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Rossi e la Toscana che viaggia a ostacoli "Il governo ci aiuti"

6 giugno 2014 | 16:45
Scritto da Redazione
 


Pubblichiamo l'intervista di Mauro Bonciani al presidente Enrico Rossi apparsa oggi sul Corriere Fiorentino
 
***
 
«Condivido la diagnosi di una Toscana sofferente per il ritardo infrastrutturale, con problemi per spostarsi in auto, treno ed aereo. Per questo mi sono impegnato fin dal primo giorno della legislatura nell'estate 2010». Enrico Rossi, è nel suo studio di presidente della Toscana, al primo piano di Palazzo Strozzi Sacrati, con le finestre socchiuse e senza cravatta per combattere il gran caldo. Davanti un taccuino con gli appunti dell'emergenza infrastrutture. Una partita da almeno 7 miliardi di euro. 
 
Presidente lei si insediò denunciando il ritardo infrastrutturale della Regione: cosa è cambiato oggi? 
«Questo tema è stata ed è una priorità e siamo impegnati a superarlo. Noi abbiamo accelerato i tempi di rilascio dei permessi e delle valutazioni ambientali. Purtroppo siamo incappati nel rallentamento dell'economia causato dalla lunga crisi e nel rigido contenimento della spesa pubblica che ha molto frenato il nostro slancio». 
 
Una svolta è possibile? 
«A Roma prima abbiamo avuto la caotica fase dell'ultimo governo Berlusconi, poi il rigore senza sviluppo, che ascolta solo il rigore, di Monti: oggi ci sono condizioni diverse, ho costruito un ottimo rapporto sia col ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi che col sottosegretario Riccardo Nencini e ci sono le condizioni per una svolta. Per accelerare e non perdere altro tempo». 
 
E cosa chiede al governo? 
«Che ci aiuti a sbloccare la situazione e a far partire cantieri che sono importanti anche per rilanciare occupazione ed economia. Chiedo che faccia pressing su Società Autostrade, i cantieri per le terze corsie valgono 2 miliardi, e su Fs per sbloccare entro l'estate alcune partite importantissime: quella delle terze corsie, quella del collegamento ferroviario tra Lucca e Pistoia, il sotto attraversamento dell'alta velocità a Firenze e la Tirrenica. Parliamo di opere per almeno 4,5 miliardi di euro». 
 
Partiamo dalle strade: la peggiore è forse la Firenze-Siena. 
«Di sicuro l'appalto sui lavori che stanno interessando la strada è stato fatto molto, molto male, per usare un eufemismo, i cantieri sono troppo lunghi e si vedono pochi operai al lavoro: i cittadini hanno ragione da vendere ad essere arrabbiati. Io stesso ho chiamato più volte i vertici di Anas, la spa che gestisce l'Autopalio, per protestare. I lavori erano indispensabili e la buona notizia è che finiranno entro luglio».
 
Questione Tirrenica: a che punto siamo? 
«In base al nuovo accordo tra governo e Sat, la spa che deve realizzare gli interventi attesi da decenni, servono altri 270 milioni di euro per garantire l'equilibrio finanziario di un'opera da oltre 2 miliardi. E l'esecutivo deve intervenire e trovare queste risorse». 
 
Terze corsie autostradali: troppe lentezze? 
«Noi abbiamo rilasciato da tempo, nel 2013, tutti i permessi e le valutazioni ambientali, tutto ciò che è di nostra competenza. Sulla Barberino-Firenze Nord i lavori sono in corso e termineranno nel 2017; sulla Variante di Valico tutto è bloccato per l'inchiesta della magistratura sulle terre di scavo ma la questione si sta definendo e nel 2015 i lavori dovrebbero concludersi. Per le terze corsie tra Firenze Sud e Incisa e Incisa-Valdarno aspettiamo che Roma indichi la conferenze dei servizi; idem per la Firenze Mare da Firenze a Pistoia e per il nuovo assetto dello svincolo a Peretola che elimini il semaforo per entrare in autostrada, un "primato" che credo mondiale». 
 
Capitolo ferrovie, iniziamo dai suoi blitz sui treni dei pendolari: che voto dà al servizio ferroviario? 
«Non posso dare un voto sufficiente. Occorre rinnovare i treni, intervenire sui binari e sulla puntualità. Il tratto da Lucca a Firenze ha percorrenze di 80 minuti o 105 minuti per fare 78 km, tempi da treni di Leopoldo II. E la linea Tirrenica è stata abbandonata a se stessa: lo Stato aveva detto che i ticket dell'Alta Velocità dovevano servire anche per gli intercity ma invece è stato tutto speso per l'Alta Velocità». 
 
E quali sono le priorità sui binari? 
«Vogliamo chiarezza da Rfi e dal governo sui 450 milioni di euro necessari per raddoppiare i binari tra Lucca a Pistoia e queste risorse devono essere inserite nel nuovo accordo di programma tra governo e azienda. E i lavori del sotto attraversamento di Firenze, che valgono 1,5 miliardi, devono ripartire: sappiamo che il Cnr a Roma sta lavorando per fissare nuovi parametri sui livelli accettabili di alcune sostanze e sui controlli da fare durante i lavori così da dare risposte alle giuste domande poste dalla magistratura, ma occorre accelerare. Entro l'anno vogliamo capire cosa succede anche perché il sotto attraversamento permetterà di liberare binari di superficie per potenziare i collegamenti regionali. Infine come Regione abbiamo stanziato 35 milioni per eliminare 11 passaggi a livello e migliorare la viabilità relativa tra Pistoia e Montecatini e Rfi deve fare rapidamente i lavori, entro il 2014». 
 
A dicembre scade il contratto Regione-Trenitalia per il trasporto regionale e poi ci sarà una gara, come avete annunciato. 
«Faremo la gara e intanto arriveranno i nuovi treni diesel che destineremo alle cosidette tratte minori, mentre la Porrettana sarà riattivata a novembre, grazie anche ai 500.000 euro nostri, e nel 2015 saranno chiusi i lavori appena iniziati del raccordo ferroviario per il porto di Livorno su cui abbiamo investito 33 milioni, mentre 22 milioni sono andati al people mover tra la stazione di Pisa e l'aeroporto. E la questione del nuovo contatto con Rfi per noi è strettamente collegata alla Lucca-Pistoia». 
 
Resta la partita degli aeroporti: ha capito perché il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, continua con la linea dura ignorando gli appelli al dialogo e l'ordinanza del tribunale delle imprese che vi dà ragione sulla cessione delle azioni di Sat? 
«Non spetta a me interpretare Filippeschi. È certo che combatte contro la Regione. Ma se per qualche motivo non andasse in porto la strada delle cessione delle azioni, rimanendo in Sat col 5%, troveremo un'altra strada per ottenere lo stesso risultato, cioè la società unica degli aeroporti toscani che significa sviluppo per entrambi gli scali e la creazione del terzo sistema aeroportuale per importanza in Italia». 
 
Sarà comunque possibile riportare la questione a livello politico? 
«La discussione si trascina da anni e la politica ad un certo punto deve decidere. Noi abbiamo un importante socio privato industriale che può risolvere la questione della integrazione tra le due società, una pista nuova di Peretola di 2.000 metri come è nel Pit e Pisa non ha niente da temere. Qualcuno mi spieghi, dato che possiamo arrivare a 12 milioni di passeggeri come Toscana e Pisa non può averne più di 7 per la presenza dell'aeroporto militare, perché dovrei far sì che 2 o 3 milioni vadano ad altre regioni e non a Firenze che da 2 può arrivare a 4,5 milioni di passeggeri». 
 
La querelle aeroporti si chiuderà entro questa legislatura regionale, cioè entro la primavera 2015? 
«Io capisco i timori di tutti, di Firenze, Pisa, Prato ma bisogna decidere. E ribadisco a tutti che noi come Regione abbiamo comprato e venduto azioni di Sat e Adf con un solo obiettivo: arrivare alla società unica dei due scali che chiedo dal 2010 e che farà crescere la Toscana, dando risposta anche ad export, turismo e manifatturiero».

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