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Siena, Rossi a colloquio con un gruppo di studenti Erasmus

25 marzo 2016 | 16:53
Scritto da Tiziano Carradori
 


SIENA - Un colloquio con un gruppo di studenti di Erasmus, seduti al sole sugli scalini di pietra serena, di fronte a Fonte Gaia, il capolavoro rinascimentale di Jacopo della Quercia che orna piazza del Campo a Siena. È così che il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha voluto trascorrere le ore in cui in tre città toscane si svolgevano i funerali delle tre ragazze vittime del terribile incidente in Spagna.

Un colloquio sereno, pacato e amichevole per capire perché Chiara, laureata in economia e volontaria di ESN (Erasmus student network) Italia, dice di avere "tanta paura e preoccupazione a spostarsi in Europa" aggiungendo però che anche lei farà l'Erasmus, ma che "chi ha cultura comprende che non è il terrore il modo per far conoscere le proprie ragioni" e che nei terroristi trova invece "tanta ignoranza".

Insieme a lei Angela, che è di Perugia e Raffaella, che viene dalla costiera amalfitana, con Sergio, di Taranto, coordinatore del gruppo di volontari che per ESN Italia si occupano, gratuitamente, dell'accoglienza di studenti da tutto il mondo. Il network di cui fanno parte è il più grande in Europa, presente in 38 Paesi con 500 sezioni. L'Italia, con le sue 49, è lo Stato che ne ha di più.

"Siamo studenti che aiutano studenti", spiega Sergio, "In quell'autostrada poteva esserci chiunque, ma ci ha toccato profondamente che ci fossero volontari della nostra sezione. Abbiamo ricordato le nostre amiche scomparse mercoledì sera qui, in piazza del Campo, con un minuto di silenzio e le candele accese. Erano là per vivere l'esperienza più bella della loro o vita. Del resto siamo la generazione Erasmus e crediamo nel valore più alto della cittadinanza europea".

E a loro Rossi ha detto di essere convinto che la via di uscita dal terrorismo "è avere un governo, un esercito, un'intelligence ed una politica estera europee" e che il terrorismo si vince "se siamo capaci di isolarlo e di isolare chi lo finanzia e se ne serve. È l'unica prospettiva che abbiamo" senza dimenticare che aiutare i Paesi che sono più indietro è un dovere morale ma è anche utile, perché "se offriamo ai giovani prospettive di lavoro e sviluppo, il fondamentalismo non attecchisce".

L'incontro si è poi concluso con un invito a fare insieme un viaggio a Bruxelles per un omaggio alle vittime davanti ai luoghi degli attentati, e per un prossimo incontro in Regione, accompagnato da un presidenziale, "credo molto nella vostra generazione".

 


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Tag: siena, erasmus

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