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San Francisco, Rossi: "Dalle Regioni una risposta ai nazionalismi in Europa"

1 febbraio 2019 | 16:47
Scritto da Redazione
 


SAN FRANCISCO - "Sono convinto che il ritorno ai nazionalismi sia molto pericoloso ma di fronte a questo le regioni possono dare una risposta chiara. La Regione è un governo che non tende a chiudersi in una dimensione nazionale. E' un governo che va d'accordo con l'Europa, la più grande conquista del secolo scorso". Ad affermarlo è stato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nel corso di 'L'Italia e l'Europa di fronte alla sfida della globalizzazione', dibattito ospitato dall'Istituto Italiano di Cultura di San Francisco cui ha partecipato lo scrittore Enrico Deaglio e moderato da Elisabetta Ghisini.

Il dibattito promosso dal Dipartimento di studi europei dell'Università di Berkeley è stato incentrato sui legami tra la crisi economica, politica e sociale che sta toccando l'Italia e l'avanzata dei populismi in tutto l'occidente. Si è trattato del primo evento di una serie di incontri di carattere socio-culturale che si terranno a San Francisco grazie all'iniziativa del Console Generale, Lorenzo Ortona, e della neodirettrice Annamaria Di Giorgio.

"Le regioni - ha dichiarato il Presidente Rossi davanti a un folto pubblico californiano - sono vicine ai cittadini, e questa prossimità le rende, rispetto ai problemi della rappresentanza, più adeguate a dare risposte, a capire i bisogni dei cittadini in una quadro dove gli stati nazionali perdono di capacità di influenza sui processi globali".

"L'idea dell'Europa dei popoli, della necessità di una maggiore democratizzazione è fondamentale. Ma l'Europa delle Regioni, delle città è un baluardo altrettanto importante. Perchè ha un suo linguaggio, che supera il sovranismo e gli egoismi nazionali". "Questione sociale, antisovranismo e un'Europa diversa sono temi che stanno insieme, e per la mia esperienza - ha proseguito Rossi - le Regioni in vario modo tendono a collocarsi su questo fronte".

Interrogato sulle prossime elezioni europee, il Presidente della Toscana ha definito l'appuntamento "epocale". "Sono in ballo - ha detto Rossi - questioni fondamentali che riguardano la civiltà europea come l'abbiamo provata a costruire dal dopoguerra in poi". "Negli ultimi anni - ha aggiunto - l'Europa è stata governata da un'intesa tra cristiano sociali e socialisti, larghe intese delle quali si possono dire tante cose negative, ma questa maggioranza può essere sostituita da un'altra che mette insieme sovranisti conservatori e destra del partito popolare. E se così fosse avremmo davanti 5 anni senz'altro di paralisi dei processi unitari e di blocco dell'Europa, ovvero un ritorno indietro alla chiusura nei confini nazionali".

Per il presidente della Toscana, l'Europa è "un esempio di globalizzazione ben riuscita" che si fonda su due gambe: il mercato unico e la convergenza tra paesi, ossia la Coesione economica, sociale e territoriale. "Se i populisti si alleassero con la destra del Ppe, questo equilibrio si romperebbe e proprio questa coesione verrebbe a mancare". Ha precisato il Presidente.

Enrico Deaglio ha ricordato il dibattito in corso negli Stati Uniti sulla opportunità di avere una sanità pubblica: "Dopo la Presidenza Obama, molta gente ha iniziato a chiedersi, è possibile avere una sanità pubblica senza aumentare le tasse? Prima era una domanda considerata fuori luogo, oggi se ne parla addirittura in Senato". Per il medico scrittore, "in America, la California è uno Stato paladino di questa battaglia, ma dovremmo sempre ricordare il ‘modello toscano' che ha dimostrato che non è vero che la sanità pubblica non sta nei costi perché se il servizio pubblico cambia e innova può anche arrivare a risparmiare".

Dal pubblico è stato sollevato anche il tema della immigrazione visto che la Regione Toscana ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto sicurezza del Governo. "Il Decreto di Salvini rende invisibili 80 mila persone e quindi rende le nostre competenze inattuabili", ha spiegato Rossi elencando i diritti definiti "samaritani", ovvero quelli strettamente legati alla dignità della persona umana: il diritto all'istruzione, all'assistenza sanitaria e sociale, ad avere un tetto, a ricevere una alimentazione minima. Su questo Deaglio ha precisato che anche "Ronald Reagan a fine mandato disse che l'immigrazione ha fatto dell'America un grande paese; una posizione molto lontana dalle attuali dichiarazioni dei Repubblicani americani che o stanno zitti o costruiscono muri".
           

 


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