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Slittano all'8-9 maggio i referendum per le fusioni di sei comuni toscani

21 febbraio 2016 | 16:30
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - Il 17 aprile ci sarà il referendum nazionale sulle trivelle e i referendum consultivi sulle fusioni di comuni in Toscana – sei i territori chiamati alle urne – slittano dal 17 e 18 aprile all'8 e 9 maggio. Farli in contemporanea risultava infatti molto complicato: perché il referendum nazionale si svolgerà in un solo giorno e quelli locali in due, perché del primo la spesa è statale e del secondo regionale, perché diversa è anche la base elettorale, visto che sulle fusioni di comuni potranno esprimersi anche gli stranieri residenti da almeno cinque anni.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha firmato il decreto con la nuova data di convocazione al termine della scorsa settimana. Manca solo la pubblicazione, che sarà nei prossimi giorni . Alle urne saranno chiamati i cittadini di San Marcello e Piteglio sulla montagna pistoiese, di Castellina Marittima e Riparbella in provincia di Pisa e di Capolona e Castiglion Fibocchi in provincia di Arezzo.

In tutta la Toscana dal 2012 ad oggi sono stati diciassette i referendum che si sono svolti in comuni che avevano deciso di fondersi. Per nove è stata decisa la fusione, già nei fatti in otto casi con i Comuni passati da 287 a 279 in tutta la Regione. Otto referendum non sono invece passati.

I referendum precedenti
Il primo dei diciassette referendum che ci sono già stati è stato quello del 6-7 maggio 2012 in Casentino, che ha coinvolto tredici diversi comuni ma bocciò il comune unico. Il 21-22 aprile 2013 di referendum ce ne sono stati ben quattro: negli otto comuni dell'Elba vinsero i "no", mentre si sono fusi  Figline e Incisa, Castelfranco e Piandiscò, Fabbriche di Vallico e Vergemoli. Il 16 giugno 2013 è stata la volta di Castel San Niccolò e Montemignaio, dove i cittadini hanno detto che la fusione non era da farsi.
Altri nove referendum si sono svolti il 6-7 ottobre 2013. Nel pisano i cittadini di Peccioli e Capannoli bocciarono la fusione con Palaia, dove avevano prevalso i "sì", mentre sono diventati un comune unico Lari-Casciana Terme e Lorenza-Crespina.  Via libera anche al nuovo comune di Pratovecchio Stia e a quello di Scarperia e San Piero a Sieve nel Mugello, mentre un "no" è stato registrato per Suvereto e Campiglia e per la proposta di un comune unico di Villafranca e Bagnone. Saltata anche la fusione tra Aulla e Podenzana e Borgo a Mozzano e Pescaglia. Il penultimo referendum si è tenuto il 26-27 ottobre 2014, con la nascita dal nuovo comune di Sillano Giuncugnano. Poi c'è stato il 29-30 novembre 2015 quello dell'Abetone e Cutigliano, con il via libera alla fusione ricevuto a gennaio dal Consiglio regionale.


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