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Sicurezza idraulica, Rossi: "Andando avanti così in 10 anni situazione cambiata profondamente"

4 gennaio 2017 | 16:52
Scritto da Chiara Bini
 


FIRENZE – La svolta per la politica di sicurezza idrogeologica in Toscana è partita nel 2012. E i primi risultati importanti iniziano ad essere già evidenti. Il presidente Enrico Rossi, accompagnato agli assessori Federica Fratoni e Vincenzo Ceccarelli, ha voluto vederli di persona stamani durante il sopralluogo alle opere in corso lungo il bacino dell'Arno e del reticolo minore, in Val di Chiana e nel Valdarno.

"Con la visita di oggi inizia un giro per tutte le province toscane – ha detto Rossi - perché voglio rendermi conto con i miei occhi dello stato di avanzamento dei lavori. Abbiamo dato il via a un'opera di riforma importante su un punto delicatissimo che preme molto ai cittadini: l'assetto idrogeologico. Stiamo procedendo bene. Abbiamo riordinato il Genio civile perché occorre avere una bella squadra di tecnici che ringrazio per il lavoro che stanno facendo. Poi, c'è stata la riforma dei Consorzi di bonifica, passati da 26 a 6, che hanno l'obbligo della manutenzione. Il problema adesso è continuare su questa strada. Chiederemo per questo al governo che sia sbloccata la possibilità di fare investimenti. Il nostro obiettivo è spendere, e sottolineo spendere, 100 milioni l'anno. Se andiamo avanti così, nell'arco di una decina d'anni la situazione sarà cambiata profondamente e se ne vedono già i risultati".

Partito dal nuovo argine del torrente Esse di Foiano, il sopralluogo ha proseguito lungo il canale maestro della Chiana ad Arezzo, poi alla cassa di espansione di Castro dove è stato illustrato il progetto della nuova cassa di espansione della Bicchieraia. Per poi spostarsi e terminare a Figline, al cantiere della cassa di espansione di Pizziconi.

"Abbiamo visto gli interventi in Val di Chiana - ha continuato Rossi –, partiranno a breve altre due casse di esondazione che ridurranno molto il rischio sulla città di Arezzo. Poi abbiamo proseguito a Figline dove abbiamo completato la realizzazione del primo lotto della cassa di Pizziconi che prevede di trattenere 3 milioni e mezzo di metri cubi di acqua dell'Arno. Continueranno gli interventi per la realizzazione delle casse successive, la seconda e la terza, per un totale di capacità di captazione di 25 milioni di metri cubi. Siamo passati da Laterina dove c'è il progetto di innalzamento della diga di Levane e la costruzione di un argine a difesa dell'abitato stesso di Laterina. Se il governo di darà 25 milioni di euro, saremo in grado di far partire i lavori già da quest'anno. Questi interventi dovranno finire entro il 2020. Con il che avremmo la capacità di invasare 25 milioni di metri cubi di acqua a Figline e 12 milioni di metri cubi a Levane: il Valdarno inclusa Firenze avrebbero un contributo notevole in termini sicurezza" .

"Anche in questo caso la prevenzione è la soluzione migliore e la Regione è impegnata su questo fronte – ha detto l'assessore Vincenzo Ceccarelli - In un momento come questo, molto difficile per quanto riguarda le risorse, la Regione sta comunque investendo in infrastrutture e in difesa del suolo in maniera molto importante come abbiamo avuto modo di vedere oggi su questo territorio".

"Samo in una fase di riorganizzazione profonda – ha detto poi l'assessore Federica Fratoni - dopo aver recuperato dalle Province la funzione di difesa del suolo, abbiamo approntato un sistema organico attraverso l'opera dei Consorzi di bonifica, abbiamo elaborato un documento unico di programmazione degli interventi su scala regionale. Insomma, un'unica regia che consente di avere un quadro conoscitivo attento e puntuale. E poi un dispiegamento di forze importante con l'attività dei Geni civili. Stamani abbiamo visto opere puntuali dove sono state investite molte risorse da parte della Regione e poi un impegno ordinario in quella manutenzione che consente che le opere idrauliche siano efficaci. Anche in questo caso la Regione sta investendo finanziando le manutenzioni straordinarie e ordinarie con l'avvalimento dei Consorzi. Non possiamo dire di annullare il rischio ma di ridrurlo sensibilmnete per eventi con tempi di ritorno ducecentannali. E questo richiede impegno finanziario, organizzativo e progettuale".


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