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Salone mondiale Turismo di città e siti Unesco dal 22 al 24 settembre a Siena

12 settembre 2017 | 15:54
Scritto da Federico Taverniti
 


FIRENZE – Il Complesso museale di Santa Maria della Scala a Siena si appresta ad ospitare, dal 22 al 24 settembre prossimi, il WTE 2017, World Tourism Event, ovvero il Salone mondiale del Turismo delle città e siti Patrimonio Unesco. L'evento, organizzato con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, del MIBACT, dell'Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, della Regione Toscana, del Comune di Siena e con il supporto di Enit e di Toscana Promozione Turistica, è stato presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati.

Sono intervenuti l'assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, il sindaco di Siena Bruno Valentini, il direttore di Toscana Promozione Turistica Alberto Peruzzini, il presidente dell'Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco Giacomo Bassi e il direttore del World Tourism Event Marco Citerbo.

Ciuoffo, nel ricordare che la Toscana possiede sette siti che fanno parte della lista dei sitiUnesco (quattro dei quali in provincia di Siena), ha spiegato che "l'appuntamento è un motivo di orgoglio per Siena e per la Toscana. Un momento di riflessione sul valore culturale e sul messaggio trasmesso dai siti Unesco e su questo riflettere per costruire politiche di valorizzazione ma anche per correggere il tiro rispetto alle scelte in atto. L'azione della Toscana è stata costruita per valorizzare l'offerta turistica con un'idea di fondo: qualificarla rispetto alla qualità. In Toscana ci sono tante eccellenze che si connotano per la bellezza paesaggistica: terme, montagna, costa, neve. Ma l'offerta culturale resta quella predominante ed è quella che spinge tanti visitatori a venire. In questo le nostre comunità locali rappresentano un elemento essenziale per tramandare un modo di vivere, un'identità".

Il boom di presenze turistiche degli ultimi due anni ha costretto chi amministra a rivedere politiche e scelte. "Appena due anni fa – ha aggiunto Ciuoffo - avevamo il problema opposto, dovevamo spingere a venire in Toscana. Adesso invece ci sono addirittura strutture che non sono in grado di restare chiuse per qualche giorno, per portare a termine lavori di ristrutturazione e manutenzione, perché sempre occupate. Per ovviare a questa nuova fase e alleggerire il peso su alcune realtà, specie le città d'arte, non riesco a pensare a numeri chiusi, a tornelli, o a strumenti del genere. La soluzione va costruita tutti insieme, trovando motivazioni per indurre il visitatore a vivere determinate suggestioni ed esperienze che determinati luoghi sono in grado di offrire".

Secondo alcuni dati indicati dal sindaco di Siena Bruno Valentini la pressione di Airbnb nel centro di Siena sarebbe del 4%, contro il 18% che interessa quello fiorentino. "Ad Airbnb -ha detto ancora Ciuoffo - abbiamo proposto di alleggerire la pressione nelle città d'arte e spostare l'attenzione sulle zone ‘periferiche' della regione, sui borghi, su altri luoghi suggestivi. Non possiamo permetterci di stravolgere il volto di tanti centri storici, relegarli a mangiatoie, a negozi di cianfrusaglie. Cosa che peraltro porterebbe ad esempio quello di Firenze a vedersi privato dei requisiti che chiede Unesco per il suo riconoscimento".

Il WTE di Siena sarà anche l'occasione per lanciare altre candidature a sito Unesco. "Come ad esempio la Via Francigena – ha proseguito l'assessore – che però ha un ambito non solo regionale ma transnazionale. E per avere questo riconoscimento occorrerà costruire una candidatura che abbia spessore internazionale. Oppure la Villa dell'Ambrogiana, l'ex Opg di Montelupo Fiorentino recentemente riaperto. Villa medicea che però, non essendo disponibile ed accessibile fino a poco fa, non è sito Unesco al pari delle dodici ville e due giardini medicei toscani. Per questa struttura si apre adesso un percorso di recupero, sistemazione e valorizzazione che impegnerà per diversi anni. Ci impegniamo, insieme al Demanio che ha aperto un concorso di idee per il suo pieno recupero ed utilizzo, a dotare la Toscana di un nuovo elemento della già ricca offerta culturale".


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