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Sburocratizzare, nove modi per farlo. Consultazione online su Open Toscana

8 ottobre 2014 | 15:51
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - Semplificare e sburocratizzare. "Molto compete ai livelli nazionali – premette l'assessore ai sistemi informativi e alla partecipazione, Vittorio Bugli - , qualcosa anche alle amministrazioni territoriali e la Toscana si è mossa e non è stata con le mani in mano". Adesso la Regione ha deciso di fare un ulteriore passo in avanti: non solo prendere provvedimenti per alleggerire gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese (e i cittadini), ma innovare e semplificare il metodo con cui questi oneri sono individuati e risolti. In modo partecipato.

"Abbiamo iniziato a giugno, ascoltando e confrontandoci prima con le associazioni di categoria e poi con le imprese di tutti i settori – spiega l'assessore – Quindi abbiamo elaborato nove misure che sottoporremo ora ad una consultazione on line". La prima del genere. Il luogo dove dire la propria sarà la piattaforma Open Toscana, open.toscana.it, nella sezione dedicata alla partecipazione.

Le ricette? Uniformare ad esempio i modelli in uso nei vari Comuni per chiedere un permesso per costruire, l'avvio di una nuova attività o richiedere autorizzazioni per lo scarico o l'uso di acque reflue. Una piattaforma Suap regionale, linee interpretative comuni, digitalizzare le procedure il più possibile, un armadio digitale dove conservare le certificazioni delle imprese in modo da non richiederle ogni volta per ogni nuovo appalto o committente, condividere anche l'agenda dei controlli, creare un catasto unico degli impianti termici e norme più semplici per l'accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona.

L'iniziativa sarà presentata domani, giovedì 9 ottobre alle ore 16, presso la Loggia dei banchi a Pisa, in occasione della giornata di apertura dell'Internet festival. Un mese di tempo, dal 9 ottobre al 9 novembre, e in parallelo tre tavoli con prefetture, enti locali e direzioni regionali per stabilire tempi e azioni. Non un plebiscito, ma l'occasione anche per modificare le proposte o suggerirne altre.

"Se vogliamo essere efficaci dobbiamo cominciare a fare le riforme non per le imprese ma con le imprese - avverte Bugli - , perché dobbiamo dirlo con amarezza, in questo Paese capita spesso che provvedimenti nati per semplificare hanno l'effetto opposto. Un problema di merito ma anche di metodo". Da qui il cambio di approccio e di prospettiva: da una pubblica amministrazione "percepita solo come soggetto che impone vincoli e gabelle o tutt'al più macchina chiamata a produrre risposte dall'alto ad agente di cambiamento che faciliti connessioni, idee e soluzioni".

Semplificare la vita alle imprese serve in fondo a tutti, anche ai cittadini. Meno burocrazia può convincere imprese che vogliono investire ad ampliare la propria attività od altre a scegliere la Toscana per insediarsi.  


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