e tempi certi da parte loro e l'impegno nostro a rilasciare i permessi in sei mesi, per la terza corsia sulla Firenze Mare fino a Montecatini, per i lavori tra Barberino e Firenze Nord, per la terza corsia tra Firenze Sud Incisa. E se non rispetteranno gli accordi, mi metterò io di traverso alla strada, promuoverò altre class action per chiedere i danni» .

Il Primo maggio scatterà il pedaggio sull'Autopalio: è giusto?

«Ho scritto ieri (venerdi, ndr) a Matteoli evidenziando come il pagamento debba partire dopo i lavori, non prima, ma il Primo maggio è un termine già fissato dal decreto governativo e temo ci sia poco da fare. Fanno bene sindaci ed i presidenti della Province di Firenze e Siena a protestare. Ed è assurdo che i fondi vadano al ministero, come accadrà da maggio, e non per gli interventi sulla strada».

Si discute di sconti per residenti e pendolari, lei cosa ne pensa?

«I pendolari non possono essere penalizzati in un momento difficile come questo per l'economia, e io mi impegno perché siano tutelati. Questo vale per la Tirrenica, per la Fi-Pi-li e per la Firenze-Siena» .

A proposito di economia, i dati Istat dicono che la Toscana va piano, ben più piano delle regioni di punta...

«Non è così. Irpet ci dice che dal 2000 al 2010 il tasso di crescita toscano è uguale a quello della media italiana, non molto diverso da quello del Nord. Piuttosto è il Paese che rischia uno scivolamento verso posizioni di retroguardia. Noi abbiamo varato una finanziaria regionale rigorosa, tagliando i costi della "macchina"e della politica, ad esempio riducendo i Cda da 86 e 5, ma non a caso il documento di accordo con tutte le parte sociali che l'accompagna sottolinea la necessità di politiche governative per lo sviluppo e la redistribuzione della ricchezza, così da far ripartire i consumi interni» .

I dati Istat dicono anche che scivoliano verso le regioni del Sud.

«In Toscana ci sono eccellenze, industrie vive e vitali. Forse l'unico aspetto simile al Sud è stato una certa superfetazione della spesa pubblica. Ma grazie anche ai conti in pareggio della sanità, nonostante l'incidente della Asl di Massa che noi abbiamo scoperto, abbiamo Irpef ed Irap tra le più basse in Italia» .

Come si può accelerare lo sviluppo?

«Puntiamo sul manifatturiero, sull'export, sulle eccellenze. Stiamo per varare un finanziamento di 60 milioni finalizzato all'innovazione delle industrie di punta, e nel piano regionale di sviluppo punteremo su pochi progetti strategici per le industrie grandi e medie e per le reti di impresa. Tra due settimane, poi, presenteremo nei dettagli il piano giovani, già interamente finanziato» .

Ci sono novità sul piano giovani?

«Punterà su formazione, stage retribuiti, sul permettere l'autonomia dei nostri giovani. Le imprese stanno manifestando grande interesse per gli stage ed i tirocini. Certo non potremo risolvere tutto, ma dobbiamo passare da una logica di difesa e paura ad una di apertura e di sfida. I giovani e il loro dinamismo sono una risorsa fondamentale per la Toscana» .

Il lavoro è un problema: che fa la Regione?

«Siamo su tutte le crisi, ogni giorno, e in alcuni casi le soluzioni sono state positive. Continuiamo a seguire la Eaton a Massa e la Lucchini a Livorno, la Mabro a Grosseto l'Isi a Scandicci. E continueremo a lavorare con Fidi Toscana ed i Confidi per supportare il credito agli artigiani e alle piccole imprese» .

Sull'Isi non ritiene che siano stati fatti errori?

«Noi ci siamo sporcati le mani, non abbiamo lasciato soli i lavoratori, e chi fa a volte sbaglia. Ma lì, come per la Mabro, stiamo uscendo dal momento peggiore» .

Il sindaco Matteo Renzi ha detto che sta con Marchionne, lei che sta con gli operai: perché critica il manager Fiat?

«Marchionne ha usato un tratto più basato sulla compressione dei diritti che su un patto per il lavoro, con sacrifici in cambio di investimenti chiari. Io sto con gli operai, ma non ho come nemica l'impresa. In Toscana seguiamo il modello del dialogo e questo rapporto tra Regione e imprese sta dando risultati, crea un buon clima. Non sono per il modello Marchionne, ma per il modello-Volkswagen che è basato su un ruolo forte di Stato e parti sociali, l'esatto opposto di quanto accaduto per Mirafiori. Marchionne ha giocato una partita politica e il governo ha puntato sulla divisione dei sindacati. La sinistra italiana deve rimettere al centro il lavoro» .

Capitolo aeroporti. Molti apprezzano l'idea dell'integrazione tra le società che gesticono Pisa e Firenze, ma qualcuno frena.

«Basta parlare, noi stiamo lavorando. Dico solo che c'è qualche voce contraria a Pisa, ma tante favorevoli, anche in Fli ed Udc. Come Regione siamo garanti dello sviluppo sia del Vespucci che del Galilei, e non guardiamo alle beghe di campanile ma alla nascita del terzo polo aeroportuale italiano, il nostro» .

Federalismo: le piace come sta nascendo?

«No. E tutta questa fretta è un errore, serve solo alla Lega per farne un manifesto elettorale e andare alla secessione di fatto» .

Tassa di soggiorno sì o no?

«Capisco Renzi, ma non è la scelta migliore. Per le città turistiche è una buona fonte di incassi, ma città che hanno grandi poli industriali, infrastrutturali o di servizi e che sostengono i relativi costi, come fanno? La loro base imponibile è piccola e dalla tassa di soggiorno non incasseranno in euro. E attenzione che la tassa di soggiorno non freni il turismo. Si deve invece ripensare all'Ici-Imu, una tassa che esiste in tutta Europa» .

Per finire, le elezioni amministrative di primavera: a chi deve guardare il centrosinistra?

«Io vedo con favore il dialogo con l'Udc per rendere più ampi e forti le nostre maggioranze. Trovo molto interessante il confronto con loro» . Ma l'Udc fa parte del terzo polo. Significa alleanza anche con finiani e Api? «No, parlo solo dell'Udc. È il dialogo con questa forza che trovo interessante» .

di Mauro Bonciani per Il Corriere Fiorentino del 23 gennaio 2010


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